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| Giacomo Castelvetro Brieve racconto IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
Parte, Paragrafo
1 | 1 2 Ver,8 | negli anni di nostra salute 1572 in uno assai grosso villaggio 3 Aut,19| avenne l'anno di Cristo 1575, il quale andava sotto la 4 Ver,8 | a' quattordici di giugno 1614.~ 5 | 20 6 Est,22| mette del sale, dell'olio abastanza e pepe, ch'è il suo ver 7 Est,7 | fuggir le talpe, sì ch'esse abbandonano i loro usati nidi e vanno 8 Ver,8 | Signoria Vostra si puote essere abbattuta a vedere un di que' gentiluomini 9 Pri,11| l'olio, ché l'erbe di già abbeverate d'aceto non posson pigliar 10 | abbian 11 Aut,34| che il vaso sia pieno; e abbiasi questo riguardo: che l'ultima 12 | abbiate 13 Pri,5 | mangino, gli uni ciò fanno per aborire tal cibo, gli altri per 14 Pri,1 | alla salute de' corpi loro aborrite, mi son grandemente maravigliato 15 Ver,8 | schivo e fuor di modo le aborriva, e oggi non con mio minor 16 Ver,7 | sieno, son cotti, né altro accade aggiugnervi se non il sugo 17 Aut,37| esca con la quale in Italia accendiamo di notte tempo il fuoco.~ 18 Est,4 | spina o con grani d'uva accerba, né usiam noi mai i grossi 19 Est,14| su l'albero maturare, ma accerbo si coglie e tra paglia fresca 20 Aut,40| buone. Lavate poi e con accia legate venti o quante si 21 Est,3 | insalata di portulaca, sola e accompagnata con altre erbe per tal vivanda 22 Pri,5 | ancora ne facciam pasticci accompagnati da monne ostriche e dalla 23 Ver,8 | molte lumache molto bene acconce mangiare, e del suo inganno 24 Est,21| cocendoli tutti intieri e acconciandoli come de' lupuli ho mostrato, 25 Est,15| senza che alcuno di ciò s'accorgesse, cadde nell'un di que' mastelli; 26 Pri,5 | non sapendo qual sapore accresca loro; né più grossi d'un 27 Pri,5 | grattugiato e pepe, che accresce lor bontà, e così vengono 28 Aut,40| si spiccheranno, perché accrescono la bontà delle cime, e quando 29 Pri,11| noi molto più volontieri acerbetta usiamo che matura, tutto 30 Pri,11| della ruvola gentile e dell'acetosa e i fiori del rammerino, 31 Aut,12| maturar la tosse nello 'nverno acquistata dall'essersi l'uomo riscaldato 32 Ver,8 | mi beffeggiassi, e mezzo addirato così si diede a dirmi: - 33 Ver,7 | cotal fine gli ha l'occhio addosso, incontanente d'ivi lo caccia 34 Est,22| non men potente della già addotta, è per lo caldo grande che 35 Ver,8 | il dire, così mi disse: - Adesso ottimamente l'affare capisco, 36 Est,21| ombra tutta la finestra adombrano. Gli ortolani ancora ne' 37 Est,12| medicamenti ancora se ne adoperi gran quantità.~ 38 Ver,7 | rive e i colli di fioretti adorna,~ma dentro, dove già mai 39 Pri,1 | questa mia per aventura non afatto disutile fatica, comincierò, 40 Ver,8 | Adesso ottimamente l'affare capisco, e dove prima scandalizzato 41 Aut,16| posso con buona coscienza affermare, che ho udito più volte 42 Aut,37| nomerò polmoneschi, ma bene affermo che, bolliti e fritti col 43 Est,7 | sua natura amarissimo, ma agevolmente si raddolcisce in porne 44 Ver,3 | nverno, quando però non agghiaccino i grossi e piccioli ruscelli, 45 Ver,7 | dentro, dove già mai non s'aggiorna,~gravido fa di sé il terrestre 46 Ver,1 | nominate; ma a questa vi s'aggiugne un poco d'uva passa, prima 47 Ver,7 | son cotti, né altro accade aggiugnervi se non il sugo d'uno o di 48 Pri,11| tutte le predette erbe, v'aggiungano l'indivia bianca, i bianchi 49 Aut,22| persone de' beni della fortuna agiati a ber vin nuovo, per non 50 Pri,11| il quale viene da' cibi agretti risvegliato e non da' dolci. 51 Ver,7 | limoni o d'aranzi bruschi od agri, e così acconci si mangiano. 52 Est,7 | che si sia, laonde i buoni agricoltori ne seminamo ne' lor fertili 53 Est,15| dell'arte nobilissima dell'agricoltura, e che di sua propia mano 54 Int | quanto ad utile de' buoni agricultori necessari.~In Londra, M. 55 Aut,20| ciregia sia. Il suo sapor è agrodolce e a spegner la sete delle 56 Pri,7 | due prime, per esser meno agute, le quali prima si vogliono 57 Est,6 | ogni interna ventosità, aiuta alla digestione e ci rende 58 Aut,16| abbiamo la torbiana, l'albana, la tosca, che fanno generosi 59 Ver,7 | pezzetti tagliati, in uno alberello pieno d'olio si ripongono 60 Est,15| delle nominate calme alcuni alberetti; e quelle s'atennero con 61 Pri,11| a' pipioni e alla vitella alessa facciamo; e quando questa 62 Pri,11| quali maceroni qui chiamano "alessandri"; e soli e in compagnia 63 Aut,11| bene la sua scorza e perciò allegano un motto che dice:~All'amico 64 | allo 65 | almeno 66 Ver,8 | ammirazione si diede ad alta voce a dire: - Deh, buon 67 Est,15| la primavera, avendo Sua Altezza ciò preferito e trovandosi 68 Aut,31| Napoli una spezie d'alberi alti e grossi quanto le querce, 69 Est,7 | loro usati nidi e vanno altronde nuove stanze a cercare. 