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Renato Fucini
Il ciuco di Melesecche

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  • 5 - La novella del cane e del gatto
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5 - La novella del cane e del gatto

 

Bisogna sapere che nei tempi antichi, e precisamente ai tempi del paradiso terrestre, tutti gli animali erano amici fra di loro come tanti fratelli. Non come tanti fratelli che conosco io, capaci soltanto a farsi dispetti dalla mattina alla sera; ma buoni fratelli come son sicuro che presto diventeranno quelli che conosco io.

A quei tempi, uno che fosse entrato in un bosco avrebbe visto lupi e agnelli andare a spasso insieme e far capriole sull'erba e rincorrersi e ridere come matti. Chi fosse montato sopra un tetto, avrebbe visto la civetta fare a mosca cieca coi passerotti, e per le case e per i campi avrebbe visto i gatti fare a rimpiattarello coi topi, e i cani fare a chi più corre con le lepri, e le volpi giocare a rimpiattarello con le galline.

Questa gran concordia dipendeva dall'erba della quale tutti, a quei tempi, si nutrivano. Anche i leoni, anche le tigri e anche le jene non campavano che di lattuga, di spinaci e di cavolo verzotto, giacché, nel paradiso terrestre, tutta questa grazia di Dio ci vegetava come da noi la gramigna, senza che neanche un ortolano se ne occupasse. Nutrendosi di questo cibo leggero e rinfrescante, tutti erano meno rabbiosi e meno prepotenti, ed essendo la verzura così abbondante, non avevano occasione di leticarsela per cavarsi la fame.

Ma il giorno che furono costretti, come Adamo ed Eva, a voltare le spalle a quel vero paese della cuccagna, e quando venne a mancare tanta abbondanza di lattuga, di spinaci e di cavolo verzotto, le cose, da un momento all'altro, cambiarono in peggio, e ognuno fu obbligato a ingegnarsi come meglio poteva. Così ebbe fine per sempre quella bella pace, e tutti gli animali, meno pochi che si mantennero erbivori, incominciarono a mangiarsi l'uno con l'altro.

Il cane e il gatto, la mattina che uscirono insieme in cerca di qualche cosa da masticare, trovarono un topo. Il gatto agile come una molla, gli si avventò e lo prese; il cane dette a dosso al gatto per cavarglielo di bocca; il gatto si rivoltò al cane per non farsi rubare il topo, e il topo fu in tempo a entrare in un buco per salvarsi. Ne accadde una battaglia tremenda dalla quale i due litiganti uscirono indolenziti e spelacchiati, perdendo sangue da tutte le parti. Da quel giorno non si sono mai rimpaciati e tutte le volte che s'incontrano son graffi e morsi e berci e corse e svoltoloni come quella mattina del topo.

Dio voglia, bambini, che tra voi non accada mai, per un cartoccio di caramelle o per un panetto di cioccolata, quello che accadde per un topo fra cane e gatto.

 

 

 




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