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| P. Giocondo Pio Lorgna, O.P. Lettere collettive alle Imeldine IntraText CT - Lettura del testo |
87. (Ocaña, Toledo, 28 maggio 1926)
Mie figlie [di Venezia].
Entro la prima metà del mese venturo spero di essere a Venezia e quindi rivedere le mie figlie e portare loro la benedizione del nuovo Generale. E’ davvero un santo come tutti lo stimano a Madrid. Non appena fatta la elezione una commissione andò a Madrid per condurlo in mezzo a noi e, venuto, dinanzi a tutto il capitolo piangendo domandò di essere esonerato dalla grave responsabilità del Generalato e siccome gli elettori resistettero, allora, si gettò in venia domandando e supplicando di essere liberato dal grave peso superiore alle sue forze: fu un momento di commozione generale. Ieri sera l’incontrai nel giardino e stetti con lui una mezz’ora, si parlò di voi ed è contentissimo di tale Congregazione per lo scopo così divino e benefico che s’è proposto: ha tanto gradito il vostro omaggio e le vostre preghiere e vi benedice paternamente.
La mia cella è proprio vicina a quella che abitò il Generale quando era novizio, cella che fu pure abitata prima che dal nuovo Generale, dal B. Valentino martire in Cina.
Tutti i religiosi di questo convento, nella professione, fanno anche il giuramento di andare, chiamati dall’obbedienza, nelle missioni.
Vi benedico e arrivederci presto.
P. L.
Testo in AL VI 278 (20)