70 Pri,11| Inglesi, che oltre a modo amano le cose dolci; e questo 71 Aut,10| di verdi bianchissime e d'amare assai dolci; e ben mondi 72 Pri,5 | qual gittiam via per essere amarissima, e poi gli facciam finire 73 Est,7 | questo legume di sua natura amarissimo, ma agevolmente si raddolcisce 74 Aut,20| Signoria quivi pel suo re ambasciatore vi si trovava, a cui piacque 75 Aut,5 | son crespi e altri no, e amendui son buoni, se bene i primi 76 Aut,6 | sappiasi ancora che dal gambo d'amenduni questi cavoli lasciati ( 77 Ver,8 | di là sovra la cima d'un ameno monticello era posto) invitato, 78 Est,23| sia da pietra o da renella ammalato; e chi non avesse il succo 79 Pri,11| della passata rea stagione ammassati: quali son quelle de' teneri 80 Pri,11| vie peggio, che così pure ammucchiate con sale e solo aceto in 81 Aut,19| che non stupefatto e tale amorevole uso lodò molto. Non dico 82 Pri,10| radici surgono tra le sue ampie foglie [e] appaiono candidi; 83 Aut,33| bollir facciasi l'acqua andar di sopra, cioè che si spandi, 84 Ver,8 | prendon piacere grande d'andarlo a quella guisa cercando. 85 Ver,8 | vostra bella contrada m'andassi, io non sol non mi mangiassi 86 Aut,19| di Cristo 1575, il quale andava sotto la cura mia a veder 87 Pri,11| mangiano, le mischianze, quali andrò notando, portano di bontà 88 Pri,11| radici cotte, uva passa, angive, olive senza noccioli, cappari 89 Aut,29| triangolari e altri di quattro angoli, assai pungenti e duri, 90 Ver,1 | pel lungo e se ne tra' l'anima, o vogliam chiamarla midolla, 91 Aut,39| può andare sott'acqua né annegarsi, e tali usano i giovanetti 92 Est,20| De' zucchi lunghi.~Vengono anz'il fine di questa ardente 93 Aut,11| zucchero, e ne fanno una pasta anzichenò dura, che chiamano persicata; 94 Pri,3 | con pena orinano, perch'è aperitivo molto.~ 95 Pri,11| resta a dire, se non se che apparai una volta in Francia a fare 96 Aut,39| tali usano i giovanetti che apparano ne' fiumi a nuotare. Di 97 Ver,8 | nel quale solamente per apparare l'assai malagevole lingua 98 Aut,16| di quanto io dico meglio apparirà. Dico adunque che, oltre 99 Ver,8 | non mai fuori della terra apparisce, e chiamansi tartufi. - 100 Est,19| buona salsa, che agliata s'appella, perciò che in farla vi 101 Aut,32| nascere ne' prati prataiuoli s'appellano, e son molto buoni senza 102 Pri,11| altrimenti dente di leone appellata) e della domestica ancora, 103 Est,8 | muscardini o muscatelli vengon appellati.~ 104 Est,7 | fava lupina, o lupini che s'appellino, e ciò usan tra il desinare 105 Aut,19| che a' palchi delle camere appendiamo per averne di verde per 106 Ver,6 | conserviamo a' palchi delle camere appesa.~ 107 Pri,11| fa, che ci leva a fatto l'appetito, il quale viene da' cibi 108 Est,21| fronde secchi, a' quali appiccandosi possano in alto montare; 109 Pri,11| picciolo; l'altra è per apportar queste verdi molto piacere 110 Pri,4 | stagione fuori, e van cotti e apprestati come ho di già detto ne' 111 Ver,7 | ecc.):~E non pur quel che s'apre a noi di fore~le rive e 112 Est,4 | ne facciamo un buon cibo, aprendogli pel mezzo e tutto quel tenerume 113 Est,21| di febraio o di marzo o d'aprile, e poi con bastoncin bianchi 114 Est,7 | medesimo terreno, sotto arandovi l'erba sua: che in brieve 115 Est,7 | i baccelli, ritornano ad arare il medesimo terreno, sotto 116 Aut,20| a spegner la sete delle ardenti febri è fuori d'ogni credere 117 Aut,16| non credo che qui niuno ardisse di dare bira a bere ad un 118 Aut,19| perché, acciò che niuno sia ardito di pigliarne dalle vigne 119 Ver | le predette radici nell'arena divengono bianchi e molto 120 Aut,20| illustrissimo cavaliere il signore Arrigo Wottoni conoscere, mentre 121 Aut,19| sopra la strada maestra arrivino, e che a Vinezia ne vadino 122 Pri,3 | acconci sopra la graticola ad arrostir gli mettono, et è un delicato 123 Aut,25| ma i più, cocendole, le arrostiscono, poste in una padella pertugiata 124 Aut,19| consuma, perciò che i poveri artigiani che non han poderi, subito 125 