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| Anonimo Admeto IntraText CT - Lettura del testo |
Mentre Admeto vuol partire, viene da
Ercole incontrato.
ERCOLE
Dalla Reggia dell'ombre
ritornato alla luce, a te m'inchino.
ADMETO
Tra le braccia ti accolgo;
e qual novella d'Alceste mia m'arrechi?
ERCOLE
Tra gli orrori più cechi
dell'impero Tartareo il piè portai;
ma tra quell'ombre invano
Alceste tua cercai.
Fra l'alme a Giove amiche goder
deve gli Elisi, ove il Tonante,
a me negando il passo, non mi permesse
il poter gir più innante.
ADMETO
Cara Antigona mia,
pugnano a tuo favore il ciel,
la sorte e amore.
ERCOLE
Par che nulla si turbi al finto avviso.
ADMETO
Grazie ti rendo, Alcide,
di quanto per me oprasti;
il tuo invitto valor sempre ammirai
e appresso tante illustri
tue famose fatiche anco
aggiungere di più questa potrai.
(Parte.)
ERCOLE
Parte il Re, nè rimiro
segno alcun di tristezza in lui
raccolto; nè pure un sol sospiro
trasse al mio dir, nè si turbò nel volto.
Che vicende son queste?
Ah! con ragion vive gelosa Alceste.
Amor è un tiranno,
Che ai sensi fa guerra,
Passente gli atterra
Per vaga beltà.
Aggiunge all'affanno
Geloso tormento,
E un solo contento
Già mai non le dà.
(Parte.)