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| Antonio Balsemin Desso ve conto… IntraText CT - Lettura del testo |
21 LA PIOGGIA, IL SOLE E IL DIAVOLO*
Di proverbi e detti ce ne sono tanti, ma proprio tanti. Qualcuno t'insegna cose utili, qualcuno ti fa sorridere, qualcuno pronostica come si svolgerà il tempo di domani e di dopo domani, qualcuno come andranno i tuoi affari, qualcuno come destreggiarsi per ricavare più danaro, qualcuno a quali artifici ricorrere per fare innamorare una donna o un uomo e così via. C’è chi non vuole proseguire per la strada, che sta percorrendo, perché attraversata, prima di lui e innanzi a lui, da un gatto nero, c’è chi non vuole passare sotto di una scala, c’è chi non vuole dar mano ad alcunché il venerdì o il giorno 17. C’è chi si dispera se ha rotto uno specchio, c’è chi impreca se la prima persona nella quale s’imbatte, il primo giorno dell’anno, è una donna, c’è chi ritorna sui suoi passi se s’imbatte per la strada con quattro suore e così via. Bene, chi più ne ha, più ne metta! Un detto che, almeno dalle mie parti e per noi ragazzini dei tempi miei era tenuto in conto di verità sacrosanta, era quello che, se pioveva e splendeva il sole contemporaneamente, significava che il diavolo si stava pettinando. Queste situazioni accadevano di rado e più di sovente in primavera o in autunno quando il tempo è variabile, sereno, piovoso, tempestoso, burrascoso, ventoso ecc. . Era possibile che in qualcuna di queste combinazioni d'intemperie rifulgesse anche l’arcobaleno ed allora si vedeva quello che di più strano poteva accadere. Ricordo perfettamente che, quando avvenivano contemporaneamente questi accadimenti naturali, gli adulti dicevano a noi bambini: “Accidenti! Vedete? Il diavolo si sta pettinando”. “Come fa”? “Come gli uomini”. “Perché si pettina”? “Per farsi bello”. “E perché mai si fa bello”? “Per distrarre ed ingannare i cristiani”. “Dove si trova”? “Ahi! Non potrete mai vederlo”. “E perché”? “Perché è uno spirito”. “Ma noi vogliamo vederlo”. “Non vi sarà mai possibile”. “Perché”? “Perché è astuto e si occulta dietro le nuvole”. “Siete sicuri”? “Altroché! Siatene certi: quando piove e splende il sole è l’avviso che il diavolo si sta pettinando”! Allora noi bambini, fossimo stati in tre, dieci, venti, ci mettevamo a saltare il più rapidamente e il più alto che ognuno potesse, buttando in alto le braccia, sgolandosi a tutto fiato e replicando di continuo questa cantilena: “Il diavolo si pettina.., il diavolo si pettina.., il diavolo si pettina.., il diav...”ed era ripetuta con cadenza ossessionate fino a quando questo fenomeno particolare non avesse avuto termine. Di tanto in tanto ci si fermava così da poter far al diavolo la linguaccia, spingendola completamente all’infuori e, anche, ognuno poneva le sue mani aperte con le dita rivolte all’insù subito dietro le proprie orecchie per far dispetto al diavolo e per dimostrargli che lui aveva le orecchie da asino. Trascorsi quei cinque minuti di sarabanda, tutti restavamo con la gola secca, arrossata a furia d'urlare, con il pizzicore alla faringe, la voce rauca, il viso accalorato e ci si trovava tutti in un bagno di sudore. Per calmarsi e riprendere forze si correva difilati alla pompa a mano, che si trovava nell’aia e si pompava acqua a volontà cercando, così, di riprendere le energie perdute. Quei fatti lì, per noi ragazzi di allora, erano divertenti avvenimenti straordinari ed erano motivo per gareggiare nei salti più alti e nelle grida più forti. Colui che era l’ultimo a smettere di dileggiare il diavolo era proclamato come il più bravo.
Mamma mia, i tempi e la mentalità dei giovani d'oggi sono cambiati a tal punto che, se si raccontassero questi fatti da due soldi, ti potrebbero mettere in ridicolo! Sapete, in barba al diavolo, che cosa vi dico chiaro e tondo? Non mi dispiace per nulla di essere nato quando sono nato, perché porto con me un sacco ed una sporta di fatti belli e ‘storielle’ vissute a contatto con la terra e gli animali. In fin fine, anche se mi compatisco un tantino per questi semplici giochi, che di più alla buona non può esserci, posso affermare che avevo pochi grilli per la testa ed... ero tranquillo e sereno!