Est,21| nominano turcheschi, li quali ascendono molto in alto; però chi 126 Pri,1 | rifuggiti in questo sicuro asilo per ischermirsi e per salvarsi 127 Aut,40| cuocere, come parlando degli asparagi si disse, ma bisogna ben 128 Ver,6 | però a' peri e a' pomi s'aspetti, che pure son molti e di 129 Est,22| magro, e spezialmente quando aspettiamo i contadini che ci portino 130 Aut,27| durissimo, e son di sapore aspri e d'operazione astrignenti 131 Aut,22| quel festeggevole romore, s'assaggiano i vini, bevendone ognuno 132 Aut,22| de' suoi vini nuovi per assaggiarli e per provare qual sia più 133 Aut,39| sul mare per nuotare, né assicurandosi delle propie forze, seco 134 Pri,1 | per falta di questo, non s'astengan più da seminarle né da mangiarle. 135 Aut,27| sapore aspri e d'operazione astrignenti molto; et è frutto più da 136 Ver,7 | subito sel divora; ma l'astuto villanello, che a cotal 137 Est,6 | finocchio dolce in canna.~Astuzia de' tavernai viniziani.~ 138 Est,15| alcuni alberetti; e quelle s'atennero con sua molta contentezza.~ 139 Est,21| grata alla quale essi s'attaccano, sì che d'una piacevole 140 Pri,11| che fa che la rena, che attorno l'erbe si sta, vi si rimanga, 141 Aut,20| e qual meno; e chi, non avendol mai prima veduto, lo vede, 142 | avendole 143 | avendolo 144 | avendosi 145 Aut,34| segnale che son buoni e, non avendovelo, son cattivi. Questi, acconci 146 | avendovi 147 Est,15| vendono; per questo spesso avenia che i gentiluomini, comperati 148 | aventi 149 Ver,7 | con una graziosa beffa, avenuta colà dove io già mi dimorava, 150 Aut,19| dargnene. E so essere a tale avenuto d'averne, d'un carro, dato 151 | averli 152 Est,15| bottega data la colpa d'averselo mangiato. Pigliatolo adunque 153 | avessero 154 | avessimo 155 | avrò 156 | avuti 157 Aut,31| quanto si sia il più lungo baccello, ma son piatti e non rotondi, 158 Ver,8 | villaggio del marchese di Bada nella Magna appellato Rotlè, 159 Aut,22| isturbino, che dèe ad altro badare che alle color puerili follie; 160 Est,19| duro, le quali molto bene bagnate in brodo di carne non molto 161 Aut,19| severamente chi si sia tanto baldanzoso di spiccarne un grappo puniscono: 162 Ver,8 | suo parlare non fu in mia balìa il poter le risa ritenere 163 Est,19| tanto quanto pappina che a' bambolini si dà, e con un poco pepe 164 Est,6 | se ne mette in tavola a banchetti co' frutti, quando di verde 165 Pri,11| altra insalata, che con nome barbaro nominano olla podrida, perché, 166 Aut,17| che non facci almeno un barile quali son questi della bira.~ 167 Aut,19| volontieri. - E se il signor baron Giovanni North fosse oggi 168 Ver,8 | nella bellissima città di Basilea non mi era potuto venir 169 Aut,25| più da fanciulli e dalla bassa plebe, che dagli uomini 170 Est,21| marzo o d'aprile, e poi con bastoncin bianchi vi formano una vaga 171 Est,21| fanno siepi di canne o di bastoni bianchi della canape, a 172 Ver,7 | ragionamento con una graziosa beffa, avenuta colà dove io già 173 Ver,8 | bugiardo o che di lui mi beffeggiassi, e mezzo addirato così si 174 Ver,7 | paragonando la virtù de' begl'occhi dell'amata sua donna 175 Ver,8 | il che dimorandomi nella bellissima città di Basilea non mi 176 Aut,3 | che tengono di bontà e di beltà tra tutte le spezie de' 177 Aut,22| prima dalle persone de' beni della fortuna agiati a ber 178 Pri,2 | anzi levarsi del letto, si beono un buon bicchiere di quella 179 Aut,22| beni della fortuna agiati a ber vin nuovo, per non istimarsi 180 Est,15| frutta da cavarsegli la berretta, perché, quanto a me, lo 181 Aut,16| uomo, che civilmente si beva, a bere per quattro scudi 182 Aut,22| romore, s'assaggiano i vini, bevendone ognuno un picciolo sorso, 183 Est,23| succo di limone; e il brodo bevuto, nella predetta maniera 184 Aut,25| ventura, come s'è detto, e bevutovi un poco dietro, ognuno a 185 Aut,33| la prima lor pelle, che è bianchissima, restano del colore dello 186 Aut,10| sotterrate, divengono di verdi bianchissime e d'amare assai dolci; e 187 Aut,5 | dai verdi di fuori via e bianchissimi nel mezzo e duri, ma aperti 188 Pri,5 | cuociamo, oltre alla non biasimevole maniera inglese, perché 189 Pri,2 | letto, si beono un buon bicchiere di quella decozione tepida, 190 Pri,7 | proporzione di petrosello, di bietola, di menta, di basilico e 191 Aut,4 | cotti, pigliamo petrosello, bietole, timo e lardo, che insieme 192 Aut,19| loro vicini, corrano con boccaloni a pigliar del mosto, e gran 193 Aut,32| s'intenda bene della vera boccolica.