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ATTO PRIMO
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È
sera.
Una sala d’entrata nella casa del Dottor Giorgio
Brandès. Stile fiammingo.
A sinistra in primo piano, tre scalini coperti di tappeto rosso conducono a un
largo pianerottolo adorno di lampade elettriche e di piante.
In fondo a sinistra la porta d’ingresso. Nel centro un largo caminetto.
A destra verso il fondo una porta a due battenti con una tenda drappeggiata e
rialzata.
In primo piano a destra una finestra.
Luisa Brandès, una bella e giovine donna, siede in atteggiamento d’abbandono su
una poltroncina. Con le mani intrecciate e tese davanti a sè, essa guarda nel
vuoto; un’espressione d’abbattimento e di tristezza è sul suo volto.
Nel fondo Mirella - una fanciulletta di undici anni in corta veste chiara -
s’affaccenda intorno a una tavola carica di fiori e di dolci.
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Mirella
chiamando.
Lina! Lina! Dove sono i marrons glacés?
Lina
Una
domestica dal volto arcigno appare sulla porta.
Sono lì.
Addita
un piatto sulla tavola.
Mirella
Ma dove?
alzando
il piatto.
Questi quattro miseri marroni, che paiono già rosicchiati?
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Lina
Li avrà rosicchiati lei. È tutto il giorno che li mangia.
Volta
le spalle ed esce.
Mirella
Ma guarda un po’ che impertinente!
Rivolgendosi
a Luisa.
Mamma! Hai sentito come mi risponde Lina?
Luisa
con un
sospiro distratto.
Che cosa c’è, cara?
Mirella
avanzandosi
verso la madre col piatto in mano.
Ha detto che i marrons glacés li ho mangiati io.
Luisa
sorridendo.
Sarà anche vero; no, cara?
Mirella
Quand’anche. Lina non deve permettersi di
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dirlo. Del resto io ne avrò mangiato forse tre o quattro… o dodici... o
così. ma non tutti.
Luisa
sorridendo.
Vedo difatti che ne restano quattro.
Mirella
contando
sulle dita.
Uno per Chérie, uno per me, uno per te, poi vi sono le nostre
invitate, uno per Fanny ... E per Giovanna, Lucilla e Nelly, niente! Sarà
meglio addirittura che non ce ne siano. Ti pare?
li
mangia.
Mamma! Cos’hai? Come sei triste!
L’abbraccia.
Luisa
Ah bimba mia! Come potrei non esserlo? Tuo padre lontano... le notizie sempre
più gravi...
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Mirella
Mamma! Stasera non pensare a malinconie. È la festa di Chérie e vogliamo essere
allegre. Anche papà, se fosse qui, avrebbe voluto che si festeggiasse il
compleanno di sua sorella che adora tanto! ... Ricordi? L’anno scorso ha voluto
che si ballasse. Vogliamo ballare anche stasera.
Luisa
scattando.
No! Non si balla col nemico in casa.
Mirella
Nemico?
sbigottita,
guardandosi intorno.
In casa? Dov’è questo nemico?
Luisa
È vicino, Mirella! è vicino! Tu non sai che cosa ci sovrasta.
Mirella
Non pensarci stasera, mamma! Non rattristare
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Chérie! Vedrai come s’è fatta bella. Mette il vestito nuovo,
tutto bianco! Sembra una sposa...
carezzevole.
Tieni, mangia questo marron. È l’ultimo.
Luisa
No, cara, no. Chiama qui Fritz. Ho bisogno di parlargli.
Mirella
Vado.
mettendo
in bocca l’ultimo marron.
Sai che anche Fritz mi fa uno strano effetto in questi giorni? È
scortese, quasi villano. Non risponde quando gli si parla...
Luisa
Sarà preoccupato anche lui, poveretto.
Mirella
E lo trovo sempre a sussurrare con Lina...
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Luisa
indulgente.
Forse si vogliono bene. Avranno idea di sposarsi.
Mirella
ridendo.
Oh Dio!... così brutti! Tutt’e due!
corre
alla porta.
Fritz! ... Fritz!
al domestico
che entra.
Andate dalla mamma.
Fritz,
un giovane servitore, dall’aria fosca, quasi truce, s’avvicina a Luisa, mentre
Mirella aiutata da Lina s’affaccenda ancora per poco intorno alla tavola ch’è
in fondo alla scena. Indi Mirella esce, seguita da Lina.
Luisa
un po’
timida, a Fritz.
Avete notizie? Vi sono novità?
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Fritz
secco.
Nossignora.
Luisa
Non sapete nulla di nuovo?
Fritz
Nossignora.
ironico.
Eccetto quello che c’è nel giornale della sera.
spiega
un giornale e legge ad alta voce.
« …Si crede che il primo contatto tra i belligeranti avrà luogo
nelle vicinanze di Fléron. Il nemico s’avanza dal sud-est numerosissimo. »
Appoggia
con tono soddisfatto sull’ultima frase.
Luisa
disperata.
Ah, ho letto, ho letto!... Ma credevo che voi, forse…
esitante.
... avreste avuto occasione di udire qualche cosa di più.
Fritz
Io? Oh, nossignora.
Quando
Luisa non lo guarda un sorriso di scherno si disegna sulle labbra di Fritz.
Luisa
Ditemi ancora, ditemi!... che cosa vi ha detto il signor dottore ieri notte
quando partiva? L’avete lasciato nel treno, non è vero?
Fritz
Sissignora.
Luisa
E che cosa ha detto?
Fritz
freddo.
Che salutassi tutti.
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Luisa
No, no! Ripetetemi le sue precise parole...
Fritz
ironico.
Ha detto: «Fritz, tu sei un servitore devoto e fedele...»
Luisa
Un
poco timida e dubitosa, guardandolo.
È vero... è vero! Buon Fritz!
Fritz
sempre
con un sorriso ironico e sinistro.
Ha detto: «Lascio qui tutto ciò che ho di più caro.»
Luisa
commossa,
congiungendo le mani.
Ciò che ha di più caro! ...
Fritz
«Mia moglie, mia figlia e mia sorella.»
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Luisa
Sì ... sì ... e poi?
Fritz
M’ha detto: «Difendile, Fritz, se vengono… quelle
belve!» Già. Ha proprio detto così: «quelle
belve!».
Gli
fiammeggiano gli occhi.
Luisa
ansante.
Sì!
Fritz
«Difendile», ha detto, «difendile con la vita».
Luisa
impetuosa.
Ah! so che lo farete.
Fritz
sogghignando.
Eh, signora, è facile a dirsi...
Un
breve silenzio.
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Luisa
sorridendo,
con soavità.
Fortunatamente per il momento «le belve» non ci sono.
Fritz
con velato sarcasmo.
No, no. Per il momento le belve non ci sono.
Volge lo sguardo verso la finestra.
Luisa
un poco impressionata dall’atteggiamento quasi
minaccioso del servitore.
E poi ... dicevate ... il treno è partito ...
Fritz
secco.
Ma sì!
Luisa
sorpresa.
Come parlate?
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Fritz
Ho detto, sissignora, il treno è partito.
Luisa
sospirando.
Ah, mio Dio! Quale angoscia! ... Chi l’avrebbe detto! Oggi è il
4 agosto. Dieci giorni fa nessuno pensava alla guerra.
Fritz
fissandola
truce.
V’era chi ci pensava.
Luisa
incredula, indietreggiando un poco.
Da dieci giorni?
Fritz
lentamente, con ferocia.
No!... Da dieci - anni.
Volta le spalle ed esce.
Luisa
smarrita, seguendolo con lo sguardo.
Non capisco ...
