Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Antonio Balsemin
Sta sera ve conto…

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

10        LE MANDIBOLE DEI MAIALI*

 

Quanti ricordi tristi e quanti belli, questi e quelli ormai passati. Essi, però, sono vivi nella mia memoria: gente, cose, luoghi, animali, piante, fiori, colori, sapori, profumi, musiche, amori e delusioni! Ho avuto un’educazione lineare, paesana, religiosa. Persone e situazioni di vita, esempi, massime, contatti, istruzione, modi di dire e di fare, il tutto sempre avvolto nella semplicità, senza sogni di potere e di ricchezze. Nel rovistare nella memoria, guardate un po’ che cosa, adesso, mi è balenato nella mente, come se avessi acceso, con il pulsante, la televisione: le mascelle dei maiali!

Gli sfortunati (i maiali), che furono macellati a suo tempo per fare salami, cotechini e salsicce, sono sopravvissuti alla loro morte cruenta nella testimonianza delle proprie ganasce tenute scrupolosamente in serbo dagli uomini nei luoghi ventilati ed asciutti. All’interno del portico della casa della nonna, si stipavano molte cose e, soprattutto, erano custoditi gli attrezzi, che si usavano nei lavori dei campi. Gli utensili dovevano stare all’asciutto, al coperto, vigilati e, così ben preservati, potessero durare a lungo. Fra le tante cose piccole e grandi sistemate al suolo o che stavano inchiodate ai muri vi era appesa alle travi e travicelli del tetto del portico una nutrita quantità di mascelle di maiale che ciondolavano, bianchissime, con la loro fila di denti in vista. Pencolavano legate ad un filo di robusto spago e, quando soffiava il vento, oscillavano. Facevano impressione! Tutti, signorotti o poveri, custodivano gelosamente le mandibole perché era ritenuto verissimo che il midollo degli ossi di maiale risanassero miracolosamente le parti tumefatte. Il midollo di maiale era stimato, se non l’unico, il migliore medicamento per quando qualcuno si contundeva violentemente ed il livido appariva di colore tra il rosso e il violaceo scuro (tanè) a conseguenza del sangue riversatosi nei tessuti. Così, quando serviva, si rompeva la parte più grossa della ganascia con un martello pesante. Si raccoglieva, con cura, il midollo e si ammorbidiva con un cucchiaio d’olio d’oliva intiepidito. Quindi si spargeva lievemente quest’emulsione sopra la parte offesa. Dopo si fasciava il tutto con un pezzo di stoffa (di solito si usava una striscia di lenzuolo strappato) fermando il tutto con della garza o con una linguetta stretta a nodo con asola per poterla poi agevolmente sciogliere. Prima abbattuto il porcello, dopo mangiati i prosciutti e le salsicce, di seguito frantumata la mandibola ed unta la parte dolente, al povero cristiano contuso non gli rimaneva nient’altro se non di aspettare che il tempodoctor optimus’ facesse il suo corso naturale, con santa pazienza, fino al momento della guarigione completa, sognando, intanto, di sostituire con una mascellafresca fresca’ quella vecchia, ormai usata fino all’ultimo!

 

 




* Cose vere - oggi impensabili - di un tempo e non molto lontano.






Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License