~ 194 Pri,5 | con dell'acqua lor natia e bocconcini di midolla di manzo con 195 Aut,33| tagliato in più parti, e nel bollir facciasi l'acqua andar di 196 Aut,19| del mosto anzi che abbia bollito e che vi si sia una goccia 197 Aut,34| buoni; e avuti la prima bollitura, chi ne vuole conservare 198 Aut,7 | bollire e nel suo maggior bollore pigliamo il predetto cavolo 199 Est,15| gavagnini e de' liliotti, in Bologna e in Modona delle scozie 200 Pri,2 | fumoterra, cicorea, indivia e boraggine, e tutte insieme, ben lavate, 201 Pri,11| fiori e le foglie della borana, i fiori dell'erba stella, 202 Aut,2 | verdi co' suoi broccoli o bottoncelli, le quali minutamente tagliate 203 Est,20| son più grossi d'un grosso braccio, se ben tutti a cotal grossezza 204 Aut,14| corteccie sue poste sopra brace, profuma tutta la camera 205 Aut,29| molto correnti (qual è la Brenta, che da Padova conduce i 206 Aut,19| confesserebbe, come quelli a cui sul Bresciano una tal cosa avenne l'anno 207 Est,7 | arandovi l'erba sua: che in brieve e con poca spesa, di sterile, 208 Est,23| dopo pranso a sedere di brigata su le porte delle case loro 209 Ver,7 | di due limoni o d'aranzi bruschi od agri, e così acconci 210 Aut,29| mangiare più tosto d'animali bruti che di ragionevoli; e per 211 Ver,8 | che io volessi farlo parer bugiardo o che di lui mi beffeggiassi, 212 Aut,33| sia verminosa, quanto il busto.~ 213 Est,22| un pezzo di cacio il cui butirro non sia in mercato prima 214 Est,7 | talpe come de' campi si cacciano.~Come con poca spesa il 215 Ver,8 | veduto il gentiluomo indi cacciarlo e il contadino incontanente 216 Ver,7 | se quindi non vien tosto cacciato, subito sel divora; ma l' 217 Aut,40| rimuoverle non si rompino e che cada lor la cima, nella quale 218 Est,15| alcuno di ciò s'accorgesse, cadde nell'un di que' mastelli; 219 Aut,4 | buone, perché comincia a cader lor sopra la brina, che 220 Est,22| il che da due principali cagioni stimo avenire.~Perché gl' 221 Est,1 | carni, le quali il soverchio calore ci fa venire a noia; e in 222 Aut,14| brace, profuma tutta la camera di gratissimo profumo.~ 223 Aut | truovino per tutto lungo il camino frutti da cibarsi.~ 224 Est,7 | legherà, e poi si mette in un canale od in un cupo ruscello d' 225 Aut,29| De' triboli.~Nasce ne' canali d'acqua dolce non molto 226 Est,21| di bastoni bianchi della canape, a canto alle quali piantano 227 Aut,1 | che dinuovo riviene, la candida e isghiaccida indivia abbiamo, 228 Pri,11| che sono certe radicine candide, lunghette e sghiaccide 229 Pri,10| ampie foglie [e] appaiono candidi; li quali si mondano e, 230 Aut,16| i porci, le galline e i cani, ne viene dagli uomini mangiata 231 Est,21| colti loro fanno siepi di canne o di bastoni bianchi della 232 Est,23| vogliate cuocere, una pezza di canovazzo netta e mettete in quella 233 Pri,11| passato, trovandomi io a Cantabrigia, ne mangiai con mia ammirazione 234 Aut,40| si faranno in una pentola capace cuocere, come parlando degli 235 Ver,8 | Adesso ottimamente l'affare capisco, e dove prima scandalizzato 236 Pri,6 | Della fava capodeca verde.~Nel medesimo tempo 237 Aut,31| pigliati per baccelli di fava capodica, e secchi son lunghi quanto 238 Pri,6 | chiamate casaline e d'altri capodiche, le quali noi mangiamo dopo 239 Pri,11| alquanto della loro salamoia) e capparetti genovesi, fette di lingue 240 Pri,11| angive, olive senza noccioli, cappari salati (fatti però prima 241 Aut,39| fossero ritagli di cuoio di capretto non nato; li quali avendone 242 Aut,4 | De' cavoli capuci.~Cominciano similmente a 243 Pri,10| s'abbiano i cardoni e i carchioffoli.~Ma è ormai tempo che delle 244 Aut,10| cardi, ch'è una spezie di carchiofoli, ma non produce frutto che 245 Pri,10| piggior sapore che s'abbiano i cardoni e i carchioffoli.~Ma è ormai 246 Ver,7 | e perciò si vendono più cari, vendendosi più di mezzo 247 Aut,26| quivi il frumento diviene carissimo e i popoli delle nostre 248 Est,6 | verso i compratori una certa carità col confortarli a mangiar 249 Est,15| venissi dal serenissimo duca Carlo di Svezia chiamato al suo 250 Est,22| non è tanto doviziosa di carnaggi quanto è la Francia e questa 251 Est,1 | d'esse e i frutti, che le carni, le quali il soverchio calore 252 Aut,19| tale avenuto d'averne, d'un carro, dato poco men della metà. 253 Est,22| nostrani.