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| Giacomo Castelvetro Brieve racconto IntraText CT - Lettura del testo |
De' fonghi prataioli.
Io mi son riserbato a ragionar qui de' fonghi, nonostante che nella primavera e nell'estate in Italia ne nascano (come ancora in questa fertilissima isola, dove ancora sono da pochi conosciuti), e a studio ho ciò fatto per trovarsene maggior diversità in questa stagione che nelle altre si facci. Per la qual cosa io dico che quelli che nella primavera si trovano son piccioli, bianchi di fuori via e di dentro incarnatini, e sono assai duri, e per nascere ne' prati prataiuoli s'appellano, e son molto buoni senza esser mai nocivi; né per mangiarli si fa loro altro che mondarli dalla tenera pellicina che gli cuopre; poi, posti in un pentolino con un poco d'acqua, ma olio assai overo butiro, con sale, aglio, pepe e una onesta quantità di buone erbette, si fanno a lento fuoco cuocere. E così chi ne mangia e non se ne lecca le dita non istimo che quel tale s'intenda bene della vera boccolica.