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Annie Vivanti
L’invasore

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  • ATTO SECONDO
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ATTO SECONDO



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Un paesaggio di campagna inglese.
Un terrazzo con sfondo di giardino in casa del reverendo Frank, pastore anglicano.
La signora Frank seduta in una poltrona di vimini lavora ad una sciarpa di lana grigia.
Delio Allen, nell’uniforme
khaki d’ufficiale degli «HighIanders» scozzesi, a cavalcioni su una seggiola, regge una matassa di lana grigia che Mary svolge e raggomitola.
Anna in costume da tennis siede su uno sgabello facendo saltellare sulla racchetta delle palle da tennis.
Le due fanciulle sono giovanissime, gaie e graziose.


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Mary
Delio! Ecco la quarta volta che lasci cadere la lana. Sei noioso.

DELIO
Mille scuse, severissima cugina.

Anna
lanciando a Delio una occhiata ridente.
Trovo che Delio è veramente più decorativo che utile.

DELIO
È già qualche cosa. Potevate benissimo avere un cugino che non fosse l’uno l’altro.


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La Signora FRANK
sorridendo.
Fate dei discorsi molto stolti. E alla vigilia della partenza di Delio per il fronte non dovreste rammentare di lui che le sue molte virtù.

Anna

Oh! come la mamma lo protegge!


Mary
La virtù di tener dritta una matassa Delio non l’ha davvero. Preferisco due sedie.
Toglie la matassa a Delio, la mette sulle spalliere di due sedie e vi gira intorno dipanando la lana.

DELIO
Collocato a riposo!
alla signora Frank.
Cara zia, se le tue figlie non fossero tue figlie direi che sono due tigri ircane. Domani parto per le trincee - ed esse oggi dichiarano


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di preferire alle mie volonterose braccia due vili insensibili sedie.

La Signora FRANK
Hai ragione, Delio. Queste nostre ragazze inglesi a forza di sport e di educazione superiore non hanno più sentimento.

Mary
No. Siamo prosaiche, pratiche, positive.
Si vede giungere in fondo al giardino la figura mite e dignitosa del reverendo Walter Frank, pastore anglicano.
Ah, ecco Papà!
gli corre incontro; anche Anna va incontro al padre e ciascuna gli prende amorosamente il braccio.

La Signora FRANK
al marito.
Hai già finito i tuoi appunti per la predica di domani?


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Mary
subito.
Sì, sì, li ha finiti!

Anna
E in nessun modo lo lasciamo tornare a rinchiudersi in casa. Vero, papà?

Il Reverendo
Non li ho finiti, mie care. È venuto il missionario di Kingsway a dirmi tante cose tristi. Voglio soltanto rammentarvi che uno dei nostri reggimenti scozzesi passa di qui tra poco. Non vorrei che lo dimenticaste.

Anna
Mai più!

Mary
No, no! tutto è preparato laggiù sul terrazzo. Una cesta di arance, molti pacchi di cioccolata e sigarette, e tutte le sciarpe di lana...

Anna
alla madre.
Questa che fai tu, è pronta?


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La Signora FRANK
Sì - ecco, puoi prenderla.
Facendone un piccolo rotolo legato.

Anna
È la venticinquesima!

Il Reverendo
Brave! Ecco venticinque soldati che non sentiranno freddo al collo per merito vostro...
Anna corre a portare la sciarpa in fondo al terrazzo.

La Signora FRANK
a suo marito.
Che cosa ti ha detto il missionario?

Il Reverendo
Che sono arrivati anche oggi altri treni di profughi in condizioni desolanti. Mi dice che abbiamo qui delle migliaia di questi infelici.


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La Signora FRANK
Delle migliaia!
con rammarico.
E noi non ne abbiamo accolti che tre.

Anna
Oh! Gli Smith, che sono milionari, ne hanno una sola, e le fanno fare la sguattera.

Il Reverendo
Anna! Non parlar male del prossimo.

Anna
Ma è vero, babbo mio! E anche i Webster hanno licenziato le loro serve e fanno far tutto alle due profughe di Liegi che a casa loro erano signore dell’aristocrazia. Bel modo di fare la carità!

Il Reverendo
Cara Anna, per due famiglie che approfittano delle altrui disgrazie, ve ne sono centinaia che sono caritatevoli davvero. Quanto a voialtre, spero che avrete tutti i riguardi per le infelici che noi ospitiamo.


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Anna
ridendo.
Oh, Mary non fa che correre in su e in giù con tazze di thé, tuorli d’uova sbattute e fiori.

DELIO
E mi ha portato via tutti i miei romanzi francesi per prestarli a quelle donne. Anche il mio Balzac, edizione di lusso.

Mary
Non ti vergogni di lagnartene?

Anna
Fanno una tale pietà!... Hanno tutt’e tre tanta paura negli occhi! Paiono folli di spavento.