~Gli altri, che casalenghi o nostrani chiamiamo, si 254 Pri,6 | verdi, d'alcuni chiamate casaline e d'altri capodiche, le 255 Pri,2 | dopo prendono una presa di cascia o di manna o d'altro leggiero 256 Aut,26| guardano] in ceste overo in casse con foglie di rose, ove 257 Est,21| delle camere loro alcune cassette di legno lunghe quanto è 258 Aut,34| son di fuori via di colore castagnicci; e tutti questi a mezzo 259 Ver,8 | avenne che a desinare col castellano e governatore di tutto il 260 Ver,8 | cortesemente da lui al suo castello (che non guari lungi di 261 Aut,38| chiamato, dicendo: - Ecco, Castelvetri, colà un bel fiore -; alle 262 Est,22| non dico mangiare. Poi il castrato da noi non è, se non se 263 Est,17| e non punto buono per li catarrosi; ma ogni cosa è sana all' 264 Est,14| sia il pero qui chiamato caterine per, né men di questi mi 265 Pri,11| lavate, metta l'erbe in un catino pien d'acqua, e dopo averle 266 Pri,1 | erano prima da quella come cattive a mangiare sprezzate e come 267 Est,6 | effetti. L'uno è che ogni cattivo vino fa parer buono; laonde 268 Ver,7 | mangiare, di quel vaso se ne cava quanti l'uom vuole, e in 269 Aut,20| frutto all'illustrissimo cavaliere il signore Arrigo Wottoni 270 Est,15| giugno i meloni, frutta da cavarsegli la berretta, perché, quanto 271 Est,4 | mezzo e tutto quel tenerume cavato; e con buone erbette ben 272 Aut,22| lieto grida: - Certo a me cavelle è toccato, ma ciò che sia 273 Pri,11| quivi bene dimenate, le cavi fuori, e ciò facci almen 274 Aut,4 | e ciò che di quello ne caviamo, con erbe buone, con lardo 275 Est,7 | quivi ad un palo od ad una caviglia raccommandandolo acciò che 276 Ver,7 | denaio che ne guadagnano, nol cavino, il che a due maniere si 277 Aut,15| ottimo frutto, al qual non cede di molto il nostro garzegnuolo, 278 Est,1 | rinfrescativi e buoni non cediamo a niuna generazione del 279 Pri,11| salate, così pezzetti di cedro e di limoni e, s'el tempo 280 Est,6 | crudo con sale dopo de pasto cel mangiamo. Questo simplice 281 Ver,8 | all'odore quel conosce ove celato si stia; e per piacer egli 282 Aut,22| acciò che col restarsi a cenare co' lor maggiori più del 283 Ver,7 | in carta bagnata sotto le cener calde, e quivi un mezzo 284 Ver,7 | e alcuni son di colore cenericcio e altri neri, e questi per 285 Est,15| stagnare o circondarle con cera molle, e poi coprirlo tutto 286 Ver,8 | d'andarlo a quella guisa cercando. E pertanto, s'ella si fosse 287 Pri,1 | considerazioni adunque han mosso me a cercar di porre per iscritto (al 288 Aut,22| accosta e fassi recare un cestellino, nel quale mette tante paia 289 Aut,22| buona pezza crollato il cestello, dice così: - Io ho in questi 290 Aut,22| un pannicello di tela il cesto e piglia un denaio, una 291 Ver,1 | tra' l'anima, o vogliam chiamarla midolla, la quale per esser 292 Aut,26| son fuori di modo buone, e chiamasi biscottelli, e per tutto 293 Est,17| loro, o grani che altri chiami, son coperti d'una pellicina 294 Pri,7 | dico che le nostre massare chiamino erbe buone una certa proporzione 295 Est,7 | un cupo ruscello d'acqua chiara corrente, quivi ad un palo 296 Aut,19| parole lo 'ngiurano; ma chiedendone loro, non pur volontieri 297 Aut,22| che a quella casa vadi per chieder limosina si dona. Qui poi 298 Aut,38| passati che, ritornandomi da chiesa, nell'entrare di questo 299 Aut,38| pilastro del rastello che chiude il parco veggo un quasi 300 Aut,8 | è, quali sono i capucci, chiuso, e ha le coste sue assai 301 | ciascuno 302 Aut,26| montanari di questo frutto si cibano in luogo di pane, il quale 303 Pri,1 | ma non già per voglia di cibarsene, ma sì più tosto spinti 304 Aut | lungo il camino frutti da cibarsi.~ 305 Aut,2 | Foglie della cicoria.~Usiamo, quando le predette 306 Pri,11| nasturzio, del basilico, della cidronella, le cime della pimpinella, 307 Pri,9 | eccetto una o due piccole, che cingono i bottoncini su l'ultima 308 Pri,1 | questa nobile nazione da un cinquanta anni in qua s'abbia apparato 309 Est,15| congiunture del coperto stagnare o circondarle con cera molle, e poi coprirlo 310 Est,22| trovano in così picciolo circuito di terra. L'altra, non men 311 Aut,20| a credere che una grossa ciregia sia. Il suo sapor è agrodolce 312 Aut,39| cucinano alla maniera de' citriuoli, come al suo luogo ho insegnato. 