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| Anonimo Admeto IntraText CT - Lettura del testo |
ORINDO
Consolati, Signor, ecco che viene Alceste
la Regina col suo aspetto al temprar del
cor le pene.
ALCESTE
Sire, mio Re, mio ben, mio sposo!
ADMETO
Oh, duolo tormentoso! Soccorretemi, oh Dei!
ALCESTE
Son i martiri tuoi tormenti miei. Soccorri,
Apoll', soccorri all'acerbe mie pene!
Tu che tra' Numi solo, fisico immortal sei,
sana il mio duolo!
LA STATUA
(APOLLO)
Risanarti non puoi, se alcun per te non muore
de' più prossimi tuoi.
ALCESTE
Deh, rallegati, Admeto! Già che per me
la sorte apre alla tua salute il ciel le porte.
ADMETO
Sen' lasci al ciel la cura, e non si tema.
(Si addormenta.)
ALCESTE
Ti acqueta! Chiuse ha il Rè le palpebre in
dolce oblio. Vi sarà chi per te morrà, ben mio.
Luci care, addio, posate!
Stelle amate,
Sì, dormite,
Né stupite
Risvegliate che sarete
Se voi più non mi vedrete!
Ci vedremo negli Elisi,
E divisi
Torneremo a riunirsi
Col fruirsi
Fra quell'anime beate,
Luci care, addio, posate.