Mary
La più piccola non ha mai aperto bocca dacchè è arrivata. Credo che sia muta.

Il Reverendo
Al comitato mi hanno detto che erano ottime persone - moglie, figlia e sorella di un dottore.


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Anna
Misericordia! E paiono pezzenti.

Mary
Paiono spaventa -passeri!

Il Reverendo
Povere creature!
si alza.
Adesso vado a terminare i miei appunti per la predica di domani. Ho scelto per testo: «Nutrite le mie agnelle

Anna
Ma torna presto, papà.

Il Reverendo
Starò pochi minuti.

Mary
affettuosa.
Fa una predichetta breve!...
Il Reverendo sorride e rientra in casa.


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Anna
inginocchiata, carezzevole, accanto a sua madre.
Vuoi lasciarmi prestar qualche veste a quelle poverette? C’è la mia «princesse» lilla che per la piccina andrebbe benissimo...

Mary
E qualche mia camicetta, e la mia sottana di piqué bianco...

Anna
Per Chérie il mio vestito rosa starebbe come dipinto -

La Signora FRANK
Adesso non esagerate. I grandi entusiasmi di voialtre ragazze non durano mai.

DELIO
a cavalcioni sulla seggiola, ha ripreso la matassa di lana.
Già. Io ne so qualche cosa.

Anna
Tu? Che cosa sai?


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Mary
A che cosa alludi?... E prova a tener tese queste braccia.

Dipana la matassa.

DELIO
Ma io ero uno dei vostri grandi entusiasmi. Appena arrivato da Oxford era «cugino Delio!» qui - «cugino Delio - «Delio ci insegnerà il tango» -

Anna
Ma se il tango non lo sapevi neppur tu!

DELIO
Questo è un dettaglio. - «Delio ci insegnerà a nuotare» -

Mary
E vuoi che facciamo dei bagni adesso, in ottobre?

DELIO
«Delio deve giocare con noi al tennis

con affettazione, imitandole.

 «Delio!... vieni a giocare al Lacrosse


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Anna
Già! al Lacrosse ci hai dato delle stangate sulla testa, che abbiam dovuto stare a letto otto giorni.

Mary
E per poco non ci veniva la meningite.

DELIO
Sì... sì... va benissimo! Ma il fatto sta che io ero uno dei vostri grandi entusiasmi, e che adesso non lo sono più. E domani vado al fronte... e chissà quando ritornerò!

Anna
Oh! appena sarai partito ridiventerai un nostro grande entusiasmo.

Mary
Ti adoreremo. Ti scriveremo delle commoventi lettere

Anna
Giorno e notte penseremo a te


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Mary
Porteremo in un medaglione il tuo ritratto

ANNA

E tutti i momenti lo guarderemo

MARY

Lo baceremo

DELIO
alzandosi.
Non si potrebbero anticipare di qualche giorno queste tenere manifestazioni?

Mary
Capirai bene che non possiamo intenerirci per i mali che non hai.

MARY
ridendo.

Sfrontato!

ANNA
vedendo giungere il dottor Bell.
Mamma! Ecco il dottore!

La Signora FRANK
Buon giorno, caro dottore.
va incontro al dottor Bell che entra.


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Il Dottore
Buon giorno, signora Frank... Salute, care figliole.
Le ragazze lo salutano lietamente.
Ebbene, Delio! e quando si va al fronte?

DELIO
Domani, dottore.

Il Dottore
Domani? Bene! - Auguri!
Gli stringe forte la mano.

DELIO
Grazie - Ho promesso alle mie cuginette qui, di tornare fregiato di una mezza dozzina di medaglie al valore.

Il Dottore
sorridendo.
Eh, chi sa?... Perchè no?
siede.
E come stanno le nostre rifugiate?

 


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La Signora FRANK
Sempre più tristi e depresse.

Mary
Vado a chiamarle! Sono in fondo al giardino.

Anna
Vengo anch’io.

DELIO
Un momento!
guardando l’orologio.
Devo dirvi addio, cuginette. Vado a salutare la nonna, e tornerò qui stasera.

Anna
Addio, Delio!

Mary
Addio!
Corre con Anna in fondo al giardino.


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La Signora FRANK
con ansia affettuosa a Delio.
Sta attento con quella motocicletta! Non andare all’impazzata.

DELIO
sorridendo.
Cara zia Clara! Quanto sei buona! lo credo che se tu venissi con me nelle trincee, diresti ai nemici : «Un momento!... Prego! Qui c’è mio nipote Delio. Voltate i fucili dall’altra parte

La Signora FRANK
commossa

Oh sì!
con gravità.
E lo dirò - ogni mattina e sera - a Chi sai tu.

DELIO
baciandole la mano.
Grazie.
esce.
Il Dottore e la signora Frank rimangono soli.


