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| P. Giocondo Pio Lorgna, O.P. Lettere collettive alle Imeldine IntraText CT - Lettura del testo |
Ho ricevuto e letto con vero piacere la vostra lettera in cui erano con tanto candore espressi i sentimenti del vostro cuore. Avete ragione di lamentarvi di me per il lungo silenzio: il mese di Maggio, a Roma, è stato di grande lavoro e di trepidazioni non comuni per la mia povera chiesa.
La Madonna però, dopo avermi fatto sentire le spine del dolore, mi ha anche regalato la rosa di una gioia pura e profonda e questa rosa me l’ha data proprio ieri, ultimo giorno del suo bel mese: ieri intesi che il governo accoglieva le ripetute istanze e pressioni e avrebbe dato il denaro per il compimento del restauro della chiesa. Ne sia ringraziato Gesù e la Vergine benedetta e anche voi che, certo, avete pregato a questo fine: un religioso l’ha detto un vero prodigio... tante erano le difficoltà!
Ora devo trattenermi ancora pochissimi giorni, anche per ringraziare tutte le persone, che si sono prestate a questo scopo, e poi partirò subito per Venezia.
Se nel mese passato fui assente materialmente, con lo spirito la distanza scompariva: sempre vi ho ricordate nelle mie povere preghiere; come pure vi ho offerte alla vittima divina d’amore perché vi faccia tutte sue; morte e sepolte nel suo divino volere e tutte ardenti della infinita carità.
Quando dall’alto della chiesa di S. Giovanni in Laterano Gesù impartiva la sua benedizione a tutto il mondo, io ero prostrato nel piazzale di mezzo alla folla immensa... proprio in quel momento offersi voi tutte e l’opera al Divino Amante: tutto tutto ho consacrato a Lui.
Continuate ad amare chi tanto vi ama e allora, lo spero, fra breve, tutte le nostre speranze riguardo all’Opera,
saranno adempiute.
Nella speranza di presto rivedervi vi benedico tutte e tutte offro al Cuore eucaristico di Gesù.