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Giovanni De Gamerra
Luisa e Trifour

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  • ATTO TERZO
    • Scena  terza
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Scena  terza

De Roman, che si leva un rodengotto, e detto.

TRIFOUR Affrettati, e lascia ch’io mi getti nelle tue braccia (si abbandona sopra di lui. Pausa breve).

DE ROMAN E donde nasce questa tua viva ed affannosa agitazione? Il core ti palpita con violenza...

TRIFOUR Assediato e sbigottito da spaventosi presentimenti temo la piú atroce delle sciagure. Voglio prevenirla gettandomi a’ piedi del nostro re...

DE ROMAN Su di ciò ti comunicherò quello che penso d’intraprendere. Conosco anch’io che convien ricorrere a dei mezzi efficaci, risoluti, ed attivi. Prima per altro che ci determiniamo a dei passi strepitosi, io stimo di tenere un colloquio col medico curante di Luisa, donde ne ritrarrò, non solo dei lumi rispetto agli attuali di lei incomodi, ma destramente scoprirò le tracce delle di lui vere intenzioni. No, non posso per anche persuadermi, ad onta della testimonianza di tutti i vicini, e di due donne che frequentano continuamente nello stesso albergo, non posso persuadermi che un professore, per quanto sia poco onesto e venale, prestar si possa a divenire lo scellerato ministro della barbarie.

TRIFOUR Non puoi persuadertene? oseresti forse d’asserire che ad obbrobrio dell’arte e della dignità d’uomo d’onore non esistano nel mondo simili mostri? Non ti sovviene di quel medico di Lione che per favorire l’interesse e l’orgoglio d’un’insensata famiglia morir fece fra i piú acerbi spasimi una figlia innocente e sensibile, che altra colpa non ebbe, se non d’aver disposto del proprio core senza il consenso dei genitori, e di serbarsi costante fino all’ultimo momento de’ giorni suoi?

DE ROMAN Pur troppo me lo rammento, ma quando ancora un tale esempio non mi convincesse fin dove giunger può l’umana perfidia allettata dalla venalità, pur troppo ho gran ragione di sospettare che il medico le Grange quello esser debba, il quale con mio estremo ribrezzo disgombrerà affatto tutti i miei dubbi. Ciò deduco non solo dalle generali informazioni del suo carattere e dalle uniformi testimonianze, che depongono contro di lui, ma lo rilevo dalla qualità e quantità dei specifici adoperati da esso nella cura di Luisa. Sappi che portato mi sono alla spezieria, dove ha egli fatte eseguire le sue ordinazioni. Lo speziale avendomi conosciuto per uno dell’arte, occultandoli per altro il mio nome, non ha difficoltato a farmi leggere ed esaminare tutte le ricette distese e firmate dal dottor le Grange, dalle quali mi sono sempre piú certificato, che i medicamenti da lui posti in opera erano per lo piú contrari ad un male che non è nel regno della medicina, e di cui non può egli ignorare quale esser ne possa la causa.

TRIFOUR Ah scellerato! ma in qual guisa tu pensi di procurarti un colloquio con quell’uomo iniquo? Io voglio assistervi, e voglio...

DE ROMAN Ecco ciò ch’io non approvo. Certo frattanto io sono che ti lascerai guidare, e persuadere da un amico che ben conosci. Odimi. Per indurre il dottor le Grange a venire in questa casa, ho artificiosamente supposto esservi un forestiero con degl’incomodi. Commissionai dunque espressamente lo speziale d’inviarlo qua sotto d’un tal pretesto, subito ch’egli giunga. Figurati se un medico, e un medico di tal carattere peccar può di negligenza quando gli s’offre la buona e bramata fortuna d’un ammalato.

TRIFOUR Sei dunque intenzionato d’allontanarmi, quando parlerai seco?