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Il Dottore
Ebbene? Mi sembrate sopra pensiero.

La Signora FRANK
Caro dottore, ho molte cose sul cuore. Lasciar partire Delio è uno strazio. L’amo come se fosse un figlio mio. E poi… la presenza di queste tre disgraziate in casa nostra...
sospira.
Non so dirvi a qual punto esse mi turbano.


Il Dottore
Poverette! Non mi sembrano molto esigenti.

La Signora FRANK
Esigenti? Ma non vogliono mai nulla. La loro umiltà è commovente. Ma... non so... qualche cosa di sinistro aleggia intorno a loro.
Pausa.
Quando vedo Mary e Anna andar da loro... abbracciarle... mi viene freddo... come se le mie figlie entrassero in un mondo buio, sconosciuto... Non so come spiegarmi


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Il Dottore
Vietatelo.

La Signora FRANK
Impossibile. Non capirebbero... mi crederebbero crudele. E poi quel sant’uomo che è mio marito predica - l’amore! Dice che la carità non si fa coll’ospitare e nutrire i disgraziati, ma coll’amarli. E le mie due pazzerelle non domandano di meglio! Direi quasi che quelle meste creature esercitino su di loro un fascino speciale. Mary e Anna sembrano subire l’attraenza strana del mistero che avvolge quelle tragiche esistenze.

Il Dottore
Lo credo. Lo capisco.


La Signora FRANK
Saranno buone, saranno sante creature, ma - ve lo confesso - mi fanno paura. Già la piccina, dacchè è qui, non ha ancora mai aperto bocca!... Non ha mai sorriso, non ha mai parlato. Io credotemo… che abbia la mente turbata.

 


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Il Dottore
Potrebbe darsi, infatti, che fosse un caso di psicosi causata dallo spavento, dalle sofferenze... O peggio, potrebbe essere un caso di demenza precoce - che, pur troppo, è inguaribile.

La Signora FRANK
Oh! speriamo di no!... Anna l’adora questa fanciulla, Non fa che guardarla. Cerca di spiarle negli occhi il primo bagliore d’un sorriso... E Mary non è felice che quando si trova tra quelle altre due macabre figure i cui volti pallidi racchiudono chi sa quali orrendi misteri...

rabbrividisce.

Cosa avranno visto, che cosa avranno subìto, queste donne?!...
Una pausa.
Come è amaro per me, mettere a contatto di tali sinistri misteri le candide anime delle mie bimbe!


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Il Dottore
Ecco uno dei mille problemi minori creati dalla guerra.

La Signora FRANK
Lo so, lo so che è un problema minore. So che in confronto alle atrocità, alle sofferenze che straziano il mondo, questa sofferenza mia è insignificante. Ma per una madre, di cui la meta nella vita è stata quella di sorvegliare con amorosa ansia le pure anime delle sue figlie, che le ha vedute fiorire come gigli nel più perfetto candore - è doloroso - anche se un dovere di carità cristiana lo impone - dover strappare da quei vergini cuori il velo dell’innocenza. Credetemi, è doloroso! Ed ogni madre sentirà questo con me.

Il Reverendo
che si è avvicinato coi suoi appunti in mano.
Clara
-
posandole una mano sulla spalla.
è questo un sacrificio che diamo in olocausto


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alla guerra. Tutti dobbiamo dare ciò che abbiamo di più caro. Altri genitori danno i loro figli... E questi a loro volta danno il loro sangue, senza rimpianto. Noi - noi diamo ciò che di più prezioso abbiamo - non il tetto e il pane soltanto - ma, se ci viene richiesta, anche la celestiale innocenza delle nostre figlie. Esse per poter compatire le miserie umane, devono conoscerle.
La vera carità non dev’essere e cieca. L’incoscienza deve morire perchè possa nascere la pietà.
Restano immobili guardando avvicinarsi dal fondo del giardino prima Anna che circonda col braccio la piccola figura china di Mirella, in logora veste nera. Indi tra le due tragiche figure di Chérie e di Luisa, viene Mary, bionda e ridente. È vivido il contrasto tra le due chiare gioconde fanciulle inglesi, e le tetre profughe.

Anna
affettuosamente a Mirella.
Ecco il buon dottore. Gli dirai almeno: «Buon giorno


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Mirella guarda fisso innanzi a senza rispondere. Pare che non oda nulla.

Il Dottore
accarezza il volto della fanciulla poi si volge a Luisa e Chérie.
Ah! e come stiamo oggi?
a Luisa.
Ancora vertigini e deliquio?

Luisa
a bassa voce.
Sì.

Mary
facendosi innanzi con vivacità.

E ha sempre nausea quando mangia!
A questa frase pronunciata con chiara ingenuità da sua figlia un fremito d’ansia passa sul volto della signora Frank.

Il Dottore
bonario.
Eh! il patema d’animo.


