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| P. Giocondo Pio Lorgna, O.P. Lettere collettive alle Imeldine IntraText CT - Lettura del testo |
6. (Livorno 21 ottobre 1919)
Mie buone figlie.
Questa mattina mi sono recato al celebre Santuario di Montenero ed ho celebrato la santa messa in modo specialissimo per tutte voi e per l’opera cara. Oh, la Vergine Santa vi benedica tutte e stenda sopra di voi il suo manto materno affinché cresciate sempre buone e meno indegne che sia possibile del cuore Eucaristico di Gesù.
Questa sera incomincerò i santi spirituali esercizi e di nuovo mi raccomando alle vostre preghiere perché riescano fruttuosi non
solo per le religiose ma anche per me.
L’Istituto dove mi trovo è bellissimo, possiede vari orti e una chiesetta che è un vero incanto. Potete immaginare come io pensi a voi e come sospiri il momento che voi pure possiate avere una casa più ampia e una cappella che v’innamori, anche con la sua bellezza artistica, maggiormente di Gesù. E come avere tutto questo?
Ora voi pensate a formare della vostra anima una abitazione carissima a Gesù e allora, non temete, egli penserà a voi e vi concederà tutto quello che piamente desiderate ed è necessario per lo sviluppo dell’opera eucaristica. Intanto contentiamoci della nostra povertà e ringraziamo il Signore che l’esordio sia così umile e provato con la croce: se l’opera non fosse incominciata così umile e povera e santificata dal dolore, si potrebbe temere che non piacesse a Gesù.
Crescete, o mie figlie, come vi vuole il Divino Amante; amate solo Lui e l’amore ardente che nutrite per Lui si riversi però anche tra di voi che siete le ostie sue e i suoi angeli adoratori.
Vi benedico
Fr. Giocondo
Testo in AL VI 270 (3)