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Antonio Balsemin
Desso ve conto…

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4          CHE COSA è UN MAUSOLEO?*

  

Tanti, ma tanti anni orsono, in un’isola viveva un re ed una regina, che si volevano tanto, ma tanto bene. Il re si chiamava Mausolo, la regina Artemisia e l’isola Caria.1/*   In quell’isola tutti vivevano felici e contenti e più felici e contenti erano i due regnanti.

Si sa, tutte le cose cominciano, tutte le cose finiscono e, disgraziatamente, a finire sempre troppo in fretta sono le situazioni più belle. Questa coppia di sposi ben affiatata era il vanto del loro popolo e la meraviglia di tutte le popolazioni circostanti. Un brutto giorno, però, il re morì e la regina, poverina, cadde in una profonda costernazione. A quei tempi era uso cremare i morti e così fece la regina, che, poi, con molta cura raccolse le ceneri e le depositò all’interno di un cofanetto d’oro massiccio. L’Artemisia, con il desiderio di far vivere il suo Mausolo in se medesima, ogni giorno prendeva una punta di cucchiaino di queste ceneri e le mescolava ad un po’ di vino versato in una coppa di cristallo. Ad un dato momento queste ceneri terminarono e lei, volendo a tutti i costi costruire un qualcosa, che immortalasse il suo sposo in eterno, pensò di fargli erigere un sepolcro talmente imponente che più monumentale non si sarebbe potuto edificare. La regina chiamò da tutto il suo regno, dai regni confinanti e anche da quelli remoti, i più valenti artisti ed impartì ordini affinché fosse eretta una tomba così magnifica che nessun’altra costruzione in futuro avrebbe potuto superare. I più capaci architetti, ingegneri, pittori, scalpellini, artigiani ecc. si misero di gran lena all’opera e in pochi anni fu eretta una costruzione talmente fantastica che la gente diceva: “È una delle sette meraviglie del mondo”. Ognuno, quando guardava questa stupefacente costruzione, diceva: “Che spettacolare tomba l’Artemisia ha fatto innalzare per il suo Mausolo!” Uno formulava questo pensiero dentro di sé, un altro lo diceva a chi gli stava accanto e così via. Ora, siccome la gente veniva anche da molto lontano ed aveva contatti con razze e lingue differenti, nonostante tutta la buona volontà per farsi capire, alla fine, dai e dai, prese il sopravvento la sola parolaMausolo’. Tutti volevano almeno una volta nella loro vita andare a vedere la tomba di Mausolo e quando la gente si incontrava per la strada si salutava e chiedeva: “Dove vai?” “Vado alla tomba di Mausolo”, vale a dire: “Vado al ‘mausoleo’”. Con il passare dei tempi, vuoi per evoluzione, o per storpiamento, o per combinazione, quando la gente (da viva) vuole erigersi una grandiosa tomba ha preso il modo di dire: “Voglio costruirmi un mausoleo”. Sono tante le persone che, quando si trovano di fronte ad una tomba straordinaria non pensano neppure per sogno di dire: “Che bella tomba” ma dicono: “Che bel mausoleo”. Prova ne sia che ognuno quando si trova di fronte alla tomba dell’imperatore Adriano (Adriani mausoleum2), spontaneamente dice: “Che bel MAUSOLEO si è fatto erigere l’imperatore Adriano”! 

  

 

 

 




* Fatto e nomi trovati leggendo5000 PROVERBI E MOTTI LATINI, L. De Mauri, HOEPLI, pag. 378.

      ‘Sepulcrum Caricum’. (Erasmo, p. 1008) ”.



1/* Il fatto com'è da me riportato corrisponde solamente in parte a verità storica. Il mio scrivere vorrebbe essere solamente un libero dialogare fantasticato ed uno spunto per dimostrare che il ‘dialetto vèneto’ ha pari opportunità espressive come la ‘lingua italiana’.



2ADRIANI MAUSOLEUM’ = Il mausoleo di Adriano. Detta grandiosa costruzione fu iniziata intorno al 130 d. C. e terminata da Antonino Pio nel 139. Esso fu costruito dall’imperatore Adriano quale tomba per sé e per i suoi familiari. L’ultimo imperatore ad esservi sepolto fu Caracalla, nel 217. Il mausoleo era formato da un poderoso corpo cilindrico (alto m. 21) con un diametro di m. 64 ed aveva un recinto quadrangolare completamente rivestito di marmo. Oggi è generalmente conosciuto come CASTEL SANT’ANGELO. Per offrire un comodo accesso al mausoleo, Adriano fece costruire un nuovo ponte che, dal suo nome di famiglia, fu chiamatoPons Elius” (130 – 134 d. C.).

Aggiunta.  Dopo l’unificazione d’Italia (1870), nel periodo del governo piemontese, nel realizzare l’allora piano urbanistico di ‘ROMA CAPITALE’ fra le altre opere, (nel 18851888), a Roma fu ‘imbragato’ il Tevere, vale a dire, furono costruiti gli argini, dettimuraglioni’. Nel luogo antistante la ‘mole adrianea’, per poter realizzare i ‘lungotevere’ (lung. Vaticano e lung. Castello e, dall’altra partelung. degli Altoviti e lung. Tor di nona) furono interrate le due arcate di testa del ponte.






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