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a Luisa.
Non avete nessuna notizia di vostro marito?

Luisa
Nessuna.

Il Dottore
Ecco! per farvi guarire basterebbe una bella lettera annunciante il suo arrivo in congedo...

Luisa
con un singhiozzo.
Ah - no! no!

Mary
spingendo avanti Chérie.
E la mia piccola amicaguardi com’è pallida, dottore!

Il Dottore
Niente, niente. Bistecche ed aria fresca...

Mary
insistendo.
Ma le senta un poco il polso!... Oggi mi ha detto che le pare d’aver qualche cosa al cuore.


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Il Dottore
a Chérie.
E che cosa si sente?

Chérie
a voce bassa.
Niente.

Mary
a Chérie.
Ma perchè non dici quello che hai detto stamattina a me?
In un gran silenzio Mary dichiara.
Tutt’a un tratto stamattina è diventata pallida pallida, e ha dato un grido. Dice che le è parso di sentire sotto al cuore come un batter d’ali - così... brrr!
Per illustrare ciò che dice, Mary tende le mani in aria e le fa oscillare imitando un tremolìo d’ali.
Vi è un istante di silenzio costernato. Tutti guardano Chérie. Anche Luisa si volge a guardarla, con viso di sbigottimento e terrore.


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Il Dottore
aggrottando le ciglia.
Niente, niente. Sarà un fenomeno d’anemia.
volgendosi alla signora Frank e abbassando la voce.
Se crede, possiamo entrare. - Sarà bene ch’io la visiti...

Anna
che ha udito.
Oh no! no! Adesso a momenti passano soldati. E poi c’è… la trasformazione!
guardando le due ragazze con un sorrisetto birichino.
La trasformazione come nella Cenerentola.

Mary
ridendo.
Sicuro! Noi vi facciamo da madrine... Andiamo! È già tutto combinato!
prende pel braccio Chérie e Mirella.
Andiamo a farvi belle! Il dottore per oggi scriverà una ricetta di fantasia!


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Anna
a Mirella.
Vorrei tanto sentire la tua voce! Dimmi una parola - una sola. Dimmi almeno che mi capisci.
Mirella la guarda risponde.
Vorrei vederti sorridere...


Chérie
sconsolata.
Non può, non può sorridere - povera Mirella!
Le quattro ragazze entrano in casa.

Luisa
seguendole con lo sguardo ansioso.
Dove vanno?

La Signora FRANK
Le mie figliole vogliono far mettere alla vostra bimba e a Chérie delle vesti più chiare. Sperano così di rallietarle un poco. E voi,


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cara, non vorreste cambiare questo vestito nero...

Luisa
Ah, no!... Non potrei. Il mio lutto è eterno.
Si copre il volto.

La Signora FRANK
Sedete...
Le la poltrona di vimini.
Il Dottore e il reverendo Frank parlano sottovoce nel fondo del terrazzo.

La Signora FRANK

Quanto siete triste, povera donna! Vorrei potervi confortare.

Luisa
Lo potete forse, Signora! Ma… lo vorrete?

La Signora FRANK
Con tutto il cuore. Che cosa vi occorre?

Luisa
cupa.
Mi occorre... l’aiuto del medico.


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La Signora FRANK
Ma eccolo!...
additando il dottor Bell.
È un angelo d’uomo e uno scienziato valente.
al Dottore.
Dottore... venite qui. Abbiamo bisogno di voi.

Il Reverendo
Vi lascio...

Luisa
impulsivamente.
Oh!...
gli stende la mano.
Voi siete il medico dell’anima... ed è tanto malata l’anima mia!

Il Reverendo
prendendole la mano.
Mi onora la vostra fiducia, signora.
Le siede accanto.


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Luisa
al dottor Bell.
Dottore!...
poi rivolgendosi alla signora Frank.
Signora!... Oh Dio, non so come dirlo!... Mi accade la più orribile delle sciagure -

La Signora FRANK
Parlate, cara.

Luisa
si copre il viso, poi con improvviso impeto angoscioso, a voce bassa e cupa.
L’onta che ho subìto - si perpetua in me!
Vi è un istante di silenzio costernato.

La Signora FRANK
comprendendo.
Oh!... povera donna.

Il Dottore
Ne siete sicura?


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Luisa
ansante.
Sicura... sicura! ... Oh, in quale strazio vivo da questi quattro mesi, dapprima sotto l’incubo spaventoso dei dubbio - ed ora sotto l’orrore della certezza! Giorno e notte ho sperato... ho sperato che non sarebbe così. - Ho sperato che un giorno mi sarebbe concesso l’oblio! Mi dicevo che dopo molto tempo - dopo un anno... dopo tanti anni forse - il ricordo orribile sparirebbe dalla mia mente, il brivido mi escirebbe dalle carni. Invece - no!
balza in piedi.
L’onta s’è fatta eterna! la violenza s’è fatta umana! il delitto è vivo - e palpita in me!
Una lunga pausa.