La porta si apre bruscamente. Lina
appare sulla soglia;
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anch’essa ha l’aria quasi insolente e il
volto duro e ostile.
Lina
Il signor tenente Audet.
Entra
Florian Audet in uniforme d’ufficiale di Cavalleria.
Luisa
andandogli
incontro, lieta e sorpresa.
Florian! E come mai hai potuto venire?
Florian
salutandola
affettuosamente.
Ufficialmente... non sono qui. Sono in giro a portare degli ordini urgenti...
Devo tornar via subito. Giorgio
dov’è?
Luisa
angosciata.
È partito!... Pensa, Florian, partito!... Hanno mandato a
chiamarlo d’urgenza ieri notte.
Florian
colpito.
E dov’è andato?
Luisa
Preciso non lo sapeva neppur lui. Aveva ordine di recarsi al deposito centrale
a Tourgain. E di là l’avrebbero diretto a un’ambulanza da campo.
Florian
Possibile?!... Sapevo che mancavano i medici. Ma non credevo che Giorgio partisse così presto.
con
inquietudine repressa.
Ma allora... siete sole voi altre tre? Voi, la piccola Mirella -
e Chérie.
Luisa
Sì. Siamo sole.
Florian
Quasi
parlando a se stesso.
Mio Dio!
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Luisa
paurosa.
Cosa c’è?
Florian
Niente.
Una
pausa.
Luisa
incalzando.
Ma sì ... che cosa pensi?
Florian
parlando
con lentezza grave.
Penso… che dovrete aver coraggio.
Luisa
sconvolta.
Ah! Non dirmi di aver coraggio, che mi fai paura!
Florian
ripetendo
lentamente e con enfasi significativa.
Luisa! Dovrete avere ... molto coraggio.
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Luisa
spaventata.
Che cosa significa?
Florian
Significa... che alle tre di questa mattina i nemici hanno passato la nostra
frontiera.
Luisa
esterrefatta.
Hanno passato la frontiera?!
Florian
Sì.
Luisa
Sono qui - nel nostro paese?
Florian
Sono nel nostro paese.
Luisa
Dove?!
Florian
A Verviers.
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Luisa
A Verviers! A due ore di qui!...
Si
copre il viso.
Mirella
entra
correndo con una scatola di dolci a sorpresa in mano.
Oh, guarda... c’è Lolò!
Pone
la scatola sulla tavola e saluta Florian afferrandogli tutt’e due le mani e
scotendole da parte a parte con gioia fanciullesca.
Florian
squadrando
la figuretta leggiadra con occhi di disapprovazione.
Che lusso, Mirella! Che cosa c’è?
ironico.
Un ballo?
Mirella
Ma... la festa di Chérie! Non sei venuto apposta?
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Florian
amaramente.
La festa di Chérie! È vero!... La festa di Chérie!
Si
accascia su una seggiola.
Mirella
Ma che Lolò! L’avevi dimenticato? Adesso glielo vado a dire. Vedrai che cosa ti
farà!
Florian
passandosi
la mano sulla fronte.
Dov’è?
La sua
gravità contrasta coll’inconscia gaiezza della fanciulla.
Mirella
È disopra che si veste. Si fa una bellissima pettinatura, tutta a girigogoli
che pare una torta.
Fa per
correre via.
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Florian
trattenendola.
No! non dirle niente... Tanto, devo andarmene subito. Ma
tornerò.
Mirella
distratta,
guardando la tavola.
Tornerai davvero?
d’improvviso.
Oh, guarda un po’ quella Lina! ... Ha dimenticato l’aranciata.
Corre
fuori a sinistra.
Florian
Quanta incoscienza!
a
Luisa.
Ma non dovreste avvisarle di ciò che accade ... di ciò che le
minaccia?
Luisa
smarrita.
Non so! non so! Giorgio
mi ha detto di non spaventarle ...
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Florian
Ma voi fate festa così, mentre ...
Luisa
Oh! Io non faccio festa, Florian! Del resto, non vengono che due o tre piccole
amiche di Chérie ... Non mi è parso il caso di vietarlo ... rattristarla
proprio oggi, che è il suo compleanno.
Una
pausa.
E si era comperata apposta per stasera una veste nuova ...
Florian
alzandosi
e camminando in su e in giù.
Le donne! ... Che strane creature! Il disastro è alle porte, il
mondo crolla sotto a una immane calamità ... ed esse, perchè hanno delle vesti
nuove - ballano!
Luisa
Credi che non dovrei permetterlo? ... Manderò a dire a quelle bimbe ...
Florian
Ma no ... ma no! Lasciatele ballare! Povere
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creature. Verrà l’ora del pianto! ... Anche troppo presto.
stendendole
la mano.
Addio. Vado a portare questi due messaggi. Ma se posso, tornerò,
non fosse che per un istante, a salutare Chérie. Se non tornassi ... ditele ...
commosso.
... ditele che le faccio tanti auguri.
Luisa
Glielo dirò.
Florian
Ditele...
con
improvvisa decisione
Ah! ma tornerò. Farò in modo di tornare.
Le
bacia la mano ed esce rapidamente.
Luisa resta sola qualche istante immobile e pensierosa.
Mirella
rientrando.
Ecco! Se non ero io, non c’era l’aranciata!
Depone
sulla tavola una caraffa d’aranciata.
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Luisa
Mirella... senti, bambina mia.
Mirella
le va vicino e Luisa la cinge col braccio amorosamente.
Se mandassimo a dire alle ragazze di non venire? Ti
dispereresti?
Mirella
interdetta.
Di non venire?
Luisa
Tu non capisci, cara, come è grave il momento in cui ci troviamo. Questa
guerra...
Mirella
Oh, mamma! Avevi promesso che fino a domani non ne parlavi più. Vuoi guastar
tutto? Vuoi far piangere Chérie? Eccola! Guarda come s’è fatta bella!
Chérie
vestita
tutta di velo bianco è
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apparsa
sul pianerottolo in cima ai tre scalini.
Signora cognata... signora nipote... ammiratemi!
Fa una
riverenza e scende con gesto di danza i tre scalini.
Ma che facce avete!... Dei bronci lunghi lunghi...
a
Mirella.
Che cosa è stato?
Mirella
alzando
le spalle.
Oh! È per questa noiosa guerra...
Chérie
con
aria di sollievo.
Oh... la guerra?
crolla
anche lei le spalle.
Credevo che tu ne avessi fatta qualcuna delle tue.
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Va da
Luisa, graziosa e sorridente.
Luisa!... dà un bacio a tua cognata - diciottenne!
l’abbraccia.
E non pensare a malinconie.
Luisa
Ma cara, cara! Nè tu nè Mirella capite...
Chérie
No, no, no! Stasera non vogliamo capir nulla! Domani, domani capiremo tutto.
Pensa che non si compiono i diciott’anni che una sola volta nella vita.
Mirella
Oh, per questo!... anche gli undici non si compiono che una volta. Avrei potuto
dirlo anch’io in Aprile.
Abbraccia
anche lei Luisa.
Chérie
rincorrendo
Mirella.
Gelosa!
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Mirella
fuggendo.
Cattiva!
Si
volta e getta le braccia intorno al collo di Chérie.
Chérie
facendo
il girotondo con lei.
Io ho diciott’anni! Io ho diciott’anni ...
Mirella
cantando.
Io ne ho undici...
Luisa
Chérie! Chérie, senti! Ho un messaggio per te.
Chérie
smettendo
di ballare.
Da chi?
Luisa
grave.
Da Florian Audet.
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Chérie
confusa e felice.
Da Lolò? È stato qui?
Luisa
È stato qui un istante solo. Ma ha detto che se può, tornerà a salutarti.
