| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Anonimo Admeto IntraText CT - Lettura del testo |
Trasimede col ritratto di Antigona in mano,
e Cacciatori, che lo seguono.
TRASIMEDE
Cara Antigona amata, dal pennello animata,
ad onta della morte, io pur t'adoro.
MERASPE
Di te il principe acceso? Buon mezzo affè
per introdurti in corte.
MERASPE
T'assista amica sorte.
(Si avanzano.)
TRASIMEDE
Ahimè! Numi! Che miro? Di costei nel
sembiante stupefatto ravviso d'Antigona
l'immago, e il proprio viso.
TRASIMEDE
Tu, dunque vivi, Antigona, mia vita, sospirato
mio ben, mio cor, mia luce?
ANTIGONA
Che vaneggi, Signor? Non ti conosco: di
questo folto bosco provera abitatrice, figlia
son io di quel pastor, che miri.
TRASIMEDE
Più che le luci affiso,
in quel tuo vago viso ingannato ne resto.
ANTIGONA
Signor, qual tu ti sia?
ANTIGONA
E come tal t'inchino.
TRASIMEDE
Questi ossequi ricuso da te Antigona mia.
Lasso! Che dico! Scusami, pastorella,
io son deluso. Qual è dunque il tuo nome?
TRASIMEDE
E tu?
TRASIMEDE
Già che avezza tu sei a trattar con le piante,
se col tuo genitore alla corte verrai,
tu del giardin real l'assunto avrai.
MERASPE
Figlia, non ricusar sì buon partito.
TRASIMEDE
(ad uno de' suoi seguaci, il quale parte.)
E tu raccogli in tanto
gli sparsi cacciatori qui d'intorno
chè alla Reggia io ritorno.
MERASPE
Signor, se quindi parti
sarem tosto alla Reggia ad inchinarti.
TRASIMEDE
Se l'arco avessi e i strali,
direi che in forma umana
Venuta sia Diana
Al saettar le belve.
Se non, dimmi, mortali
O bella Ninfa i lumi,
Se nacquero fra i Numi,
O pur fra queste selve.
(Parte.)