313 Est,4 | impastiamo e il vòto del citriuolo ne empiamo, e ad arrostire 314 Aut,22| giuochi sollazzo a' suoi cittadini, ma i padroni delle case 315 Pri,1 | tutti que' frutti, che nella civile Italia si mangino, ma ancora 316 Aut,25| plebe, che dagli uomini civili e maturi, mangiate.~ 317 Aut,16| di dare ad un uomo, che civilmente si beva, a bere per quattro 318 Est,21| perfetta grandezza pervenuti, cocendoli tutti intieri e acconciandoli 319 Aut,19| acqua posta, e ne facciamo, cocendolo con un poco di fior di farina, 320 Aut,28| loro l'ardente sete dalle cocenti febri generata; e de' suoi 321 Est,23| aviene che più o men tosto si cociano, quando avenga che n'abbiate 322 Aut,4 | durano; e a più maniere gli cociniamo, oltre a questa d'Inghilterra, 323 Ver,7 | onde tal frutto e simile si colga ecc.~e dicendo "tal frutto", 324 Pri,11| fuori di là colle mani, ma colino l'acqua, il che fa che la 325 Ver,7 | noi di fore~le rive e i colli di fioretti adorna,~ma dentro, 326 | collo 327 Aut,39| questa stagione son nel colmo loro, chiamate communemente 328 Est,15| garzone di bottega data la colpa d'averselo mangiato. Pigliatolo 329 Aut,38| riguardarlo recava. Io lo colsi e la signora mi domandò 330 Pri,11| chi contro a così giusto comandamento pecca è degno di non mangiar 331 Aut,23| giugiole.~Sono ancora buone nel cominciamento di questa stagione le giugiole, 332 Aut,22| fatto da mettere a mano, non cominciandosi mai prima dalle persone 333 Pri,9 | cime della malva, anzi che comincino a fiorire. Si tagliano adunque 334 Pri,10| che delle diverse e più commun insalate, che in questo 335 Est,12| Zante portata, la quale communamente "Corinti" chiamano, e di 336 Est,15| avenia che i gentiluomini, comperati tre o quattro meloni, quivi 337 Aut,12| màndole pelate e intiere ne compongono quantità assai grande in 338 Aut,12| la quaresima, che riesce composizione assai buona. Per maturar 339 Est,6 | scimonito o semplice va per comprar vino da loro, quelli prima 340 Est,6 | mostrando così verso i compratori una certa carità col confortarli 341 Est,23| erba e molto teneri, ne compreraranno e quivi così crudi se gli 342 Aut,20| da' medici a' febricitanti conceduto. Né qui lascierò di dire 343 Pri,1 | seminare e a mangiare dal concorso di molti popoli rifuggiti 344 Est,9 | communemente si mangiano, e ne condiamo in zuccaro, umidi e secchi; 345 Ver,5 | il pepe oltre agli altri condimenti. Facciamo delle rape ottime 346 Pri,7 | fatta mischianza usiamo a condire molti cibi, e spezialmente 347 Pri,11| molto a saperla lavare e poi condirla, essendo che molte cucinatrici 348 Aut,40| e con succo d'aranzi si condiscano, e per cibo sano e alla 349 Aut,2 | con l'altro suo condimento condite ce le mangiamo.~ 350 Aut,29| la Brenta, che da Padova conduce i burchi de' viandanti a 351 Aut,19| nella città gli facciamo conducendo di villa l'uva intiera nello 352 Aut,19| poderi, subito che veggono condur l'uva a' gentiluomini loro 353 Ver,8 | leccherebbon le dita. - Per confessarvi il vero - ritornò egli a 354 Aut,19| ciò che dico senza colla confesserebbe, come quelli a cui sul Bresciano 355 Aut,15| che noi non abbiamo, che confesso essere un ottimo frutto, 356 Est,16| si sia, e a mangiare e a confettare è ottimo.~ 357 Est,9 | i nostri speziali ne fan confetti ottimi. Durano da noi tre 358 Est,18| marzapane e a simiglianti confezioni, che sono ad ognuno oggimai 359 Est,6 | compratori una certa carità col confortarli a mangiar prima il lor finocchio, 360 Est,15| molto studiosamente e le congiunture del coperto stagnare o circondarle 361 Ver,7 | molto bene da que' contadini conosciuta; e quivi, cavando un palmo 362 Est,15| mesi quivi ottimamente si conservarono. Laonde venuta la primavera, 363 Aut,34| un grieve peso sopra, si conserveranno lungo tempo o per quanto 364 Est,22| in pochi mesi, in alcuna considerazione, e ancora in quel tempo 365 Pri,1 | d'erbe ciò farsi. Queste considerazioni adunque han mosso me a cercar 366 Pri,11| bontà di quella altretanto consista in saperla fare, giudico 367 Aut,40| lor la cima, nella quale consiste la maggior bontà. Levate 368 Aut,19| burchi di vino, e che se ne consumi la tanta quantità ho dimostrato, 369 Aut,13| altre nazioni communi, io mi contenterò sol di parlare del pomo 370 Est,15| s'atennero con sua molta contentezza.~ 371 Aut,1 | e buona parte del verno continua.