DE ROMAN , amico. Tanto richiede la precauzione. Le passioni estreme non conoscono la moderazione e la prudenza, e queste appunto richiedono e vogliono che il tuo arrivo rimanga occulto alla famiglia Duplessy. Tu stesso ne conosci la necessità... Come potresti frenarti, nasconderti... Ma dov’è Parry?

TRIFOUR L’ho poc’anzi fatto ritornare ai soliti posti d’osservazione, acciò esplori, se aver può la risposta della cara Luisa.

DE ROMAN Tu sai che Lunnevil invigila, e invigila, secondo le notizie che mi son procurate, perché sospetta che tu arrivi, o forse che tu sia giunto a Parigi. Potrebbe scoprirlo, e noi per agire, io ti replico, che d’uopo abbiamo di rimanere nascosti. Piú tosto verso la sera egli potrà con maggior sicurezza eseguir le sue ronde, non dubitando che la Brie per parte sua non sarà meno oculata, vigilante, ed attenta. Ho pensato intanto che conviene usare una precauzione allorché verrà il dottor le Grange.

TRIFOUR E quale?

DE ROMAN Di prevenir Parry che richiedendoli chi noi siamo, passar ci faccia per due cavalieri d’Alsazia.

TRIFOUR Io mi abbandono in tutto alla tua condotta, e la mia vita è ormai nelle tue mani. Cosí abbandonar potessi alle tue cure la preziosa salute della mia cara Luisa!

DE ROMAN Io dal colloquio che spero di tenere col medico le Grange, oltre, come ti dissi, al procurarmi tutti quei lumi che mi porteranno a veder chiaro nella di lui condotta, quando io piú non dubiti della sua scelleraggine, mi lusingo collo smascherarlo d’ottenere almeno ch’egli rinunci all’esecrabil progetto di sagrificare in Luisa il perfetto modello di tutte le virtú.

TRIFOUR Ma chi sa che ormai non sia tardi? Te lo ripeto, o amico. Una profonda tristezza mi accompagna, e mi opprime. Vorrei lasciarmi sedurre dalla speranza, ma ella vien respinta lungi dal mio core da mille sospetti, da mille spaventi. Oh Dio! e sarebbe vero che dopo tante crudeli incertezze, e dopo tante funeste sciagure portar dovesse questo giorno la data della mia eterna infelicità? Sventurata Luisa! Ah , il sagrifizio della mia esistenza farebbe una debile espiazione per tutto quello ch’io ti ho fatto ingiustamente soffrire!

DE ROMAN Tu sei ingegnoso nel tormentarti. Assicurati che Luisa non può perire, e tanto piú adesso che le sei vicino. La tua lettera certo sono che deve averle cagionata una crisi salutare, e la tua presenza opererà in lei una prodigiosa rivoluzione, mentre non v’è filosofo, il quale non riconosca i vantaggi che possono ricavarsi dall’affezioni dell’anima per la guarigione delle infermità del corpo. Sgombra dunque ogni timore, e non funestarti inutilmente coi vani deliri e colle fantastiche chimere d’un’alterata immaginazione.

TRIFOUR Perdonami, o amico. Non è un’ingiuriosa diffidenza, che mi allontana dal prestar fede alle tue consolanti parole. Ma il mio core è mortalmente afflitto, e nulla vale ad alleggerire il peso della sua estrema oppressione. Le passioni grandi, e ben lo sai, non conservano misura in tutto ciò che le affetta, le agita, le spaventa. Ah , perdonami...

DE ROMAN Amico, io scuso e compassiono i tuoi timori. L’uomo saggio usar non deve una rigida austerità per le debolezze del core, giacché le nostre passioni producono non di raro dei frutti eccellenti... Ma Parry non ritorna... Il medico le Grange potrebbe arrivare. Odimi. Io voglio che tu prenda un poco di alimento, ed ho già ordinato quello di cui potrai cibarti. Da che giunti siamo a Parigi, non hai preso alcun ristoro di sostanza. Andiamo... Ma vien Parry.




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