Chérie
Tornerà!
Mirella
per
farle dispetto.
Ma forse non potrà.
Chérie
Perchè no?
Luisa
Il suo squadrone deve partire da un momento all’altro. Sono già accampati sulla
riva del fiume in attesa d’ordini.
Chérie
Oh, povero Lolò! Avrei voluto vederlo.
Abbassa
il capo trastullandosi col ventaglio.
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Luisa
Non chiamarlo Lolò! Adesso sei una signorina e non devi dare dei nomignoli a un
giovanotto.
Chérie
ridendo.
Oh!... Lolò, un giovanotto!
Luisa
Ma mi pare. Un tenente di cavalleria!
Chérie
Per me è sempre lo stesso Lolò che aveva dodici anni quando io ne avevo sei.
Luisa
Oggi ne hai diciotto. Non è più il caso di darsi del tu.
Esce.
Chérie
Ma come! Devo dare dell’illustrissimo a Lolò?
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Mirella
sempre infantilmente dispettosa, ridendo.
Tanto… se parte! Chissà quando lo rivedrai.
Lina, la domestica, apre la porta, e sempre
coll’espressione di fredda ostilità, introduce due fanciulle vestite di chiaro
che portano dei mazzi di fiori.
Lina
Le signorine Doré.
Chérie
va al loro incontro.
Fanny
abbracciando
Chérie e dandole i fiori.
Tanti auguri!...
Nelly
Tutte le felicità!
Saluta
Chérie e Mirella.
Chérie
Volete togliervi i mantelli?... Lina! Fai lume qui, nella mia camera...
Apre
la porta a destra. Lina, sempre col viso impassibile,
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entra
a destra e vi accende il lume. S’intravvede una camera da letto con una
finestra tonda nel centro della parete.
Le
quattro fanciulle vi entrano con Lina.
La
scena è vuota per un istante.
Fritz
alla
porta d’ingresso.
La signorina Valesca.
Entra
un’altra giovinetta con una scatola di dolci e dei fiori.
Chérie
uscendo
dalla camera a destra e correndole incontro.
Oh, cara Lucilla!
accettando
il dono.
Grazie! come sei buona.
La
conduce nella camera a destra.
Fritz
e Lina rimangono soli un momento.
Fritz
Lina!
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Lina
sulla
porta della camera.
Cosa?
Fritz
Ci siamo.
Lina
Oh Dio!
Fritz
rapidamente,
a bassa voce.
Tu stasera andrai a dormire in casa dei Wolkenstein.
Lina
agitata.
Stasera?...
Fritz
Stasera.
Lina
Mio Dio! E dai Wolkenstein, sarò al sicuro?
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Fritz
Si. Taci.
esce.
Le
fanciulle rientrano cinguettanti e sorridenti.
Fanny
Chi manca ancora?
Chérie
La Jeannette.
Nelly
Oh, lei fa sempre la preziosa!
Lucilla:
Cosa facciamo? I proverbi?
Fanny
Avete detto che si ballava.
Mirella
La mamma non vuole.
Fanny
alla
tavola del buffet, mangiando dei dolci.
Perchè non vuole?
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Mirella
Per la guerra. Volete un po’ di thè?
Fanny
Oh bella! Cosa c’entra la guerra?
La
porta s’apre ed entra Jeannette, leggiadra e sorridente.
Chérie
Ah, ecco Jeannette!
Chérie
abbraccia la nuova arrivata, a cui Lina toglie il mantello e lo porta nella
camera a destra. Tutte ridono, chiacchierano e mangiano dolci.
Jeannette
La mamma non voleva che venissi...
Chérie
Perchè?
Jeannette
Mah!... per la guerra.
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FANNY
ridendo.
Oh, ancora la guerra! Ma che c’entra?
Jeannette
C’entra, che i nemici possono venir qui! Invadere il paese...
Chérie
Che paura!
Mirella
Perchè paura? Sai bene che Lina, la nostra domestica, dice che sono così
belli... biondi… affascinanti...
Fanny
Ho sentito dire anch’io che gli ufficiali sono irresistibili. Hanno il vitino
piccolo e i baffi così -
Fa il
gesto di baffi rivolti all’insù.
Chérie
Va bene. Ma a vederli arrivar qui!... Per carità! Che
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cosa si farebbe se, per esempio, entrassero adesso?
Mirella
Oh! Io farei una bella riverenza... così...
fa una
piroetta e una riverenza.
... e direi come dicono nel loro paese: Grüss Gott! che vuol
dire «Vi saluti Iddio!»
Fanny
Mi pare una buona idea. Certo sarebbero commossi. Ci saluterebbero così...
fa il
saluto militare.
... e tornerebbero via.
Tutte le fanciulle
Sì, sì!
in
coro, rivolte alla porta e facendo riverenza a dei nemici immaginari.
«Vi saluti Iddio!»
Mirella
ridendo e cingendo la vita a Jeannette.
Facciamo un piccolo giro... uno solo...
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a
Lucilla.
Tu ci suonerai un valzer. Il mio valzer...*
Salgono
correndo i tre gradini e spariscono a sinistra.
Nelly
Ma tu, Chérie, cantaci prima qualche cosa...
Fanny
O recita la canzone della Regina Myrza.
Chérie
schermendosi.
No… no…
Si ode un valzer suonato nella stanza vicina.
Fanny
Sii buona!... Recita!
Le
porta una chitarra. Chérie siede, mentre le altre due stanno in piedi accanto a
lei.
Chérie
accompagnandosi
pianamente mentre il valzer lontano
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s’intona
cogli accordi della chitarra.
Recita:
«C’era una volta una regina bella
«In un castello nero,
«Sempre rinchiusa, ahimè! per destin fiero.
Alla
porta del fondo è apparso Florian Audet.
Egli si ferma sulla soglia ad ascoltare.
Chérie
continua
a recitare, ad occhi bassi, accompagnandosi con sommessi accordi.
«Ma venne un cavalier dall’armi d’oro,
«E sul veron la vide,
«E le disse: « Fuggiam, vieni, t’adoro.»
«Ella rispose: « Il muro è alto assai,
«Ed è profondo il fosso,
«Crudel la scolta e non s’addorme mai...»
più
gaia.
«Rapì egli all’inferno un gran tizzone,
«Ed abbruciò il castello!.
«E la dama strappò dalla prigione.
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Fanny e Nelly
ridendo.
Brava! brava...
Chérie
alzando
gli occhi e vedendo Florian che la guarda fisso in viso.
«Voi... siete il cavalier leggiadro e forte
«Io son la prigioniera,
«E vi voglio adorar fino alla morte.»
Le due
fanciulle l’applaudono, salutano Florian Audet,
poi corrono via a sinistra a raggiungere le altre. Si ode ancora il valzer
suonato nella stanza vicina.
Florian
Ho un quarto d’ora di tempo. Sono venuto a salutarti.
Chérie
timida
e graziosa.
Grazie.
Florian
grave.
Ho tante cose da dirti!...
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Chérie
Dimmele, Lolò... oh...
correggendosi.
... dimenticavo!
si
copre la bocca colla mano.
Florian
Cosa dimenticavi?
La
musica cessa nella stanza accanto.
Chérie
Che non devo dirti Lolò. E che non devo darti del tu.
Florian
E come mai?
Chérie
No! Da oggi in poi... io sono la signorina Chérie Brandès, e tu...
con un
grande inchino.
…sei il signor tenente marchese Florian Audet.
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Florian
Per carità!
Chérie
Ordini di mia cognata.
Florian
Ma perchè?
Chérie
Perchè ho diciott’anni.
Florian
inchinandosi.
Non mi resta che obbedire.