~ 372 Pri,2 | decozione tepida, e ciò continuano di fare lo spazio di sette 373 Est,15| maniera ve li portai e per sei continui mesi quivi ottimamente si 374 Aut,11| per golosità che perché in conto alcuno offendano; ben so 375 Pri,7 | questa maniera di parlare mi convenga spesso usare. Perciò dico 376 Aut,38| avrò maggior parte. - Mi convenne dopo il desinare andare 377 Aut,13| de' pomi e de' peri, che copiosamente in questa stagione abbiamo; 378 Est,21| orti più vaghi e maggior coppia di fagiuoli raccolgono. 379 Est,15| circondarle con cera molle, e poi coprirlo tutto di tela incerata. 380 Est,19| sano cibo. Usano ancora di coprirne i piatti di maccaroni e 381 Est,12| la quale communamente "Corinti" chiamano, e di questa così 382 Aut,19| gentiluomini loro vicini, corrano con boccaloni a pigliar 383 Aut,29| d'acqua dolce non molto correnti (qual è la Brenta, che da 384 Aut,14| loro un dolce odore, e le corteccie sue poste sopra brace, profuma 385 Ver,8 | tempo più d'una fiata fui cortesemente da lui al suo castello ( 386 Aut,19| domandi, contro a lui si corucciano e d'ingiuriose parole lo ' 387 Aut,16| il vero, posso con buona coscienza affermare, che ho udito 388 Aut,8 | capucci, chiuso, e ha le coste sue assai grosse, e in brodo 389 Pri,2 | vegnente estate con poco costo si conservano. Questa medicina 390 Est,15| tutti gli odori del mondo. E credami pur qualsivoglia Oltramontano, 391 Aut,37| mangiarli oltre ad ogni creder buoni. Di questi tali adunque, 392 Aut,16| uomini mangiata una non credibil quantità, tanto di verde 393 Aut,23| stomachevole, né credo che qui crescano.~ 394 Aut,4 | mangiare, e perciò, quanto più cresce il freddo, tanto migliori 395 Est,21| di que' fagiuoli a luna crescente di febraio o di marzo o 396 Est,7 | ne' lor fertili campi e, cresciuta e presta che sia a produrre 397 Aut,5 | lombardi; alcuni de' quali son crespi e altri no, e amendui son 398 Est,12| spezialmente in farne i Cristmas pye, se ne consuma quantità 399 Aut,19| tal cosa avenne l'anno di Cristo 1575, il quale andava sotto 400 Aut,22| appresso aver buona pezza crollato il cestello, dice così: - 401 Pri,1 | da' rabbiosi morsi della crudele et empia Inquisizione romanesca, 402 Aut,39| grossezza d'un grosso pomo si cucinano alla maniera de' citriuoli, 403 Pri,11| condirla, essendo che molte cucinatrici e cuochi oltramontani, avendo 404 Aut,8 | brodo di carne grassa si cuoce.~ 405 Aut,7 | convien por cura di non cuocerli molto; perciò noi facciam 406 Pri,11| che molte cucinatrici e cuochi oltramontani, avendo l'erbe 407 Aut,30| cotti, e separatamente si cuopron di zucchero a guisa delle 408 Pri,2 | speziali, e pur è loro a cuore la salute de' corpi loro, 409 Ver,7 | se i di lui golosi, od i cupidi del denaio che ne guadagnano, 410 Aut,26| castagne e di latte, poco si curano di pane né di vino, e quivi 411 | dallo 412 Est,15| principale del reame di Dannemarca, e in bel verziero gustando 413 Aut,19| quel tale il ricusare di dargnene. E so essere a tale avenuto 414 Est,24| che giovi mirabilmente a darlo a bere a' fanciulli aventi 415 Est,15| un suo garzone di bottega data la colpa d'averselo mangiato. 416 Aut,19| avenuto d'averne, d'un carro, dato poco men della metà. Se 417 Int | necessari.~In Londra, M.DC.XIV~ 418 | de 419 Est,10| si fa, per riuscire assai debole, e ancora per mangiarsi 420 Aut,22| fan tutti quelli che al decimo anno dell'età loro non son 421 Pri,2 | buon bicchiere di quella decozione tepida, e ciò continuano 422 | degl' 423 Ver,8 | fatica rechi, a chiunque degnerà guardarla, piacere e utile 424 Aut,22| questo credo farsi per due degni rispetti: prima, acciò che 425 Pri,11| giusto comandamento pecca è degno di non mangiar mai buona 426 Aut,22| denaio, una moneta di due denai e un soldo, che da noi son 427 Aut,20| fiate diceva) pagato ogni denaro per poterne qui mandarne 428 Pri,11| cicorea salvatica (altrimenti dente di leone appellata) e della 429 Pri,11| non picciol noia sotto i denti; perciò conviene che la 430 Ver,7 | poi si vendono a miglior derata, e in Lombardia quantità 431 Aut,22| però mettegli su questo desco - e ve li fa mettere senza 432 Pri,1 | di Dio e con un ardente desio di giovare al prossimo mio, 433 Est,15| predetti peri, che nella detta maniera ve li portai e per 434 Ver,5 | Usiamo, oltre alle già dette, le carote rosse e gialle, 435 Aut,19| botte da serbare il vino, si dia tanto vino quanto tien la 436 Pri,5 | delle loro pungenti foglie, diam loro prima un bollo in acqua 437 Est,6 | nverno, quando fuori di pasto diamo agli amici a bere; e ancora 438 Aut,38| domandò che ne