Racconto
1 1 | la grandine e la neve s'era abituato a succhiarsele
2 1 | pianto disperato.~- Che v'era riuscito d'insegnargli in
3 1 | domandò lo scortichino che era venuto per pigliare la pelle
4 2 | calori, ~ senza pensare che s'era d'estate, ~ rubò quelle
5 3 | diporto per una selva. Uno era buono e modesto; l'altro
6 3 | Mamma mia! E il male non era che essi avessero veduto
7 3 | veduto l'orso, il peggio era che l'orso aveva visto loro
8 3 | il pericolo, l'amico che era sull'albero scese giú e
9 3 | sdrucio che Napoleone s'era fatto nei calzoni rampicando
10 4 | Dopo pranzo quel Re ch'era un po' avaro, ~ si mise
11 6 | si vestiva; e quando ~ s'era vestito, si ficcava in mente ~
12 6 | per dir meglio, dico:~ v'era in città, fra tanti cani,
13 6 | cane ~ che di quell'uomo s'era fatto amico ~ per le sue
14 6 | pensavano ~ che quel canaccio era di certo idrofobo, ~ dissero
15 6 | due settimane, ~ l'uomo era vivo, ed era morto il cane!~ ~ ~ ~
16 6 | settimane, ~ l'uomo era vivo, ed era morto il cane!~ ~ ~ ~
17 7 | Vergogna!...~La chioccia s'era interrotta per correggere
18 7 | dalla parte dove il falco era sparito veloce come il vento.~ ~ ~
19 8 | spauracchio. Ed uno disse ~ ch'era uno spauracchio; e l'altro: "
20 8 | Allora un cacciator ch'era il più scaltro, ~ disse
21 9 | accompagnandosi con la chitarra:~C'era una volta un falco di cent'
22 9 | in prosa e buona notte.~C'era, dunque, questo falco che
23 9 | cima al campanile, dove era montata avendo trovato aperto
24 10| mangiato il grano ~ che era nella casa di Bastiano.~ ~
25 11| vederseli rigirare d'intorno c'era da sentirsi puzzar di morto
26 11| disgraziato giovane, il quale era un bravo matematico e un
27 11| striscia di papiro dove era scritto in cifre chiarissime
28 11| perché capì subito che s'era messo in un imbroglio e
29 12| padrone.~ ~ E a tutte l'ore era dintorno a me ~ un'orchestra
30 12| là!~ ~ E, a tutte l'ore era dintorno a me ~ un'orchestra
31 12| intorno, qui e lassú ~ era un continuo coro di gru,
32 12| là!~ ~ E tutto il giorno era dintorno a me ~ un'orchestra
33 12| all'asciutto, qua e là ~ era un gridar continuo: qua,
34 12| e là!~ ~ E a tutte l'ore era dintorno a me ~ un'orchestra
35 12| e là!~ ~ E a tutte l'ore era dintorno a me~ un'orchestra
36 12| lupo non se li mangiò, ~ era tutto un glu glu, tutto
37 12| e là!~ ~ E a tutte l'ore era dintorno a me ~ un'orchestra
38 13| prato della villa. Il sole era presso al tramonto e il
39 13| menti dei suoi piccini. Era un cicaleggio lieto ed animato
40 13| crepuscolo. E il signor Luigi era dolcemente commosso dall'
41 13| camino sul quale la civetta era andata a posarsi.~Il babbo,
42 13| avere ammazzata la civetta, era montato sul tetto, aveva
43 13| finché non furono volatoi ed era venuto a dar loro la libertà
44 14| da non poter di più.~ ~ Era malato e già vicino a morte, ~
45 14| pensar che quella corsa ell'era ~ verso il finir della lor
46 15| solito perché la mia nonna era in possesso del rublo fatato,
47 15| del rublo fatato, e che si era decisa di regalarmelo. Meravigliato
48 15| fradici di lacrime. La nonna era già accanto al mio letto,
49 15| disapprovazione all'idea che m'era venuta nella mente, anzi
50 15| mente, anzi il suo sguardo era raggiante di gioia. Questa
51 15| serio, nella mia tasca c'era sempre il famoso rublo dopo
52 15| desiderio di ciascuna. Ed era per me una grande contentezza
53 15| fatta, quel famoso rublo era sempre lì ad aspettare che
54 15| la quale quel giorno s'era promessa sposa, un bel vezzo
55 15| che in fondo alla tasca c'era sempre intatto il rublo
56 15| che prima mi attorniava si era riversata da un'altra parte
57 15| frugai di nuovo... la tasca era vuota!... Cercai, raspai,
58 15| vestito... Nulla! Il mio rublo era scomparso!~Tutti mi guardavano
59 15| quel momento mi svegliai.~Era spuntato il giorno, e accanto
60 15| argento che essa, ogni anno, era solita portarmi in regalo
61 15| ciò che avevo veduto non era altro che un sogno; e mi
62 15| che il famoso rublo non c'era più. Così doveva succedere;
63 16| Carlo~ ~I.~ ~ Gian Carlo era un onesto cittadino ~ negoziante
64 16| viva!"~ ~ Gian Carlo, ch'era pronto a dar di sprone, ~
65 16| tastavano, posavano... ~ non c'era verso di farli contenti.~ ~
66 16| e si mise in cammino. Era prudente ~ il buon Gian
67 16| che mai più strinto non s'era trovato, ~ più e più correa,
68 16| si fermò.~ ~ L'amico, ch'era lì, corse al cancello ~
69 16| imprudentissimo ciuchetto ~ ch'era sciolto in pastura lì vicino, ~
70 16| Quando la sposa sua, ch'era in vedetta, ~ da lontano
|