Il Reverendo
ponendole una mano sul capo chino.
Coraggio, figlia mia.

Luisa
Ah ne avrò, ne avrò del coraggio!


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Affronterò la morte, con gioia, con gratitudine!
al dottor Bell.
Dottore, dottore! Se muoio non me n’importa. Ma il delitto non deve vivere. Ciò che fu concepito nell’odio e nell’orrore non deve, non deve veder la luce.

Il Dottore
colpito.
Signora! che cosa mi domandate?

Luisa
Domando la liberazione... immediata, completa! E se voi, dottore, non vi sentite di darmela, la morte me la darà!

Il Reverendo
grave.
Povera donna. Voi siete vittima di un atroce delitto, è vero. Tutta la nostra pietà vi è dovuta - e l’avrete. Rimarrete in questa casa come una nostra figlia, diletta e sacra. Avrete da noi tutte le cure, tutte le tenerezze.


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E nell’ora del vostro supremo martirio voi non sarete abbandonata.

Luisa
ritraendosi inorridita.
Cosa dite - cosa dite -

Il Reverendo
sempre più grave.
Dico, che perchè voi avete sofferto della nequizia umana non avete il diritto di proporvi di spingere altri a commettere un atto delittuoso.

Luisa
Un atto delittuoso? Ma il delitto sarebbe di vivere per altri cinque mesi questa tortura, e poi dare la vita a ciò che non può, che non deve vivere.
alla signora Frank.
Signora! voi che siete donna - dovete capire
Colle mani nei capelli.
capire che cosa è stata quella notte... la


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porta aperta... i soldati ubriachi nella casa! Ah, io vorrei nascondere la faccia sotto la terra quando ci penso.

La Signora FRANK
Povera donna!

Luisa
Mille volte al giorno ringrazio Iddio che la mia bambina - ammutolita per chi sa quale spavento! - non possa domandarmi: «Mamma, cos’hai? Che cosa pensiDovrei dirle: «Penso che sono maledetta tra le donne, che sono indegna di alzare la fronte. Penso che porto nel mio seno un essere immondo che renderà eterna l’onta che ho patito»... Ah!
con violenza folle.
Ma io mi strapperò gli occhi prima di vederlo, mi lacererò il petto prima di nutrirlo... e con queste mani - se nasce - lo strangolerò!

Il Reverendo
Donna, voi bestemmiate.


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Luisa
No, no! non bestemmio. Pensate... pensate... che ho un marito - che m’ama - che combatte per noi nelle trincee! che un giorno, se il cielo è pietoso, tornerà! E volete che io gli vada incontro recando in braccio il figlio d’un nemico?...
Un silenzio.
Ma io lo sento... sento che divento pazza sotto quest’incubo, pazza di terrore e d’odio. Cerco di sfuggire a me stessa, di sottrarmi alla velenosa cosa che è in me, che ogni giorno prende maggiore forza, ogni giorno diviene più vitale, ogni giorno m’invade di più. Dottore, dottore! è un cancro - un cancro vivente che è in me! - Toglietemelo, liberatemene!... o mi darò la morte.
S’accascia col viso in grembo alla signora Frank, che le pone in atto d’infinità pietà la mano sul capo.

Il Dottore
rivolto al reverendo Frank.
Voi sarete sdegnato contro di me, caro amico;


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sarete forse più che sdegnato... troverete forse nella vostra coscienza la necessità di denunciarmi.

risoluto.

Ma io intendo liberare questa donna.

Il Reverendo
Voi - voi commettereste un delitto simile? Vi rendereste reo d’un crimine?

Il Dottore
Reo o non reo - davanti a questo caso sento l’obbligo d’intervenire.


Il Reverendo
Uccidereste un essere umano?

Il Dottore
Non è quasi ancora un essere umano. Per me questa donna è afflitta da un morbo, da una infermità. Essa porta in un male che va estirpato. Se questa donna in queste stesse condizioni fosse tisica, si ammetterebbe senz’altro l’intervento. Orbene, essa è ammalata, essa è psicopatica. Il continuare in queste


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condizioni mette a repentaglio la sua vita e la sua ragione. Il dottore ha il diritto - anzi - ha il sacrosanto dovere di salvarla… se può.

Il Reverendo
A spese della vita umana ch’essa porta in ?

Il Dottore
Sì! A spese di questo germe di vita, malefico e intossicato.

Se questa creatura vive, sarà un deficiente o un delinquente, concepito nell’ odio, nella brutalità, nell’alcoolismo. E la madre andrà al cimitero o al manicomio. - Ditemi ciò che volete, io la libererò.

La Signora FRANK
impetuosa.
E farete bene, sant’uomo che siete!

