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| Giacomo Castelvetro Brieve racconto IntraText CT - Lettura del testo |
De' triboli.
Nasce ne' canali d'acqua dolce non molto correnti (qual è la Brenta, che da Padova conduce i burchi de' viandanti a Vinezia) un'erba con foglie larghe e tonde, che fa un fior bianco simigliante al giglio, la quale dagli erbolai ninfea vien chiamata, che produce certi frutti, la cui corteccia è nera no, ma quale è quella della castagna; e alcuni sono triangolari e altri di quattro angoli, assai pungenti e duri, chiamati triboli, che si cuocono in acqua con sale; e alquanto del sapore della castagna ha, ma non così buono, anzi è mangiare più tosto d'animali bruti che di ragionevoli; e per esser l'erba che gli produce assai friggida, è da credere che i suoi frutti sieno ventosi e friggidi.