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P. Giocondo Pio Lorgna, O.P.
Lettere collettive alle Imeldine

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90. (Parigi 15 giugno 1926)

 

Mie figlie [di Venezia].

Se ascoltassi il cuore subito partirei per volare a Venezia ed essere vicino a voi che tanto amo in Gesù; ma mi sembra un dovere di approfittare di questa occasione per vedere qualche città, visitare qualche Santuario famoso e così acquistare quelle cognizioni che servono mirabilmente per il ministero delle anime.


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Sebbene lontano, il mio pensiero e il mio cuore volano costì e sento quanto è bella la sentenza di S. Agostino che è nella distanza dalle persone care in cui più viva si accende la fiamma della carità e si prova la forza dell’amore.

Nutro viva fiducia che voi risponderete al Divino Amore che vi ha chiamato ad una vita così santa e che, in Gesù, troverete sempre il divino Consolatore e animatore al bene in mezzo alle difficoltà e alle croci che non devono mai mancare.

Purtroppo alcune di voi, che non sono più in mezzo a voi, non hanno seguito Gesù che dal Tabernacolo le animava e invitava di recarsi da Lui e da Lui avere la luce, la forza e l’amore di mezzo alle prove della perfezione e, per questo, sono venute meno: povere figliuole me ne rincresce tanto perché tutte potevano essere sante religiose Imeldine e preghiamo perché la misericordia divina che hanno rifiutato non si trasformi in giustizia!

Voi tutte, un’anima sola, amate Gesù, siate generose con Lui come Lui tanto vi ha amato e vi ama ed è con voi generoso.

Vi benedico: arrivederci presto.

Vostro in G. C. P. L.

 

Testo in AL VI 278 (23)

 

 

 




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