Il Reverendo
Clara, Clara! Anche tu sei senza coscienza. Non s’infrangono impunemente le leggi divine...


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Il Dottore
Non è per legge divina che questa sciagurata si trova oggi in queste condizioni. Ogni legge divina ed umana è stata infranta dagli immondi bruti che la guerra ha scatenato. La legge divina alla donna il diritto di selezione. Essa ha il diritto di scegliere chi sarà il padre delle sue creature. E questo sacrosanto diritto è stato violato.

Luisa
congiungendo le mani con un singhiozzo di gratitudine.
Ah, dottore, dottore!

Il Dottore
con fermezza, volgendosi verso il Reverendo.
Prendo su di me qualsiasi responsabilità.

Il Reverendo
Dottore; noi siamo dei vecchi amici. Con quanto affetto, con quanta autorità ho, vi prego - vi comando di desistere dal vostro proposito.


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Il Dottore
Farò ciò che sento essere mio dovere.

Il Reverendo
con dolore, ma risoluto.

Ed io - farò il mio.

La Signora FRANK
commossa, prendendo dolcemente il braccio di suo marito.
Che sarà… di pregare per loro!

Luisa
baciandole con fervore la mano.
Oh!... Signora!
Mary e Anna entrano correndo.

Mary

Guardate!... Guardate Chérie e Mirella!
Queste entrano timidamente; indossano vesti chiare e diafane. Mirella cammina come in sogno, Chérie sorride, trasfigurata e gaia.

Mary
indicando Mirella.
Vedete Cenerentolina trasformata? Aspetta, Mirella! anche per te ci vogliono le scarpette incantate, come nella leggenda.
Rientra in casa correndo.

Chérie
a Luisa.

Mi pare... non so... questa veste... questa gente così buona... Mi pare svegliarmi da un sogno spaventoso. Dimmi, Luisa, tutto ciò che è accaduto a casa nostra, l’abbiamo sognato... l’abbiamo sognato - non è vero?

Luisa
agitata e febbrile.
Sì! sì! abbiamo sognato. Tra poco non resterà più nulla, più nulla di quel sogno spaventoso.

Chérie
Io sovente penso così. Penso... che non è stato vero.


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Luisa
appassionata.
Chérie! Non è stato vero! Nulla rimarrà, nulla! Saremo quelle di prima...

Chérie
Ah! se anche la piccola Mirella tornasse quella di prima!

Luisa
soffocata.
Guardala!
Chérie Si volge e guarda Mirella che Mary ha sollevata e messa a sedere in alto sopra il muricciuolo in mezzo ai fiori. Ora Mary, china davanti a lei, la, calza di scarpette bianche. Anna è corsa in casa, ed ora ritorna recando uno specchietto in mano.

Anna
Guardati, Mirella!
Mirella nella sua veste bianca, circondata di fiori, si guarda nello specchio e - lentamente, meravigliosamente - schiude le labbra al sorriso.


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Chérie
con un grido di letizia.
Ah, Luisa, guarda! Mirella sorride!
Corre a Mirella e la prende tra le braccia.

Anna
alla signora Frank e agli altri.
Ha sorriso! Mirella ha sorriso... Avete visto?

Luisa
alla Signora Frank.
Ah! che giornata meravigliosa è questa, che ha reso il sorriso alla mia bambina e la speranza a me. Non la scorderò mai, questa giornata mille volte benedetta!

Si rivolge timida nella sua gioia anche verso il reverendo Frank, ma questi gravemente si scosta da lei e con viso severo e addolorato entra in casa.

Luisa
alla signora Frank seguendo con lo sguardo il Reverendo.
Una sola cosa mi affAnna. Se... egli non perdonasse!


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La Signora FRANK
Baciando in fronte Luisa.
Ha già perdonato. - È un’anima angelica.
Entra in casa.

 Il Dottore e Luisa la seguono.

 Le quattro fanciulle restano sole.

S’ode di fuori, ancora lontano, la banda militare e il canto dei soldati inglesi.
«It’s a long long way to Tipperary,

It’s a long way to go...»
Il canto continua.

Chérie
a Mary.
Che cosa è questa musica?

Mary
Ah eccoli! È il reggimento di Delio! Una parte va già oggi ad imbarcarsi. Andiamo, andiamo in fondo al terrazzo - abbiamo già le ceste di sigarette, arance e doni...

Chérie
Vanno in Francia?


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Mary
abbracciandola.
E nel Belgio!
Mary e Chérie corrono in fondo al terrazzo e sventolano i fazzoletti.

Anna
a Mirella.
Vieni, Mirella! Vieni anche tu.
Mirella si lascia condurre in fondo al terrazzo - poi resta immobile come una statuetta. Mary, Anna e Chérie lanciano fiori, pacchi di sigarette, cioccolata e arance ai soldati che passano sotto al terrazzo, invisibili, ma dei quali s’ode il passo e la fanfara.