Lunga
pausa. Si guardano e non sanno che cosa dire.
Fa caldo ... signorina!
Chérie
porgendogli
il ventaglio.
Desidera ... signore?
Ridono.
Cosa sono tutte le cose che avete a dirmi?
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Florian
apre
il ventaglio e fa vento prima a sè e poi a lei.
Non posso... signorina! Con questo nuovo regolamento, mi pare di
essere paralizzato.
Chérie
Ma quasi quasi... a me piace! Tu mi sembri... voi mi sembrate una conoscenza
nuova.
Florian
Io non voglio essere una conoscenza nuova. Sono Lolò, che ti tirerà le trecce
quando sei cattiva.
Chérie
No, no! più niente Lolò. Ed io non ho più trecce... Vedete?...
volge
civettuola la nuca.
Ti piaccio cosi?
Florian
No. E bada che m’hai dato del tu.
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Chérie
Oh Dio!... Anche tu!
Un
silenzio. Guardandolo.
Io non so più come parlare...
Florian
Neppur io.
Chérie
lascia cadere il fazzoletto. Florian lo
raccoglie.
Chérie
Sentitelo!
Glielo
avvicina al naso.
È profumato! Posso profumarmi se voglio, da oggi in poi. Luisa
mi ha dato una bottiglietta... grande così... si chiama White rose. Dice che
sono anch’io una «white rose». Ma voi non capite l’inglese.
Florian
Fin lì capisco anch’io -
prendendole
la mano.
«rosellina bianca!»
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Chérie
odorando
il fazzoletto.
Com’è dolce! Vi piace?
Glielo
fa sentire.
Florian
No. Volete sapere qual’è il mio profumo prediletto?
Chérie
Sì.
Florian
Indovinatelo.
Chérie
Violetta?... Peau d’Espagne?... Jockey Club?...
Ad
ogni parola Florian scuote il capo.
Oh, aspetta!... L’Origan di Coty...
Florian
No.
Una
pausa. La benzina!!
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Chérie
Uh, che orrore! La benzina!... Per che cosa? Per l’automobile?
Florian
No. Per voi.
Chérie
Per me?
Florian
Sì. Un giorno, forse un anno fa, si prendeva il thé, qui; e voi eravate in
collera con me, non so più per che cosa. Vi siete rovesciata una tazza di thè
sulla veste... e Luisa vi ha sgridata... Ricordate? Allora siete corsa via a
pulirvi la veste... e quando siete tornata - tutta rossa e compunta - mi avete
guardato!
Pausa.
Sentivate di benzina in modo straordinario. Da allora in poi...
la benzina...
con
molto sentimento, prendendole la mano.
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... è sempre stato il mio profumo prediletto.
Un
silenzio.
Chérie
commossa.
Che belle cose voi dite! Sembrano prese da un libro.
Florian
tenero.
No ... le ho inventate io... signorina!
Chérie
Oh! ... Come mi piace che mi diciate «signorina!» Non so perchè ... ma ...
Pausa.
Florian
Già. Anche a me fa quell’effetto.
Chérie
Non ci daremo mai più del tu.
Florian
Mai più.
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Chérie
È così rude e sgarbato.
Florian
È vero. Vorrei avervi sempre detto «signorina». Mi pare... non so come dirlo...
di avere sprecato gli anni in cui... non mi sono accorto che eravate una
signorina. Mi pare solo adesso di vedervi.
Chérie
alzando
gli innocenti occhi su di lui.
Anche a me.
Una
pausa.
Florian
con
grande tristezza.
E adesso... devo andar via.
Chérie
Andrete lontano?
Mirella
e le altre giovinette entrano allegre.
Prendono dalla tavola dei dolci a
sorpresa e li fanno scoppiettare; ne tolgono dei
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cappelli
di carta, dei fischietti, degli stornelli che leggono ad alta voce.
Mirella
Sentite lo stornello!
leggendo.
«Fiore di rosa,
«So che m’amate e fate la sdegnosa».
Corre
a portare due sorprese a Chérie.
Tieni, Chérie!
Poi
torna correndo dalle altre.
Chérie
a Florian che ha
guardato il suo orologio.
Non guardate l’ora.
porgendogli
una sorpresa.
Tirate...
Florian
grave
e preoccupato.
Vorrei parlarvi!
Tirano
la sorpresa e Florian svolge distrattamente la carta collo
stornello.
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Chérie
Leggete, leggete!
Florian
«Fiorin di pero,
«La vita è un sogno, la morte un mistero.»
In tutta questa scena Florian si sforza a celare sotto un’apparenza quasi gaia la
profonda angoscia che è in lui.
Chérie
ridendo.
Oh! com’è poco interessante. Proviamo quest’altra.
Tirano
un’altra sorpresa. A Chérie tocca lo stornello. Legge.
«Fior di mimosa,
«Quando vorrete sarò vostra sp...»
s’interrompe
confusa. Si guardano lungamente silenziosi.
Perchè mi guardate così?
Florian
Chérie!
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Le
afferra le mani.
Devo andar via.
Chérie
Andar via! così presto?
Florian
Subito. Subito! Chissà quando vi rivedrò!
Chérie
Oh, ma dove andate? A quest’ora? Il reggimento non può aver bisogno di voi a
quest’ora!
Florian sorride
amaramente.
E poi, oggi è la mia festa... Mandate a dire al colonnello che
andrete domani.
Florian
con
indescrivibile agitazione, sentendo inevitabile e vicina l’ora in cui dovrà
lasciar sole le donne incoscienti.
Ma Chérie! Non sapete dunque niente, voi? Niente? Non avete
letto i giornali? Vostro
- 56 -
fratello, prima di partire non vi ha detto nulla?
Chérie
ingenua.
Ma sì... so che vi sono state delle cattive notizie...
Viene
Mirella e circonda col braccio la vita di Chérie.
Mirella
a Florian.
Dammi il tuo stornello.
Glielo
prende di mano.
Florian
sempre
agitato.
Di ciò che accade intorno a voi - non sapete niente?
Mirella
Infantile.
Sì, sì! io so! So che i nemici ci fanno la guerra!
- 57 -
Chérie
Oh, quello lo so anch’io!
Con
una crollatina di spalle.
Ma i nemici... la guerra... per noi donne è così lontano tutto
ciò!
Florian
fuori
di sè.
Lontano! Ma è a quaranta chilometri da qui.
Mirella
Quaranta chilometri?... Quanto è quaranta chilometri?
Chérie
leggiera.
Oh - come da qui a Verviers.
Florian
lento
e scandendo le parole.
I nemici - sono - a Verviers.
Chérie
A Verviers?! E che cosa fanno?!
- 58 -
Florian
Che cosa fanno?
feroce.
Dio! Dio!
con un
ruggito d’ira.
Che cosa fanno?!
Mirella
allegra.
Bravo, Lolò. Va a vedere. Poi domani ce lo dici.
Corre
via a raggiungere le altre fanciulle.
Chérie
Tornerete davvero domani?
Florian
Domani!
amaramente.
Ah, no. Non domani - nè per tanti domani ... Ditemi addio, -
piccola «white rose!»
- 59 -
Chérie
Addio...
Si ode
il valzer suonato pianamente nella stanza vicina.
Gli dà la mano.
Non so dirvi... quanto mi rattrista che partiate.
con
semplicità e mestizia.
Non ho neppur più voglia di ballare.
Florian
angosciato.
Chérie! ... Ditemi una parola... datemi un ricordo... qualche
cosa da portar via con me.
Chérie
Volete questo stornello?
con
soavità, leggendo.
«Fior di mimosa,
Quando vorrete - sarò vostra sposa.»
Glielo
porge.
