Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
P. Giocondo Pio Lorgna, O.P.
Lettere collettive alle Imeldine

IntraText CT - Lettura del testo
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

- 12 -


3. (dopo il 1917)

 

Mie buone figliuole.

Quante volte il mio pensiero vola costì per benedire alle mie figlie e ringraziarle della gioia che mi arrecano sapendole tutte animate di buona volontà nel servizio divino.

S. Tommaso parlando della vera devozione così la definisce: “La devozione è l’impegno generoso assunto da una volontà che si dedica prontamente al servizio del Signore: Devotio est quidam voluntatis actus ad hoc quod homo prompte se tradat ad divinum obsequium” (Sum: Th: q. 82 a 3).

La prontezza dunque della vostra volontà con cui ognuna compie il proprio dovere sotto lo sguardo amoroso di Gesù Eucaristia e, solo, per piacere a Lui, mi rivela che la vostra pietà non è falsa, ma splendente di vera luce e preziosissima allo sguardo divino. Come è bello S. Tommaso, non è vero?

La devozione non consiste nella tenerezza del cuore, ma nella prontezza della volontà; la tenerezza non dipende da noi, ma la prontezza sì, e quindi noi possiamo sempre servire Gesù Eucaristia devotamente anche quando il cuore è freddo, l’anima è desolata e triste o quando ci sembra che Gesù ci abbia abbandonato e sia fuggito lontano.


- 13 -


E’ la prontezza della volontà nel compimento di tutti i nostri doveri quella che rivela l’amore generoso del cuore... siamo pronti nell’esercizio delle virtù personali, pronti nella regolare osservanza e allora Gesù vedrà in noi delle anime care... sarà servito da una comunità religiosa modello! Anche la Vergine Immacolata così piena di grazie e mai appannata neppure dalla colpa di origine, come essa rivelò al mondo questa pienezza di grazia quando fu salutata dall’angelo appunto tutta bella e Madre di Dio? “Ave gratia plena, Dominus tecum” (Lc 1, 28). Ecco la risposta di Maria: “Fiat mihi secundum Verbum tuum” (Lc 1, 38); quasi volesse dire: “O angelo del Signore, tu mi rechi chiaro il divino volere... ebbene questo volere si compia in me, io sono e voglio essere, anche se innalzata all’onore di Madre di Dio, l’umile sua ancella”. Non vedete in questa risposta il più bel commento della definizione della vera devozione? S. Tommaso la pone nella prontezza della volontà. L’Immacolata risponde all’angelo manifestando questa prontezza e perciò dice a noi che ella possiede la profonda pietà, la grazia che tutta la inonda...

L’Immacolata rifletta su noi un raggio della sua bellezza, ci renda veri devoti, cioè pronti sempre e in tutto al divino volere...

Vi benedico

P. Lorgna

Testo in AL VI 284 (2)

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) Copyright 1996-2007 EuloTech SRL