Anna
ridendo.
Guarda quel biondino!...
Lancia giù una scatola di sigarette.

Mary
gettando arance.
Addio! addio! felice ritorno!...

Chérie
sventolando il fazzoletto.
Buona fortuna!...
Si ode il «Piffero» trionfale degli «Highlanders» scozzesi.

Mary
col noto grido dei soldati inglesi.
«Siamo forse scoraggiati

Voci di Soldati
in coro tonante.
«NO!»

Mary
«Siamo forse tristi

Le Voci
«NO!»


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Anna
«Temiamo la morte

Le Voci
«NO!...» Urrà!
La musica riprende e s’allontana.

Luisa
con un mantello e un velo esce vacillante dalla casa.
Chérie! ... Mirella!

Chérie
correndo a lei.
M’hai chiamato?

Luisa
Conduci qui Mirella.
Chérie va a prendere la fanciulla e la conduce da Luisa.

Chérie
a Luisa.
Esci? Dove vai?


- 152 -


Luisa
Te lo dirò.
inginocchiata davanti a Mirella.
Oh Mirella, Mirella! Vado via. Di’: «addio, mammaDi’: «addio, mamma
Piange nascondendo il viso nella veste della bambina. Mirella immobile la guarda senza espressione.

Chérie
Luisa, cara! Che cos’hai?

Luisa
a Mirella. singhiozzando.
Quale miracolo ci vuole per richiamare la tua piccola anima quaggiù? È volata via - di’? È volata via come una rondinella, spaventata dalle infamie degli uomini? Non tornerà più?... non tornerà più?
la bacia appassionatamente con tristezza.
a Chérie.

Riconducila via! E poi - torna!


- 153 -


Chérie obbedisce. Ritorna subito, a Luisa.

Mary, Anna e la figuretta immobile di Mirella rimangono per alcuni istanti in fondo al terrazzo, poi si allontanano, scomparendo nel giardino.

Chérie
a Luisa.
Luisa! Parlami.

Luisa
Sì; devo parlarti. Finora non ho mai osato. Ma ora... ora bisogna ch’io ti parli.

Chérie
tremante.
Di che cosa?

Luisa
quasi senza voce.
Di... quella sera...

Chérie
Ah no! non parlarne! Hai detto che era un sogno!... Hai detto che era un sogno!...


- 154 -


Luisa
Chérie, sorellina mia! Per te, forse, per te! Non ho mai osato chiederti nulla. Ti ho visto un tale terrore negli occhi... E poi, sempre lo sguardo allucinato Mirella era su noi. Dimmi - per te, forse, non fu che un sogno?

Chérie
Non so... non so! Che cosa è accaduto? Cosa è stato vero di ciò che - ripensandoci - mi agghiaccia il cuore? Certo deliravo! ... Hanno preso Mirella… l’hanno legata alla ringhiera... col piccolo viso folle rivolto alla porta di camera mia... quella porta drappeggiata di rosso...
come forsennata, rivivendo la terribile ora.
Poi... poi hanno legato anche me!
piangendo.
Oh Dio, Dio, Dio!... e c’era Fritz! Fritz - che rideva!... O me lo sono sognato? Vedi… io non riesco... non riesco... a dividere il sogno dalla realtà. Ho come un velo qui...


- 155 -



con gesto agitato e ripetuto come per togliersi qualche cosa dalla fronte.
una specie di ragnatela... che non posso strappare.

Luisa
Mia povera Chérie!

Chérie
cercando di ricordarsi.
Mi pare allora d’essere passata di deliquio in deliquio... e c’era chi strillava... strillava... Ero io?
aggrappandosi a Luisa.
Credi che ero io?

Luisa
rabbrividendo.
Chérie

Chérie
Non so perchè strillavo! Non avevo paura di morire... Mi pare, oh Dio!... mi pare anzi che volevo morire! Volevo morire. E non mi


- 156 -



uccidevano. Mi stritolavano... mi dilaniavano... e Fritz, il terribile Fritz - rideva!...
E poi, più niente!
Un silenzio.
Non mi ricordo più niente. Mi sono svegliata su quel battello, in alto mare, fra tanta gente... E tu e Mirella mi stavate accanto e mi guardavate con occhi di desolazione.

Luisa
Povera, povera creatura!

Chérie
Ma ormai tutto è passato. Perchè ne riparli? Perchè? Hai detto che eravamo come prima.

Luisa
prendendole la mano e parlandole da vicino.
Sei certa… d’essere come prima?
Chérie la guarda sbigottita senza comprendere.


- 157 -


Sei certa?
Un silenzio.
Ti senti - come prima?

Chérie
paurosa.
Sì... credo. Non so... Il dottore mi dice... che sono anemica - che sono scossa... ma che presto tornerò sana e allegra. Dice che scorderò tutto...

