Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giacomo Castelvetro
Brieve racconto

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

Delle zucche marine.

Maritar le zucche, che venga a dire.

Minestra di zucche e di scorze di melone.

Per poco mi domenticava di parlare delle varie qualità delle zucche, che in questa stagione son nel colmo loro, chiamate communemente marine, per aventura perché chi va sul mare per nuotare, né assicurandosi delle propie forze, seco porta due di queste zucche intiere, ma seccate, che si lega sotto il petto, e così non può andare sott'acquaannegarsi, e tali usano i giovanetti che apparano ne' fiumi a nuotare. Di queste alcune sono tutte verdi, e altre verdi e gialle e alquanto più lunghe che grosse, e altre son tutte bianche e rotonde ma piatte, e queste son le migliori per l'arte del nuotare. Le verdi adunque, che son le prime, cominciano a venire a mezzo la passata stagione, e quando son della grossezza d'un grosso pomo si cucinano alla maniera de' citriuoli, come al suo luogo ho insegnato. Sono similmente buone tagliate in minuti pezzi o fette lunghe, né più del minimo dito grosse; e fritte, dopo averle un poco infarinate, si mangiano col loro sale sopra. Le minori intiere si fan prima cuocere in acqua con un poco di sale, poi, levatole di quella acqua e in diverse parti tagliate, si pongono in un piatto con butiro fresco sopra uno scalda vivanda, e gittatovi sopra un poco di sale e di pepe e d'un altro piatto coperte, quivi si lasciano bene stagionare, e a chiunque ne gusta piacciano molto. Delle più grosse se ne fanno di molto buone minestre, facendole in buon brodo cuocere, et essendo presso ad essere cotte, si maritano, che viene a dire che in quelle si metta un miscuglio fatto di pane bianco grattugiato con altretanto cacio vecchio e spezie forti o pepe polverizzato, e ogni cosa bene incorporata insieme con due uovi ben dirotti; e così acconcie, ne riesce una buona e sana minestra, e tale si fa ancora di scorze di melone, quando s'è la polpa di quel mangiata e levatone sottilmente la corteccia di fuori via. Delle predette zucche nel verno ne facciamo di buone torte. Le tutte bianche, oltre a mangiarle acconcie secondo le disopra mostrate maniere, si tagliano sottilmente quanto si sia il sottil cuoio de' guanti d'Ossonia, al quale, quando son poi seccate al sole, son cotanto a quel simiglianti, che io mi son pigliato non picciol trastullo a fare qui credere ad alcuni amici che fossero ritagli di cuoio di capretto non nato; li quali avendone poi mangiate, se ne risero molto.




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) Copyright 1996-2007 EuloTech SRL