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Antonio Balsemin
Sta sera ve conto…

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14        LA CASSAPANCA IN PIÙ*

 

Nel salone della mia casa di campagna, a Corchiano1 , fa la sua bella figura la cassapanca, che mio padre portò in più, rispetto alla dote, così come era abitudine, per tradizione, di fare a quei tempi. La conservo più per affetto che per il valore. La cassapanca mi ricorda, sempre, il loro matrimonio. Non conosco bene come si suddividessero le masserizie: i materassi, le lenzuola, le coperte, le reti, le testate del letto, l’armadio, i comò, gli sgabelli ecc. (quali toccassero all'uomo e quali alla donna). Se non sbaglio, mi pare che qualcosa doveva essere dato in dono dai compari. Mio padre era abile falegname e, così, egli poté fare per regalo, in soprappiù della dote tradizionale, una bella cassapanca di legno di pioppo, con il suo coperchio ribaltabile. Essa era fornita di serratura con lo scrocco a giro doppio. Il papà era un artista nel suo lavoro e, siccome il legno era di poco valore, lo verniciò con dei pennelli appositi, servendosi di due colori: marron chiaro e marron scuro. A lavoro eseguito, l’occhio vedeva, bene evidenziate, delle appariscenti venature come se fossero quelle di legno pregiato. Tutta la famiglia andò avanti, per una vita, con il corredo della dote del 'bianco' conservato all’interno di questa cassapanca. Trascorsi e cambiati i tempi, quando arrivò l'ora di spartire l'eredità, dentro questa cassapanca vi si trovarono, fra le tante altre cose messe in bell’ordine, le fasce per gli infanti. Queste erano ricamate ed erano di colore rosa ed azzurro. Esse erano arrotolate molto strettamente e volevano essere un regalo che, la ‘nonna Annetta’, aveva pensato di offrire per far crescere bene i suoi nipotini. A quei tempi era costume fasciare, con più giri, le gracili gambe e il piccolo corpo dei neonati. Tutte le comari e le levatrici raccomandavano, alle giovani mamme, di fasciare strettamente le creature affinché si sviluppassero perfettamente ed in particolare, da grandi, avessero le gambe ben diritte. Alle volte passo vicino a questo caro mobile e, quando qualche volta lo apro (perché lo adopero), mi vengono alla mente i tempi di me bambino e vedo la mamma aprirlo con i suoi capelli nerissimi (raccolti a crocchia, ben fermi nel dietro la nuca) e con gli occhi belli come il sole!

 

 




* Regalo extra la dote tradizionale.

 



1 Corchiano (piccolo paese in provincia de Viterbo).






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