- 60 -
Florian
prendendolo
e recandolo alle labbra colla mano di Chérie.
Chérie! Per nessun altro, mai, sarà questa piccola mano?
Chérie
grave.
Mai.
Florian
Addio! Oh! vedo le lagrime nei vostri cari occhi! così puri... così puri! si
direbbe che non hanno mai guardato altro che il cielo!
Chérie
commossa.
Addio.
Florian
Addio, Chérie! ...
Egli
sa che questo è forse un addio eterno. Con soffocato impeto di dolore.
Addio.
esce.
Chérie va alla finestra e sta immobile guardando fuori.
Entra Fritz e va rapidamente verso di lei.
Fritz
con
voce dura.
Signorina -
Chérie
volgendosi
sconvolta.
Oh ... Fritz!
Fritz
Devo passare.
Le
prende rudemente il braccio allontanandola dalla finestra. Poi si sporge a
guardar fuori. Con gesto rapido si toglie un fazzoletto dalla tasca e lo lega
all’imposta.
Chérie
sbigottita.
Ma Fritz! che cosa fate?... Salutate quelli che partono?
- 61 -
Fritz
No.
fissandola
negli occhi con insolenza.
Quelli - che arrivano.
Esce.
Chérie
a
Luisa che rientra.
Luisa! Hai visto Fritz? Hai sentito che cosa ha detto?
Luisa
terrorizzata.
Non capisco... Mio Dio, mio Dio...
Si guardano costernate.
Le fanciulle ricompaiono gaie e ridenti
sul pianerottolo, e danzano una quadriglia.
D’improvviso si ode lontano il rombo d’un cannone. Tutte si fermano. Vi è un
istante di silenzio.
Nelly
ridendo
nervosamente.
Che cosa sarà stato?
- 62 -
Jeannette
Un saluto per la festa di Chérie!
Tutte
ridono.
Luisa
Bimbe care - andate a casa. Lina e Fritz vi accompagneranno.
Tutte
Oh... andare a casa! Ma è presto!... siamo appena arrivate!...
Luisa
Correte!... correte! Ho paura di tenervi qui. Ho paura!
Tutte
le fanciulle si sparpagliano come un volo di passerette. Indossano i mantelli celesti,
rosa, bianchi, baciano Luisa, Chérie e Mirella.
Addio! Addio!
Un
secondo rombo di cannone le ferma tutte immobili sulla porta.
Nelly
tra il
riso e lo spavento.
I nemici?
- 63 -
Le Altre
Che paura! Addio... Addio!...
escono.
Luisa, Chérie e Mirella rimangono sole.
Chérie
dopo
un breve silenzio guardandosi attorno.
Non so... mi pare di essere in un sogno...
Mirella
ancora
ridente.
«Fiorin di pero,
La vita è un sogno, la morte un mistero!»
Chérie
a
Luisa, abbassando la voce.
E ... se... se davvero venissero qui?
Mirella
Chi?... Chi?...
Luisa
cingendola
col braccio.
I nemici... quelli che sono a Verviers.
- 64 -
Mirella
frivola
e bambinesca.
Se vengono, tanto vale che vengano questa sera, mentre siamo
vestite così! ...
fa
svolazzare la gonna di tulle.
S’ode un nuovo rombo di cannone.
Chérie
Luisa!... Luisa! Ho paura.
Nasconde
il volto sulla spalla di Luisa.
Luisa
terrorizzata.
Pietoso Iddio! - Florian, dove sarà? Se potessimo richiamarlo.
Corre
alla porta.
Fritz! Fritz!
Dopo
un istante.
Lina!
Lina
vestita
per uscire, con una borsetta in mano, freddamente.
Sì? Cosa vuole?
- 65 -
Luisa
Ma - Lina! come parli?... E dove vai? - Dov’è Fritz?
Lina
È uscito.
Luisa
Uscito?... Ma dov’ è andato?
Lina
con un
cattivo sorriso.
Adesso andrò a vedere.
Chérie
Ma no, Lina! Sta qui con noi! ...
Luisa
Vi vieto di uscire.
Lina
con
insolenza.
Oh! Passato il tempo dei divieti.
Esce e
chiude la porta.
Chérie
Ma che cosa accade?...
- 66 -
Luisa
Non capisco.
Chérie
Siamo sole!... E pensa, Luisa, pensa! Se... quelli venissero - che cosa faremmo?
Luisa
Per carità! Non pensiamoci!
Chérie
Ma bisogna pensare. Bisogna essere preparate a tutto. Dobbiamo pensare...
Luisa
Ma, mia cara, non verrebbero qui.
Chérie
Non credi?
Luisa
Qui? In casa nostra? A far che? Ma andrebbero... non so... all’albergo...
- 67 -
Chérie
Credi? All’albergo? ...
Una
pausa.
Non posso immaginare ...
Un
altro silenzio.
Già, che cosa verrebbero a fare in questo paesetto? ... Cosa
potrebbero volere da noi?
Mirella
cominciando
ad impressionarsi.
Mamma!... ho paura anch’io…
Chérie
Se mai... certo non verranno - ma se mai... quando picchiassero giù alla porta,
bisognerebbe dire… che non li possiamo ricevere.
S’odono
fuori delle voci e un clichettio di sciabole.
Mirella
correndo
alla finestra, con uno strillo.
Ma sono qui!...
- 68 -
Luisa e Chérie
No!...
Mirella
Sono qui, vi dico! Sono in cinque o sei. Non picchiano! Sono entrati. C’è
Fritz... è lui che apre la porta! Vengono su. Oh Dio! vengono su!
Il
rombo di una immane esplosione scuote la casa, col fragore di mura crollanti e
di vetri frantumati. La luce elettrica si spegne. Le tre donne, impietrite dal
terrore, stanno abbracciate: Luisa ritta tra le due fanciulle fissa con occhi
stralunati la porta. Questa si apre sbattuta villanamente dal di fuori. Sulla
soglia compaiono dei militari in uniforme grigia. Si arrestano sul limitare.
Un
bagliore di fiamme all’esterno illumina fantasticamente la scena*).
Entrano
il capitano Fischer, quarantenne, il tenente von Wedel, bel giovane di ventisei
anni, e alcuni soldati che si allineano rigidi davanti alla porta.
- 69 -
Fischer
guardandosi
intorno senza badare alle donne.
Al
tenente von Wedel.
Dunque, qui, dove siamo?
von Wedel
leggendo
la carta.
Giorgio Brandès,
medico e ufficiale di riserva, quattro in famiglia - 12 stanze, scuderia, due
cavalli, una motocicletta, cantina, telefono.
Fischer
Uomini adulti?
von Wedel
Uno solo, il dottore. Partito iersera - per la capitale, credo. Deve aver preso
la strada di Tourgain.
Fischer
C’era un nostro incaricato qui?
von Wedel
Sì; certo Fritz Müller.
- 70 -
Fischer
Dov’è questo Müller?
von Wedel
Il domestico. Era lui dabbasso, che ci ha aperto.
Fischer
Vediamo le stanze.
consultando
la carta.
Tre a questo piano, quattro di sopra -
a von
Wedel, gettando uno sguardo sulle tre donne.
Tu, sta qui.
Esce
seguito da due soldati.
von Wedel
sta un
momento immobile guardando da Luisa a Chérie, da Chérie a Mirella e ancora
Chérie. Un lento, cinico sorriso gli si disegna sul volto. Poi si volge e va
alla tavola del buffet.
Toh! Un banchetto... Si direbbe che ci aspettavate!
- 71 -
prende
un sandwich.
A Luisa.
Ci aspettavate davvero, o è una bella sorpresa che vi facciamo?
