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P. Giocondo Pio Lorgna, O.P.
Lettere collettive alle Imeldine

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21. (poco dopo il 19 marzo 1923)

 

 

Mie buone figliuole [di Este].

Potete immaginare come io, partendo, abbia lasciato una parte del mio cuore costì; dove sono le figlie non vi sarà il Padre? Ritornato a Venezia mi sono recato dalle sorelline e subito mi sono accorto del vuoto lasciato da voi... invano il mio sguardo vi cercava... il mio cuore sentiva una stretta... e all’occhio una lacrima.

Quanto sono amare le separazioni! Esultiamo però nell’intimo del cuore e nella volontà perché così abbiamo qualche cosa da offrire a Gesù e nel nostro sacrificio possiamo attirare tante benedizioni divine su di noi e l’opera cara e la presente fondazione.

Coraggio dunque, o mie figlie, e non temete di essere orfane e separate dal cuore. Lo ripeto, la divisione spirituale è quella che mi spaventa perché Gesù l’ha detto: “Ogni regno diviso sarà desolato” e tanto più l’opera nostra che è tutta eucaristica deve temere questa divisione che infrange l’amore.

Una sola anima dunque e un sol cuore in Gesù: tutto per Lui, tutto con Lui, tutto in Lui. Tutto per Lui, e quindi nulla si faccia che non sia diretto alla sua gloria; tutto con Lui e quindi Lui deve essere sempre e in tutto il nostro compagno fedele e il nostro amico tenerissimo; tutto in Lui perché l’amore è una forza unitiva... trasformatrice; e l’affetto santo che ci lega ha per scopo di condurci a Gesù, tenerci stretti a Lui e vivere della sua stessa vita divina.

Sorvoliamo pure allo spazio che ci divide: Gesù sia il centro e la meta di tutti i nostri pensieri ed affetti e il Tabernacolo Santo il luogo del nostro convegno, il nostro paradiso in terra. Anche le sorelline di qui sentono forte questa unione; direi quasi che ora si sentono unite a voi più di quando eravate in mezzo a loro.

Vi posso assicurare che il mio cuore si è consolato assai, perché questa partenza mi ha rivelato chiaramente che l’amore che vi univa era davvero sincero e, essendo tutto soprannaturale, la divisione materiale non ha punto diminuito l’intimità dei cuori, anzi tale unione si è più spiritualizzata e rafforzata.

Che Gesù vi tenga sempre vicine al suo cuore ... sempre più


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accresca il vostro vicendevole amore in Lui e con Lui e per Lui e allora sarete sempre il suo regno caro d’amore: sarete i suoi angeli e i suoi apostoli.

Vi benedico e vi lascio nel cuore di Gesù dolce e amore.

P. G. L.

Testo in AL VI 274 (6)

 

 




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