volessi fare, e dicendole che mel voleva mangiare, 439 Ver,7 | raggi solari, disse (nel dicinovesimo sonetto, che comincia: " 440 Est,14| la bocca d'un sugo poco differente da quello del melone; è 441 Est,6 | interna ventosità, aiuta alla digestione e ci rende il puzzolente 442 Est,17| nondimeno esser di malagevole diggestione e non punto buono per li 443 Est,6 | acciò che talvolta il bere a digiuno non facesse lor male. L' 444 Est,15| di varie nobili cose si dilettasse molto, e ispezialmente dell' 445 Est,15| maestrevolmente incalmava, io mi diliberai di portarli delle calme 446 Ver,8 | contrada m'era ritirato, il che dimorandomi nella bellissima città di 447 Ver,7 | avenuta colà dove io già mi dimorava, in venendo a ragionare 448 Pri,11| anzi di proceder più oltre, dimostrar qui il modo di farla. Laonde 449 Pri,7 | proceder più oltre, è bene dimostrare quello che per erbe buone 450 Aut,35| prezzati e alle maniere omai dimostrate si cuocono. Se ne ritrovano 451 Aut,1 | alla lattuca capuccina, che dinuovo riviene, la candida e isghiaccida 452 Ver,8 | suo parlare rivoltato, a dir così si diede: - Amico, 453 Ver,8 | voi non rincrescesse il dirmelo. - Dèe ella - diss'io sapere, 454 Aut,39| insieme con due uovi ben dirotti; e così acconcie, ne riesce 455 Est,20| succo di limone non vi si disdirebbe. Gli speziali poi ne condiscono 456 Aut,39| mangiarle acconcie secondo le disopra mostrate maniere, si tagliano 457 Aut,4 | d'Inghilterra, che non mi dispiace punto: e prima, tagliati 458 Pri,1 | per aventura non afatto disutile fatica, comincierò, col 459 Ver,8 | seguitarlo. - Cotesto che voi dite è vero - soggiunse egli, 460 Aut,4 | coltello pestiamo, sì che divenga come butiro, e ne' capucci 461 Pri,6 | Quando poi cominciano a divenir dure, le mangiamo cotte 462 Est,2 | come neve bianche tosto diventano e sghiaccide, sì ch'è cosa 463 Est,7 | perduta e che dolce sia divenuta; la qual poi salata, così 464 Aut,12| in simil tempo quantità diversa e grande abbiamo, li quali 465 Aut,26| aviene, quivi il frumento diviene carissimo e i popoli delle 466 Ver,8 | piacere e utile e a sua divina Maestà onore e gloria.~Finisce 467 Ver,7 | tosto cacciato, subito sel divora; ma l'astuto villanello, 468 Aut,22| perché ivi si sente or questi dolersi che la ventura a lui non 469 Pri,11| e non la troverà buona, dolgasi di me; e che sia vero che 470 Est,23| maniera fatto, fa senza dolore orinare chi che si sia, 471 Pri,9 | corpo e non poco contra i dolori dell'orina giovano.~ 472 Aut,19| que' smisurati caldi alcuno domanderà a que' contadini acqua da 473 Aut,19| senza a' vendemiatori ne domandi, contro a lui si corucciano 474 Aut,38| lo colsi e la signora mi domandò che ne volessi fare, e dicendole 475 Aut,39| scorze di melone.~Per poco mi domenticava di parlare delle varie qualità 476 Pri,11| leone appellata) e della domestica ancora, cotti però con un 477 Aut,30| che sono i frutti de' pini domestici, nelle quali si stanno come 478 Ver,8 | seguitando disse: - Ma, domine, qual frutto può mai esser 479 Aut,22| per chieder limosina si dona. Qui poi surge una festa 480 Ver,7 | begl'occhi dell'amata sua donna a quella de' raggi solari, 481 Aut,26| perché, quando essi han dovizia di castagne e di latte, 482 Est,22| bella Italia non è tanto doviziosa di carnaggi quanto è la 483 Aut | tanto d'ogni qualità frutti dovizioso, che communemente si dice: " 484 Aut,4 | e senza tal brina non si dovrebbono mangiare, e perciò, quanto 485 Pri,11| cime della pimpinella, del dragone, i fiori e le foglie della 486 Est,15| venissi dal serenissimo duca Carlo di Svezia chiamato 487 Aut,38| lo trovai, ne d'altro mi duole che di non averne mai più 488 Aut,16| pignuola, la marzemina, la duora e altre infinite e di diverse 489 Pri,6 | poi cominciano a divenir dure, le mangiamo cotte nella 490 Aut,27| uliva, e il nocciolo loro è durissimo, e son di sapore aspri e 491 | eccetto 492 | eglino 493 | Eh 494 Pri,11| di cedro e di limoni e, s'el tempo il dà, cipollette 495 Aut,25| ognuno a dormire si va; et elle ricchieggono il vino nuovo 496 Ver,8 | de' frutti.~Riscritto in Eltam Parco a' quattordici di 497 Pri,1 | rabbiosi morsi della crudele et empia Inquisizione romanesca, 498 Est,4 | il vòto del citriuolo ne empiamo, e ad arrostire su la graticola 499 Aut,26| e son molto buone; e n'empiano i capponi, le oche e i galli 500 Est,15| ferro bianco e di mèle s'empisce, e con quello si va all'