| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Anonimo Admeto IntraText CT - Lettura del testo |
Inferno, nel quale si vede Alceste incatenata
ad un sasso, e tormentata da due Furie. Si apre
la Scena al
suono di orrida Sinfonia.
ERCOLE (con Clava, che conduce Cerbero
incatenato.)
In van ti scuoti, in vano,
Chiudi nelle tue gole i rei latrati;
imprigiona i tuoi fiati nell'ingordo tuo
ventre! In questi sassi, tra due ferri,
io t'incateno i passi.
(Getta Cerbero nella voragine dalla quale forte quantità di fumo, e
fiamme.)
ALCESTE
Pietà de' miei tormenti.
ERCOLE
Per te discesi in queste soglie ardenti.
Segue la Sinfonia;
Ercole discende nella
voragine, percuote con la clava le Furie, che
tormentavano Alceste, le quali impaurite
fuggono a volo per l'aria, e la conduce fuori
dell'inferno, facendola montar seco per le
rupi; si chiude la gola, e poi così
tardamente sparisce.
ERCOLE
Ecco Alceste spezzati
i tartarei legami,
seguimi, se tu brami
da sì tristo soggiorno
ritornar ravvivata ai rai del giorno.
Del supremo Tonante mio genitor
quest'è l'alto decreto,
perchè Alceste ritorni al Rege Admeto.
ERCOLE
Regina liberata,
ritorniamo al tuo sposo.
ALCESTE
Dalla morte alla vita io son rinata.
Quanto godrà
Allor che mi vedrà,
L'amato sposo mio,
Il caro ben.
Sò che dirà,
Mio dolce e bel desio,
Idolo del cor mio,
Ti stringo al sen.
(Partono.)