Luisa
esitante, turbata da ciò che deve dire.
Io... io - non sono come prima.

Chérie
agitata.
Perchè? Come? Cos’hai?

Luisa
Io devo partire. Vado questa sera stessa col dottore. Egli mi curerà. Egli mi guarirà.

Chérie
Ma perchè? Che male hai? Mi fai paura...


- 158 -


Luisa
Povera Chérie innocente! Come dirti... come dirti?... Ah, con quale brutalità devo aprire i tuoi occhi alla vita!
Mentre essa parla Chérie è stata presa da un tremito convulso. Ora con un grido balza in piedi e si pone una mano sul fianco.


Chérie

Ah! ancora! ancora!...
Cogli occhi allucinati, estatici, guarda in faccia a Luisa.
Che cos’ho?...
In un sussurro.
Che cos’ho?! ...

Luisa
Chérie!

Chérie
come rapita in un’esaltazione immensa.
Che cosa sento?... Luisa!... Luisa!... Che cosa - vive - in me?!
Un lungo silenzio.


- 159 -



Luisa
piangendo.
Ah! anche su te, anche su te è caduta la mala sorte.

Chérie
Che cos’è? Che cos’è?

Luisa
È la cosa terribile, Chérie!
stringendola tra le braccia.
Chérie!... tu sarai madre!

Chérie
quasi senza voce.
Madre!... Io!...
Rimane immobile, estatica, come davanti ad una visione che l’abbaglia.

Luisa
Senti, Chérie, senti! Non disperarti. Il dottore salverà anche te.



- 160 -


abbassando la voce.
Il figlio della tua vergogna non vedrà mai la luce.

Chérie
sbigottita.
Non vedrà mai... la luce...

Luisa
No - no! Questa sciagura non ti colpirà. Questo tuo bambino -

Chérie
afferrandole il braccio.
Questo ... mio... bambino! Questo mio bambino ... Luisa! Ciò che ho sentito fremere... in me... è - il mio bambino?
Pronuncia queste tre parole con una soavità indescrivibile, lo sguardo estatico, le mani incrociate sul petto.

Luisa
Calmati, Chérie, angelo innocente! Anche tu sarai salvata da quest’onta.

additando il Dottore che esce dalla casa seguito dal reverendo Frank.


- 161 -


Egli ti aiuterà!Egli ti salverà. Tu non sarai la tragica madre di una creatura ancor più tragica. Questa malefica fiammella di vita… egli la spegnerà!

Chérie
con un grido selvaggio.
No!
Un grande silenzio.


Luisa
quasi senza voce.

No?! Che cosa dici?

Chérie
No! Non voglio.
Il Reverendo muove verso di lei, grave e solenne, e le si ferma al fianco.

Luisa
Tu vuoi essere madre senza essere sposa!... tu vuoi dare la vita a un essere malefico, concepito nella lussuria, nel sacrilegio, nell’ubbriachezza?


- 162 -



Chérie

Non so... non so! Non capisco ciò che dici... Non capisco ciò che sento...
Indietreggiando, grandiosa.
Ma so… che qualche cosa di sacro è in me!

Luisa
Qualche cosa di sacro? Ma che cosa dici - che cosa dici! È una cosa mostruosa ciò che tu porti in seno.

Chérie
stupita.
Ma non è mio figlio? Non hai detto ch’era mio figlio?
guardando da Luisa al Dottore con occhi paurosi.

Cosa volete fare? Volete portarmelo via? Non voglio - non voglio.

Il Reverendo
posandole una mano sulla spalla.
Ah, veramente è sacro ciò che s’è svegliato


- 163 -


 in quest’anima - il sacrosanto istinto della maternità!
al Dottore.
I vili le hanno violato il corpo. E voi, volete dunque violarne l’anima.
Un istante di silenzio.

Il Dottore
È arbitra lei dei suoi destini.

Luisa
Ma pensa - pensa all’avvenire. Pensa - a Florian… a Florian che ti vuole sua sposa...

Chérie
come in sogno.
Non lo ricordo.

Luisa
Ma pensa, pensa che il padre di questa creatura è l’abbietto soldato ubriaco che il prese e ti legò...


Chérie
Con gli occhi chiusi.

Non ricordo... non ricordo.


- 164 -



Luisa
Non senti vergogna? Dolore? Rimorso?

Chérie
immobile, con voce dolcissima, rapita da un’estasi quasi ultra-terrena.
Non sento vergogna, dolore, rimorso. Non sento più niente, non ricordo più niente... Non esiste che questo brivido nuovo, questo palpito di vita - questa cosa divina che s’agita in me!
con un fremito immenso.
Ah! la mia creatura! ... vive, vive! - Con le sue piccole mani mi ha afferrato il cuore!
Vacilla. Il Reverendo la sorregge tra le sue braccia.

FINE DEL SECONDO ATTO





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