Luisa
esterrefatta.
Signore… spero che avrete la bontà di tornar via. Mio marito non
è qui.
von Wedel
ridendo.
Davvero? Sono desolato. Aspetteremo che ritorni.
Luisa
Ma non torna stasera.
von Wedel
Ah no? Che marito poco galante!... E dove sarebbe andato?
Luisa
ingenua.
A Tourgain, per la via di Landor.
- 72 -
von Wedel
attento.
Ah, per la via di Landor? - Solo?
Mirella
a
Luisa.
Taci mamma! Non dirlo!
von Wedel
ridendo.
Ma guarda guarda, come siamo furbe e diplomatiche!
ironico
a Mirella.
Posso chiedere alla mamma se il papà è fumatore?
Le
donne si guardano sbigottite.
von Wedel
secco,
impaziente.
Sigari... sigarette, ne avete in casa? Sì? Andatele a prendere.
Su, buona donna, movetevi. Ho i polmoni che si struggono dalla voglia di un
Nestor.
Luisa
fissandolo con occhi
- 73 -
trasognati
s’avvia lentamente verso la scalinata - sale e sparisce.
von Wedel
s’avvicina
a Chérie e Mirella che indietreggiano.
Ebbene, colombelle? Ci aspettavate dunque! ... Vi siete vestite da festa per
riceverci? Eh! ...
pizzica
la guancia a Chérie.
Come ti chiami tu?
le due
ragazze si ritraggono terrorizzate.
Carolina?... Eh? Maria?... Teresina?... Eh?
le
prende il mento.
Rispondi.
Chérie
senza
respiro.
Chérie.
von Wedel
Come, come? «Chéri?» È a
me che lo dici? Altrettanto a te, caruccia mia!
Si
china in avanti per baciarla.
- 74 -
Mirella
lanciandosi
su di lui con un grido.
No!... No!
Fa per
percuoterlo.
von Wedel
ridendo
dell’ira di Mirella.
Ah, che piccola vipera!... Aspetta un po’ - Vedrai cosa ti
faccio!
Luisa
entra portando delle scatole di sigarette. Le depone sul tavolo.
von Wedel
a
Luisa.
Brava. E da bere cos’avete?
additando
la tavola.
Qui non vedo che sciroppi. Dello champagne ne avete? E cognac? e
rhum? e kirsch? Portate qui tutto.
a
Mirella.
Viperetta, va anche tu - e porta qui tutto. Fa presto - va - va.
- 75 -
Mirella
Avviticchiandosi a Chérie.
No!...
von Wedel
Hai paura che te l’ammazzi, tua sorella?
Mirella
Non è mia sorella.
von Wedel
E cos’è?
Mirella
È mia zia.
von Wedel
ridendo.
Ah - è tua zia? Anch’io ho una zia. Ma non è così. Le
scambieremo; va bene, vipera? Ti darò la mia zia, e tu mi darai la tua. Va
bene?
Mirella
No!...
- 76 -
von Wedel
feroce.
Va a prendere da mangiare... corri, o ti strozzo...
Mirella
fugge.
Luisa
Signore... noi... noi non siamo che donne...
von Wedel
Eh! me ne accorgo.
Le
prende il braccio.
Luisa
piangendo.
Anche voi... avrete delle donne a casa vostra...
von Wedel
Oh là! là! là! Non cominciamo con gli appelli ai sentimenti nobili.
Abbiamo fame e sete. Marsch, buona
donna.
Luisa
si volge per uscire.
E se pensate di scappare... se fra tre
- 77 -
minuti non è tutto qui in tavola, io mi mangio questa colombella - capite?
Me la mangio - aah!
afferra
il braccio di Chérie e se lo porta alla bocca.
Luisa esce barcollando.
a Chérie.
Che parentela hai con quella Niobe piangente?
Chérie
a
bassa voce.
È mia cognata.
von Wedel
Eh? Non capisco. Parla più forte. Tua cognata?... Caruccia!
pizzicandole
il mento.
E io sarò tuo cognato, va bene?
Rientra
il Capitano Fischer. Si ferma sulla porta a dare degli ordini ai tre soldati
che lo seguono.
Fischer
Direte al capitano Glotz e al tenente Feldmann di venir qui. Avranno le due
stanze
- 78 -
all’est. Voi cenerete all’osteria, e quattro ordinanze e quattro uomini
verranno a dormire qui nelle soffitte. Sarete qui alle undici. Non vi
ubriacate.
I
soldati salutano e fanno per partire.
Oh! E lasciate stare le donne di malaffare. Capite? Non voglio
che mi si avveleni il battaglione.
Pausa.
Donne… non ne mancano.
I
soldati salutano ed escono.
Fischer
avanzandosi.
Tutto fatto. E qui si mangia?
von Wedel
salutando.
Sì, mio capitano.
Fischer
sciogliendosi
la cintura.
Smetti pure il «capitano». Qui torniamo cugini, Hans. Eh, che
porcheria d’un paese.
- 79 -
Quell’animale d’un parroco!... Guarda qui cos’ho sugli stivali.
sporge
un piede.
Fango e sangue!... E ho qualche cosa al braccio...
Si
toglie la giubba.
von Wedel
Ma sei ferito.
Fischer
Già.
guardando
Chérie.
Cosa fa quella ballerina? Venga qui.
le fa
cenno di avvicinarsi.
Ha paura d’un povero ferito?
Si è
tolto la giubba, e la manica della camicia appare macchiata di sangue.
von Wedel
ridendo.
È mia cognata.
La
spinge innanzi verso Fischer.
- 80 -
Fischer
ridendo.
Tua cognata? Brutto animale! Te la sei già accaparrata? Tu mi
porti sempre via di sotto al naso ciò che v’è di meglio. Maledetti tuoi
ventisei anni.
von Wedel
additando
la piccola Mirella che entra portando delle bottiglie.
Eh! guarda com’è carina la viperetta qui.
Fischer
Peuh! Il sapor di latte non mi dice niente.
vede
Luisa che entra recando altre bottiglie e bicchieri.
Oh! Ecco piuttosto...
von Wedel
con
una grossolana risata.
Quella è la Niobe piangente.
Chérie
tenta fuggire, ma egli la prende per un braccio e la trattiene.
- 81 -
Fischer
va
incontro a Luisa e le prende le bottiglie dalle mani.
Bella signora!... come vedete sono malconcio.
additando
il suo braccio ferito.
Portatemi dell’acqua calda e fatemi da suora.
Luisa
con
voce sorda.
Di sopra c’è acqua calda.
Fischer
sdraiandosi
sul divano.
Ah, ma io la voglio qui.
von Wedel
canterellando.
Gaudeamus igitur!...
Luisa esce barcollando.
von Wedel
a
Chérie e Mirella.
Avanti con questa cena. Servite il capitano.
beve.
Chérie e Mirella restano immobili
- 82 -
guardandosi
in faccia. Stanno vicine l’una all’altra, terrorizzate e incerte.
von Wedel
con
uno scoppio di voce.
Servite il capitano!
Le due
ragazze prendono piatti e bicchieri e li porgono al capitano Fischer che è
sdraiato sul divano.
Fischer
Non voglio che un cognac. Questo braccio mi fa maledettamente male.
a
Mirella.
Dite a quella donna che faccia presto con l’acqua calda.
Mirella
Sì. Lo dirò.
Volgendosi
a Chérie.
Vieni anche tu con me.
von Wedel
afferrando
Chérie.
Ah già! Così scappate tutt’e due! No! Una deve sempre star qui.
- 83 -
ride.
E noi la strozzeremo se le altre non tornano!
Mirella
Sto qui io.
a
Chérie.
