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| P. Giocondo Pio Lorgna, O.P. Lettere collettive alle Imeldine IntraText CT - Lettura del testo |
85. (Ocaña, Spagna, 18 maggio 1926)
Spero che avrete ricevute le mie cartoline che vi ho spedito lungo il viaggio il quale è stato, sì, affrettato, però ho potuto sostare con mia grande consolazione, essendo sulla via, a Prouille e a Lourdes. Tanto nell’uno come nell’altro luogo ho pregato assai per voi il cui pensiero mi segue dovunque e la lontananza lo rende anzi più vivo ed amabile.
Vi vedo, o mie figlie, nella vostra preghiera, nel lavoro, nelle gioie e anche nelle croci: però sapendovi presso il Tabernacolo, ne esulto perché da Gesù in Sacramento saprete attingere luce, conforto ed amore.
Felice la suora Imeldina che a somiglianza della sua Patrona, vivrà di questo amore: le prove non mancheranno ma, se non manca l’amore di Gesù, anche le prove sono dolci e soavi; è Gesù medesimo che dice: “Il mio giogo è leggero”, quasi volesse dire: “servendo me dovrete portare la mia croce, ma l’amore di me ve la renderà cara; e più mi amerete e più soffrirete volentieri!”.
Questa bella grazia di vivere d’amore e saper soffrire con amore è quella specialmente che ho chiesto a Prouille e a Lourdes, per voi o mie figlie perché, come disse la Vergine apparendo a Bernardetta Soubirou: “Ti farò felice nell’altra vita”; una simile promessa Gesù fa alle sue spose: qui la croce e nell’altra vita la gloria. Ma le croci di Gesù sopportate con amore non sono forse più amabili delle rose che ci offre il mondo?
Qui ad Ocaña siamo circa 150 Padri e il 22 si farà l’elezione del Generale. Non mancate di pregare a questo scopo perché tutto proceda secondo il divino volere.
Non so di preciso quando sarò di ritorno, ma, non ne dubitate, una delle prime visite sarà costì: ne avete il diritto ed il mio cuore ne sente il bisogno. Qui io mi trovo benissimo; calma serena, convento splendido e regolarità di osservanza consolante. Che Gesù mi conceda di approfittarne prima che ritorni al turbinio della vita di parrocchia.
Mi sarà cosa cara l’avere vostre notizie e spero che saranno buone. Tanti saluti anche alle giovani del laboratorio e ai cari bimbi nelle cui preghiere confido tanto: mentre sono assente gradirei una loro Ave Maria giornaliera secondo la mia intenzione.
Vi benedico