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| P. Giocondo Pio Lorgna, O.P. Lettere collettive alle Imeldine IntraText CT - Lettura del testo |
Mie care figliuole [di Venezia].
Ieri sera sono giunto a Roma dopo un felicissimo viaggio, vi volevo subito scrivere ma sono dovuto correre di qua e di là per conoscere l’ordine delle funzioni inaugurali del monumento e dell’udienza Pontificia. L’udienza l’abbiamo avuta questa mattina e
questa mattina vi è pure stata l’inaugurazione sospirata: vi mando un foglio nel quale potrete conoscere tutte le consolanti notizie.
Terminate queste feste mi studierò di sbrigare tutte le incombenze che riguardano voi e la chiesa; Gesù mi assista perché possa ottenere tutto ciò che è di sola sua volontà e vero bene delle anime. Voi seguitemi con le vostre preghiere corroborate da una vita sempre più eucaristica e allora, anche nel nascondimento, sarete il mezzo più efficace per vincere le difficoltà e ottenere anche le cose più difficili. Il pensiero che ho costì un gruppo di figlie che pregano e fanno a gara nell’amare Gesù, quanto mi consola!
Non dubitate poi del mio ricordo per voi in tutti i luoghi santi che mi sarà dato visitare: come un padre può dimenticare le figlie che tanto predilige in Gesù e che tutte vorrebbe vedere sante e veri angeli adoratori e imitatori di Gesù Eucaristia?
Ricevete dunque la mia paterna benedizione e comportatevi in maniera che siate le vere consolatrici non solo di Gesù ma anche del mio cuore.