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| S. Chiara d'Assisi Regola IntraText CT - Lettura del testo |
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CAPITOLO 8 (Che le sorelle non si approprino di nulla; (1) Le sorelle non si approprino nulla, né casa, né luogo, né alcunché. (2) E come pellegrine e forestiere in questo mondo, servendo il Signore in povertà e umiltà, mandino con fiducia per l'elemosina, (3) né devono vergognarsi, perché il Signore per noi si fece povero in questo mondo. (4) Questo è il vertice dell'altissima povertà, che vi ha istituite, carissime sorelle mie, eredi e regine del regno dei cieli, vi ha fatte povere di cose, vi ha sublimate in virtù. (5) Questa sia la vostra porzione, quella che conduce nella terra dei viventi. (6) Totalmente attaccate ad essa, dilette sorelle, per il nome di nostro Signore Gesù Cristo e della sua santissima madre, non vogliate avere altro in perpetuo sotto il cielo. (7) Non sia lecito a nessuna sorella mandare lettere o ricevere qualche cosa o dare fuori del monastero, senza la licenza dell'abbadessa. (8) Né sia lecito avere checchessia che non avesse donato o permesso l'abbadessa glielo faccia dare. (10) Questa poi, se ha bisogno, ne possa usare; altrimenti ne faccia parte caritatevolmente con la sorella che ne ha bisogno. (11) Ma se le viene trasmesso qualche denaro, l'abbadessa, con il consiglio delle discrete, la faccia provvedere delle cose di cui ha bisogno. (12) Riguardo alle sorelle inferme, l'abbadessa sia fermamente tenuta a informarsi sollecitamente da sé e per mezzo delle altre sorelle, di ciò che richiede la loro infermità, tanto nei consigli che nei cibi e nelle altre necessità (13) e provvedervi caritatevolmente e misericorsiosamente, secondo la possibilità del luogo. (14) Poiché tutte sono tenute a provvedere e a servire le sorelle inferme, come vorrebbero essere servite esse stesse se fossero prese da qualche infermità. (15) Tranquillamente manifesti l'una all'altra la propria necessità. (16) E se la madre ama e nutre la figlia sua carnale, con quanto maggiore amore deve la sorella amare e nutrire la sua sorella spirituale? (17) Quelle che sono inferme giacciano in sacchi con paglie e abbiano alla testa guanciali con piuma; (18) e quelle che ne hanno bisogno, possano ciascuna rispondere brevemente alcune buone parole a quelli che loro parlano. (20) Ma le altre sorelle che ne hanno licenza non osino parlare a chi entra in monastero, se non in presenza di due sorelle discrete che odano, assegnate all'abbadessa o dalla sua vicaria.(21) Questo modo del parlare siano tenute a osservarlo per se stesse l'abbadessa e la sua vicaria.
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