Va a chiamar la mamma.
Chérie
ansante,
guardando dai due uomini a Mirella.
No!
Mirella
fissandola
con grandi occhi.
Va, ti dico.
Mentre
Chérie le passa accanto.
E chiama Fritz!
Chérie
piano.
Ci ha tradite.
Esce.
- 84 -
von Wedel
Eh la viperetta -
si
sdraia in poltrona.
ho fame. Puoi servire anche me.
Mirella
lo serve.
Quanti anni hai?
Mirella
pronta.
E voi?
I due
ufficiali ridono.
von Wedel
Impertinente rospicciattolo!
Si
alza e va alla tavola.
Fischer
Che bel tipo!
Entra
Luisa portando una catinella d’acqua, dei lini e delle bende.
Depone in terra la catinella accanto al divano.
- 85 -
Fischer
con
ammirazione guardando Luisa.
Ah! ecco la mia suora di carità!... Grazie, bella signora!...
Dite un po’, vostro marito è medico, non è vero? Avrete in casa qualche
disinfettante... dell’acido borico? Del sublimato?
Luisa
Sì.
Fischer
Portatemene, vi prego.
Luisa
esce a sinistra e ritorna quasi subito con una fialetta in mano.
Fischer
prendendo
la fialetta.
Cos’è? « Sublimato...» Ecco. Una tabletta nell’acqua. Così.
le
rende la fialetta che essa depone sopra una mensola dietro al divano.
Grazie, bella Samaritana. Volete aiutarmi?...
- 86 -
Volete fasciare la ferita al nemico? Al nemico... ammiratore?
Luisa
s’inginocchia accanto a lui e gli fascia la ferita.
von Wedel
a
Luisa.
Dov’è rimasta la colombella?
Luisa
Non so...
von Wedel
Vado a cercarla.
Mirella
con un
grido.
No! Non voglio!
von Wedel
Oh bella questa! E come vuoi impedirlo?
Va
alla porta.
Mirella
precipitandosi.
Vengo anch’io. Non voglio che tu le faccia male.
- 87 -
von Wedel
ridendo.
Vieni pure, scorpioncino.
von
Wedel esce con Mirella. Luisa si slancia per seguirli.
Fischer
trattenendola.
Restate qui. von Wedel non le farà nulla.
mostrandole
il braccio.
Guardate piuttosto che ferita profonda!... E voi... voi me ne
fate un’altra, con quegli occhi così dolci e paurosi.
Pausa.
Avete paura di me?
Luisa
con un
singhiozzo.
Sì.
Fischer
Perchè? Non sono un selvaggio... non vi farò nulla di male.
Le accarezza il viso.
- 88 -
Luisa
scoppiando
in pianto.
Per pietà!... per pietà!
Fischer
bonario.
Ma sì, ma sì, avrò pietà. Non è un oltraggio dirvi che siete bella e che mi
piacete...
La
porta si apre ed entrano il capitano Glotz e il tenente Feldmann.
Glotz
sulla
porta.
Ma guarda un po’ che dolce quadro d’intimità!... Ti disturbiamo?
Fischer
alzandosi.
No - no! venite. Ho trovato una Samaritana che m’ha fasciato la
ferita. Avete messaggi?
Glotz
Niente. Per stasera si sta qui. Domattina alle cinque si prosegue su Tirlemont.
- 89 -
Fischer
Avete pranzato?
Feldmann
Niente. Siamo affamati.
Glotz
Qui c’è da sfamarsi...
Spingono
la tavola verso il centro.
Entra von Wedel conducendo per il braccio Chérie che ha uno scialletto sulle
spalle, seguita da Mirella che piange.
von Wedel
Preda di guerra!... Voleva fuggire, la colomba. Per punirla le legheremo le
ali.
Toglie
lo scialletto a Chérie e fa per legarle le braccia dietro le spalle.
Mirella
strillando.
Non voglio!
Con
impeto d’infantile ira alza la mano per schiaffeggiare von Wedel.
- 90 -
von Wedel
Afferrandole
il braccio e torcendoglielo con finta collera.
Ah! E a questo scorpioncino schiacceremo la testa.
Fischer
paterno.
Via, lasciale stare, Hans.
Glotz
sempre
a tavola.
I piagnistei mi guastano l’appetito.
sogguardando
le due fanciulle.
Cosa sono? Paiono ballerine.
Feldmann
mangiando.
Brave!... Brave! Se è così, ballate per divertirci.
Fischer
a
Luisa, traendosela accanto sul divano.
Sorridete un poco, suora di carità! Bevete un sorso di champagne
con me.
Le
porge il suo bicchiere
- 91 -
Luisa
No! no!
Fischer
Un sorso...
Feldmann
Al capitano bisogna obbedire.
Anch’egli
siede accanto a Luisa sul divano e le prende le mani.
Luisa
piangendo.
Per pietà!... La casa è vostra... ma lasciateci andar via... vi
supplico.
Glotz
che
non ha smesso di mangiare.
Ma sì. Mandatele via tutte quante! Mi guastano l’appetito.
von Wedel
Mia cognata no. La voglio qui.
- 92 -
mette
lo scialletto intorno a Chérie stringendole le braccia dietro le spalle.
A Mirella.
Rospo... tu puoi andare a letto.
Mirella
No! non vado a letto. Sto qui.
a Fischer.
Vero, capitano, che mi fai star qui?...
Vedendo
sua madre che piange, seduta tra Fischer
e Feldmann sul divano.
Perchè fai spavento alla mamma? Lasciala andare, e parla con me.
lo non ho paura...
Luisa
piangendo.
Mirella, Mirella, va via!
Feldmann
prendendo
la chitarra.
Chi fa musica di voialtre?
von Wedel
Sarà il rospo!
- 93 -
ride
forte. A Chérie.
Oppure sei tu, colombella?
L’attira
a sè.
Chérie
singhiozzando.
Lasciatemi…
Mirella
d’improvviso,
guardandosi intorno.
Mamma, mamma! Ho paura!
Mandali via. Mandali via! Ho paura!
Glotz
sempre
a tavola.
Questa mi dà fastidio davvero. Mi rovina la digestione.
a
Feldmann.
Portala via e chiudila in soffitta.
Feldmann
ridendo.
Sta bene. In soffitta ci sono otto soldati -
Abbranca
Mirella.
- 94 -
Luisa
con un
urlo, strappandosi alla stretta di Fischer.
Mio Dio!
Cade
in ginocchio davanti a Fischer.
Non permettete!...
Fischer
severo,
a Feldmann.
Non permetto.
Feldmann
Allora, dove la metto? Se al capitano Glotz fa venire l’indigestione...
von Wedel
Chiudila in cantina. Lì c’è nessuno...
ridendo.
... eccetto sorci e rospi e ragni come lei.
Fischer
bruscamente
a Feldmann.
Chiudetela davvero in cantina. Sarà meglio. E voi...
- 95 -
con
un’occhiata severa.
...tornate qui subito. Capite? Subito.
Feldmann
Capisco.
Saluta,
e porta fuori Mirella che piange e si dibatte.
Fischer
a
Luisa.
Non piangete, signora. Ringraziatemi piuttosto.
additando
von Wedel e Glotz che bevono il cognac.
Non capite che per la vostra bambina è meglio così?
Luisa
Lasciate andare anche noi... anche noi...
von Wedel
Che cosa dice? Vuol andare in cantina anche lei?
ride
sguaiatamente.
La mia cognatina in nessun modo va. Che ne dici, Glotz?
- 96 -
Glotz
senza
alzare gli occhi.
Ho fame io.
