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P. Giocondo Pio Lorgna, O.P.
Lettere collettive alle Imeldine

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88. (Caleruega, Burgos, 5 giugno 1926)

 

Mie figlie [di Venezia].

Questa mattina insieme al P. Righi e ad un altro Padre, sono venuto qui a Caleruega e potete immaginare le impressioni che si sono suscitate nel mio cuore nel vedere il paese natale del nostro Patriarca e visitare i ruderi e la torre del castello che ricordano l’antica grandezza dei suoi Padri.

Domani celebrerò la Santa Messa sull’altare che fu innalzato nel luogo dove egli è nato e, naturalmente, la vostra memoria mi accompagnerà durante il santo sacrificio e non cesserò di pregare Gesù per i meriti del S. Patriarca perché il suo spirito si accenda sempre più nei vostri cuori e siate Imeldine di vero spirito.

Che importa, o mie figlie, appartenere ad una Congregazione eucaristica domenicana se poi non se ne possiede il vero spirito? Non è il numero quello che consola il Cuore di Gesù, ma la santità della vita. Che ricordi di questa santità aleggiano qui! Le suore, vi è qui un monastero di monache, mi hanno mostrato le reliquie della B. Giovanna d’Aza e quella di Felice, padre di S. Domenico, le ossa del Ven. Mannes, fratello maggiore del S. Patriarca, e anche reliquie del Ven. Antonio, altro fratello di lui. Pensate a una famiglia di santi: santi i genitori e santi i tre figli! E tale santità fiorì in una famigliagloriosa che dette alla Spagna l’origine dei suoi Re. Ed è per questo che il nostro Generale è considerato come un Grande di Spagna ed ha tutti gli onori militari che si danno ai generali.

E la santità non fiorirà in mezzo a voi; nel cuore di tutte voi? Lo spero dalla vostra buona volontà e dalla protezione del nostro


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Santo Patriarca che non lascio d’invocare per tutte voi e con tutto il mio cuore paterno.

Domattina, dopo la S. Messa, passerò per Gumiel dove S. Domenico stette tre anni sotto la direzione di un suo zio arciprete di quel luogo

Vi benedico. Pregate per me e arrivederci presto.

Vostro P. L.

Testo in AL VI 278 (21)

 

 

 




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