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Antonio Balsemin
Sta sera ve conto…

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4          IL VIAGGIO DI DOMENICO A VICENZA*

 

Ai tempi di quando successe questa storia avevo, sì e no, dieci anni. Domenico era tozzo di statura e tarchiato. La gente affermava che era poco sveglio. Maria, sua moglie, non aveva portamento tale da attirare l'attenzione degli uomini ma, grazie al suo modo gentile di agire, riuscì a trovare un qualcuno per marito. Una mattina, di buon’ora, si recarono alla stazione detta ‘del Santo’ e dopo baci ed abbracci lui salì in treno e lei tornò a casa. Il nostro bravuomo affrontava questo viaggio perché doveva assolvere un voto fatto alla Madonna di Monte Berico. Espletato il tutto, con passo svelto ritornò alla stazione dei treni. Nonostante tutte le cose fossero state eseguite perfettamente lui soffriva un patema nel suo intimo. Alla fin fine si trattava della prima volta che andava, da solo, tanto lontano. Per essere pronto ad afferrare la maniglia del vagone si fermò sul limitare del binario da dove pensava sarebbe partito il treno. Quantunque fosse stanco rimase in piedi, nonostante i polpacci pulsassero violentemente, le gambe lo reggessero a stento e i piedi gli dolessero. Poco meno di un’ora dopo, l’altoparlante emette quest’annuncio: “È in partenza dal primo binario il treno per Valdagno - Recoaro; per Chiampo si cambia a S. Vitale”. Trascorsa un’altra ora il megafono rilancia la medesima frase. Per il nostro Domenico, l’attesa iniziava a farsi lancinante. Per darsi coraggio ripeteva fra se stesso: “Abbi fede, Domenico. Per Bacco, alla fine diranno il nome di Arzignano! Caspita, è un paese grande! Vuoi che oggi non passi proprio alcuno che conosco”? Dopo altre quattro ore e quattro annunci dell’altoparlante egli si sedette sopra una panchina perché la schiena sembrava gli si stesse spezzando. Con il passare del tempo imbruniva e la notte stendeva il suo mantello nero su ogni cosa. L’altoparlante declamava un altro annuncio, però, con una precisazione: “È in partenza dal primo binario l’ultimo treno per Valdagno - Recoaro; per Chiampo si cambia a S.Vitale”. Domenico lo aveva ascoltato con le orecchie ben tese mentre il cuore impazziva. La parola 'ultimo' fu una pallottola in petto. Come avrebbe potuto fare ritorno a casa poiché, neppure questa volta, quella specie di tromba aveva nominato il nome di Arzignano? Preso da gran panico formulò una supplica alla patrona del suo paese, Santa Rosia, implorando: “Ti prego, aiutami tu, che sei una Santa potente”! Ed ecco il miracolo. Dalla porta principale della stazione stava entrando, di corsa, don Plinio di Castello. Domenico gli corre incontro gridando: “Don Plinio, aiutatemi voi!  Sta partendo l’ultimo treno e non hanno mai detto, neppure una volta, il nome di Arzignano”. Don Plinio: “Corri, Domenico, seguimi. Se non ti muovi velocemente, mi farai perdere il treno anche a me”! Per un pelo riuscirono a salire sul vagone. Cessata la convulsione, inizia il dialogo il nostro Domenico: “Ma, don Plinio, mi dica: che storia è mai questa che non hanno mai detto, neppure una volta, il nome di Arzignano”? Il reverendo, con santa pazienza, gli spiegava che la stazione di Arzignano è una fermata intermedia e i passeggeri, che andavano , a S. Vitale, dovevano scendere e salire su di un altro treno, quello che porta e termina a Chiampo. Precisava: “Alla stazione di Vicenza si nominano soltanto i capilinea dei treni in partenza e non tutti i nomi delle stazioni inferiori. Hai capito, caro Domenico”? Vedendo che il compaesano non smetteva di formulare altre domande, per acquietarlo, concludeva: “Ti racconterò dettagliatamente un’altra volta”. Il Domenico si sedette rassegnato sul proprio sedile, ma il suo cervello era tutto sottosopra. Prima che il viaggio si concludesse egli aveva elaborato due decisioni:

-         una: in caso di necessità di non far mai più voti alla Madonna del Monte1 , non perché non fosse stata accordante, ma perché il santuario si trovava troppo lontano;

-         due: di non spostarsi mai più dal suo paesetto natio!

 

 

 




* Episodio raccontatomi dallo stesso protagonista.

 



1 Madonna del Monte. Così era denominato per antonomasia, anche nel fuori vicentino, il celeberrimo santuario mariano posto in ottima posizione all’inizio dei Colli Bèrici, immediatamente soprastante la città di Vicenza.






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