S’indovina
nel contegno burbero di Glotz un celato desiderio di venire in aiuto delle
donne e salvarle per quanto è possibile dalla brutalità degli altri tre.
von Wedel
Ho fame anch’io.
Stringendo
Chérie.
Da tanto tempo digiuno!
Chérie
Non mi tenete così... scioglietemi le braccia.
von Wedel
No, no. Mi piaci così... in mio potere.
avvicina
il suo viso al viso di Chérie.
Non chiudere gli occhi. Guardami bene in faccia. Son brutto? No,
eh? Adesso bevi questo cognac.
- 97 -
le
avvicina il bicchiere alle labbra.
Eins - zwei - drei - bevilo!
Chérie
distoglie il volto.
Fischer
sempre
sul divano, a Luisa che s’è gettata in ginocchio davanti a lui.
Ma non vi disperate così. Alla vostra bambina non accadrà nulla.
Andiamo pure a vedere...
si
alza.
Andiamo, andiamo... non piangete...
Escono.
Glotz
venendo
avanti.
A von Wedel che tiene sempre serrata nello scialletto
la piangente Chérie.
Cosa tormenti le donne, tu? Non sarebbe meglio mandarla a farci
del caffè?
von Wedel
A
Chérie.
Quell’uomo è brutale. È tutto stomaco. Io no. Sono tutta poesia.
Beve
il cognac e abbraccia Chérie.
- 98 -
Glotz
sedendole
dall’altro lato.
Non gli credete. È più brutale lui di me.
accende
una sigaretta.
La disturba il fumo, signorina?
von Wedel
Ma no... fuma anche lei - guarda!
si
sporge avanti e le caccia una boccata di fumo sulle labbra.
Bella mia, se non bevi... guarda che ti do da bere io - allo
stesso modo... come t’ho dato il fumo. Capisci?... O non capisci?
Le
porge un calice di champagne e la forza a bere.
Chérie
singhiozzando.
Mio Dio! Mio Dio! Non c’è nulla, nulla ch’io possa dirvi perchè
abbiate pietà?
von Wedel
Che male ti facciamo? Ecco, guarda, ti sciolgo le braccia.
Toglie
lo scialletto col quale la teneva prigioniera.
- 99 -
Chérie
coprendosi
il volto.
Orrore!... Orrore!...
von Wedel
ridendo.
Ma che? Che cosa è un orrore? Glotz, qui, è un bel giovane... E
anch’io... Via, non mi pare di essere ripugnante.
Glotz
Guardi, signorina. Se vuole assicurarsi la nostra benevolenza non piagnucoli
così. Pensi che da tre giorni non vediamo che lacrime, non udiamo che gemiti e
lamenti. Non ci fanno proprio più nessuna impressione.
von Wedel
Anzi, ci urtano i nervi. Se tu ridessi, ballassi, cantassi, allora sì che faresti
di noi ciò che vuoi tu.
Glotz
Già. Divertiteci un poco!... Affascinateci!... domateci!
- 100 -
von Wedel
E bevi dell’altro champagne.
Chérie
beve.
Non piangerò più. Non piangerò più…
ripresa
dal terrore.
Ma non farete nulla alla piccina!
von Wedel
Al rospo? Chi vuoi che lo tocchi?
Chérie
Nè a mia cognata.
Glotz
Niente, niente. Non faremo niente a nessuno. La Niobe, del resto, è sotto l’ala
del capitano Fischer che ha moglie e figli a casa.
Chérie
Davvero?!
con un
sospiro di sollievo.
Ha moglie... e figli?...
- 101 -
von Wedel
Sicuro. La moglie è grassa così!
gesto.
E cinque figli.
Chérie
sorridendo.
Che bella cosa!... Mi piace pensare che ha cinque figli...
Non so perchè, ma mi sento un po’ più rassicurata...
con
ingenuità soave, a von Wedel.
Voi non li avete... cinque figli?
von Wedel
Veramente no. Ma…
Chérie
guardando
dall’uno all’altro.
Mi pare di avere un po’ meno paura di voi...
Glotz
Eh! lo champagne ...
- 102 -
von Wedel
E il nostro fascino personale...
Glotz
Bevete un sorso anche dal mio bicchiere.
Chérie
No… temo che mi vada alla testa…
von Wedel
E quand’anche? Che male ci sarebbe?
feroce.
Su!
La
forza a bere.
Glotz
E ora ci canti qualche cosa.
prende
la chitarra.
von Wedel
No! prima si beve alla fratellanza! - Ecco, colomba, t’insegneremo a bere alla
fratellanza, come fanno gli studenti da noi.
Dà un
calice a Glotz, uno a
- 103 -
Chérie, e ne prende uno per sè. Poi
intreccia le braccia con quelle di Chérie e di Glotz.
Glotz e von Wedel
cantano.
«Immer fidel und sans
-souci - trink’ich mein Glass crampampuli...»
Bevono.
La porta s’apre.
Mirella pallida, stravolta, appare sulla
soglia. Si arresta un istante impietrita guardando Chérie tra i due uomini
ubriachi.
Chérie
tra il
singhiozzo e le risa.
Mirella... Mirella...
corre
da lei.
sottovoce.
Ridi... devi ridere! Hanno detto che se ridiamo non ci fanno
niente...
Mirella
guardandola
con terrore.
Ma Chérie... Chérie...
- 104 -
von Wedel
volgendosi
e vedendo Mirella.
Oh! ecco il rospo!... Sei stata in cantina, rospo?
Ride
sguaiato.
Mirella
sottovoce
e ansante, a Chérie.
La mamma... l’hanno presa di forza e chiusa in camera...
Chérie
passandosi
una mano sulla fronte e cercando di tornare in sè.
Corri fuori... corri... cerca aiuto...
Mirella
Siamo imprigionati in casa! Soldati… soldati da per tutto!
von Wedel
Olà! Cosa mormori, rospiciattolo? Vattene, tu, vattene!
S’ode lontano un rinnovato rombo di cannone.
Mirella
terrorizzata
aggrappandosi a Chérie.
Non voglio… non voglio andar via da te!
Chérie
Non piangere! Non vogliono che si pianga!
- 105 -
von Wedel
cantando
mentre Glotz strimpella sulla chitarra.
«Immer fidel und sans -souci -
trink’ich mein Glass crampampuli...»
Chérie
Ti guardano! Ridi, Mirella, ridi!
poi
appena von Wedel si rivolge a parlare con Glotz.
Che cosa fare? che cosa fare, mio Dio? Senti!... senti… se
osassi…
Sussurrano
insieme.
Sì!... lo farò!
- 106 -
Va cauta, in punta di piedi alla mensola mentre gli
uomini non l’osservano, prende la fialetta del sublimato.
Mirella
fuori
di sé, lanciandosi su Chérie.
No!... no!... Ti vedranno…
von Wedel
voltandosi
d’improvviso.
Olà!
attraversa a grandi passi la stanza; e afferrando le
due ragazze le separa l’una dall’altra.
Basta di sussurri!...
A
Mirella che si divincola
Guarda che ti legherò!... ti legherò, là… alla ringhiera.
Si
volge a Ché rie che, terrorizzata, cerca di celare dietro alla schiena la
fialetta del sublimato.
Che hai? Cosa nascondi?
Chérie
Niente… niente…
- 107 -
von Wedel
Fa un po’ vedere!... Che cos’hai in mano?
Chérie
Niente…
von Wedel
Dà qui…
forzandola
ad aprire la mano.
Dà qui!
Le
strappa di mano la fialetta.
Guarda…
legge…
Poi
alza il capo, e fissa Ché rie con lento e spietato sorriso.
Un
nuovo violento rombo scuote la casa.
Cala
rapidamente la tela.
fine del primo atto
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