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| Giacomo Castelvetro Brieve racconto IntraText CT - Lettura del testo |
Vengono anz'il fine di questa ardente stagione i zucchi bianchi lunghi, né son più grossi d'un grosso braccio, se ben tutti a cotal grossezza non pervengano; e di questi tali se ne fan minestre, facendogli bollire in acqua con sale; et essendo vicino ad esser cotti, vi si vuole aggiungere onesta quantità d'erbe buone e olio d'uliva con cipollette verdi tagliate minutamente [e] una scodella almen di grani d'uva non matura, che agreste si chiama. I minori, quando son verdi, dopo averli rapati, tagliamo pel traverso e non pel lungo, e ne riescono rotonde fette grosse un mezzo dito, le quali infariniamo prima, poi in olio le friggiamo; e fritte, vi si gitta sopra sale, pepe e sugo de' grani d'uva non matura, invece del quale vo' credere che il succo di limone non vi si disdirebbe. Gli speziali poi ne condiscono quantità de' più grossi in mèle e in zucchero, e zuccato nominano, ch'è un ottimo condito per farne diversi mangiari.