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| P. Giocondo Pio Lorgna, O.P. Lettere collettive alle Imeldine IntraText CT - Lettura del testo |
Oggi è la festa di S. Rosa e vi prego di leggere e meditare attentamente quel bellissimo capitolo che riguarda l’amore della santa verso l’Eucaristia. E’ qualche cosa di commovente e rivela a noi tutto lo spirito domenicano eminentemente eucaristico. Ecco un bellissimo esempio su cui noi dobbiamo rivolgere lo sguardo per innamorarci sempre più del Sacramento dell’amore.
La cara santa ci dice ancora che l’amore della terra non è disgiunto dal dolore; solo in paradiso ameremo e non soffriremo. E’ una delle sante che più hanno sofferto perché più hanno amato. Ricordate le sue pene spirituali di aridità e desolazioni: le lunghe malattie, le persecuzioni sostenute in casa e fuori e le lotte furibonde col demonio.
E noi? Come così presto ci stanchiamo della croce, vorremmo, sì, Gesù, ma senza la croce; oppure con la croce che vorremmo noi, cioè, piccola e leggera e per brevissimo tempo. La sapienza vera del dolore non brilla nella nostra mente; i santi che conoscevano a fondo questa sapienza erano pazzi della croce e non sapevano concepire la vita senza patire.
Che santa Rosa vi innamori sempre più di Gesù, e sempre più vi renda capaci di soffrire per Gesù: ecco la preghiera che faccio per voi tutte alla cara santa e spero sarà anche la grazia che voi desidererete.
Pregate, o mie figlie, per tutta l’opera e specialmente per i due asili che presto si apriranno perché tutto si svolga secondo il divino volere e Gesù Eucaristia regni davvero col suo amore in
mezzo a voi, nei vostri cuori.