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P. Giocondo Pio Lorgna, O.P.
Lettere collettive alle Imeldine

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8. (dopo l’inizio del 1920)

 

Mie care figlie. Ancora pochi giorni e poi avrete la bella fortuna, anzi la grazia grande, di fare i santi spirituali esercizi. Voi dovete già pregustare questa gioia ineffabile di tutte le anime veramente pie di passare alcuni giorni tutti per il Signore e per l’anima propria sospendendo tutte le altre azioni siano pure sante e innocenti.

La grazia, o mie figlie, che Gesù vi prepara è grande e quindi voi vi dovete disporre a riceverla il meno indegnamente possibile e con volontà di trarre grande profitto. E a questo fine io darò a voi quel consiglio che S. Bernardo dava ai suoi religiosi perché nella dolce solitudine di Chiaravalle rispondessero alla sublimità della loro vocazione. Egli diceva così: “Voi dovete entrare totalmente in questa solitudine; rimanere soli in essa e poi uscirne tutti trasformati”.

Voi, o mie figlie, a somiglianza dei cari figli di S. Bernardo, entrate totalmente nel santo ritiro “entrate toti” [= totalmente] cioè, con la mente per meditare le verità divine e applicarle ai vostri veri bisogni spirituali; entrare con la vostra volontà col fermo proposito di ritrarre dagli esercizi il frutto più copioso; entrare anche col vostro corpo affinché, mortificando i vostri sentimenti interni ed esterni, il corpo non impedisca il lavorio dell’anima, anzi l’assecondi ed agevoli.

Oh, pensate, o mie figlie, come Gesù nella Eucaristia è qui tutto, tutto per voi  ... Egli è entrato in questa casa del  Corpus


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Domini per attendere a voi, a ciascuna di voi, e voi non vorrete passare alcuni giorni per Lui, tutte per Lui?

Mie care figlie, S. Bernardo raccomandava ai suoi figli di rimanere soli ... manete soli. Durante l’altro tempo dell’anno dovete anche occuparvi delle anime, dei vostri cari bambini tanto cari a Gesù. Che bella missione educare queste animette per Gesù! Ebbene durante questi giorni anche azioni sì sante siano sospese, nessuna relazione col mondo, formate dentro e fuori di voi una dolce solitudine in cui possiate gustare la vostra intimità con Gesù.

Pensate, o mie figlie, come Gesù Ostia è solo in tanti Tabernacoli, quante chiese deserte lungo la giornata e durante la notte... ebbene Gesù rimane così solo per amore vostro e voi, per amore di Gesù, non amerete la solitudine dei giorni di ritiro anche se vi dovesse costare un qualche sacrificio? Oh! La solitudine del Tabernacolo vi renda cara la vostra solitudine, i giorni del santo ritiro: Gesù è qui solo per voi e voi state più sole per Lui.

Dovete poi uscire dagli esercizi tutte trasformate “exite alii”. “Uscite trasformati dalla vostra solitudine”, diceva S. Bernardo ai suoi figli, e questo grido d’amore paterno del caro santo, io pure lo rivolgo a voi.

Terminati gli esercizi se ne deve vedere il frutto. Trasformate, o mie figlie, la terra del vostro cuore, col togliervi tutte le erbe malvage che sono i vizi; trasformate il vostro cuore con l’inserire in esso, come in un giardino, i fiori più eletti della virtù. Trasformatevi tutte quante con l’apprendere sempre più la sublimità e bellezza della vostra vocazione.

Vedete Gesù come si trasforma per voi. Era Dio e si fa uomo, era Dio e uomo e si fa Eucaristia! ... Che trasformazioni! Iddio per venire a noi nasconde sotto i veli dell’umanità la sua gloria infinita, e per farsi Eucaristia, sotto i veli del pane, cela anche le sue umane perfezioni. Gesù era Dio e vedete, si è fatto un po’ di pane! E se Gesù tanto si è trasformato per voi, per venire a voi, e stare con voi, quanto ci dobbiamo trasformare noi per andare a Lui e vivere della vita di Lui!

Sì, togliamo dal nostro cuore tutte le imperfezioni, abbelliamo questi cuori della bellezza della virtù e allora quali trasformazioni


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non accadranno in noi! Diverremo anime veramente eucaristiche; Gesù formerà le sue delizie nel rimanere con noi, e noi nello stare con Lui; Egli sarà tutta la vita nostra e noi vivremo della vita di Lui; anche sulla terra incominceremo la vita del cielo perché la nostra mente, il nostro cuore, il nostro volere, saranno soltanto … (incompleta, n .r.).

P.L.

Testo in AL VI 284 (5)

 

 




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