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| P. Giocondo Pio Lorgna, O.P. Lettere collettive alle Imeldine IntraText CT - Lettura del testo |
109. (Recoaro, Vicenza, 26 luglio 1927)
[è una circolare ]
Mie figlie.
Oggi incomincia la novena di S. Domenico e a tutte raccomando di farla con la massima devozione, e questa deve consistere, più che nell’aggiungere altre preghiere alle consuete, nel meditare seriamente le virtù di lui applicandole a voi stesse: le virtù poi che formano il suo testamento siano oggetto di speciale riflessione e
queste sono l’umiltà, la povertà, la carità e 1a purezza. Più risplenderete delle virtù del S. Patriarca Domenico e più sarete care al suo cuore paterno perché vedrà in voi delle vere figlie che si studiano di riflettere in sè le sue sembianze.
La Madre mi scrive da Venezia che un forte uragano ha rovinate quattro piante del giardino e voi tutte potete immaginare lo spavento che arrecò quel temporale devastatore e quale desolazione il vedere ora quel giardino privo dell’ornamento dei suoi alberi alti e ombrosi.
Eppure pensate che noi tutti siamo oggetto di continui temporali e assai più spaventosi, da parte del demonio il quale, incitandoci al male e impedendo il bene, vuole la nostra rovina; quanti alberi eletti egli non schianta con le sue tentazioni nel giardino della Chiesa e degli Istituti religiosi specialmente!
Volete un accenno dell’arte sua maligna nell’impedire la nostra perfezione? Eccolo come è descritto da una penna dotta ed asceta: “Lo spirito diabolico suggerisce il male, o propone un bene relativo per condurre poi a eventuali conseguenze dannose; fa aspirare ad una perfezione intempestiva per gettare poi nell’illusione o nello scoraggiamento; allontana dai doveri del proprio stato e fa sognare posizioni chimeriche; attira verso gli splendori, il chiasso, l’amore del mondo; ama i pendii sdrucciolevoli e pericolosi; insinua l’inutilità del consiglio o spinge verso una guida imprudente: quando il direttore o il superiore decide nel senso giusto e buono, mette nell’animo la diffidenza, la sfiducia, la critica, l’agitazione, la resistenza”.
Riflettete, o mie figlie, a quest’arte diabolica e ognuna dovrà dire: “quante volte ho sentito queste tempeste fremere sopra di me!”. Felici quelle anime che subito scorgono l’avvicinarsi dell’uragano e si mettono al sicuro all’ombra del Tabernacolo!
Infelici coloro che, ignare o noncuranti della tempesta diabolica, fidano in se stesse e non si armano e difendono contro lo spirito maligno! Saranno piante fiaccate e rovinate!... Avrebbero potuto crescere rigogliose e giganti e fare del gran bene a sè e alle anime, e invece?!...
Non vi meravigliate che io vi scriva da Recoaro; vi sono da una settimana e sabato andrò a Trissino per un triduo ai terziari e
poi, la vigilia di S. Domenico, a Venezia. Sono qui per ordine del medico per bere queste acque salubri contro il male dello stomaco: la cura va bene e spero che produrrà effetti consolanti.
Però, o mie figlie, più ancora della vita lunga e sana preoccupiamoci della vita santa: questa sola ha un vero valore dinanzi a Dio: quanti vissero lunghissimamente e colossi di salute, e che fecero? Nulla. Altri invece vissero brevissimamente e sofferenti ed operarono meraviglie di bene. Che Gesù conceda a noi tutti di consumare questa breve esistenza, qualunque Egli la vorrà, proprio come Egli la vuole, cioè, santificando noi stessi e le anime dei nostri fratelli.