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Platone
L'Alcibiade

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


abbac-impre | incon-tocca | tocch-zoroa

     Capitolo
501 XV | se avesse egli a andare incontro ad atleti; ma dacché ei 502 XV | generoso giovane! o com'ella è indegna cosa dell'idea della tua 503 XXI | consigliare, a che mai s'indirizza ella?~ALCIBIADE A governare 504 XI | XI.~ ~SOCRATE Ché indovino sei. Di' a me ora: affermi 505 XIII | questi cotali ignoranti sono infallibili in vita loro, però ch'ei 506 XXX | ricco si può liberare dalla infelicità, ma sì colui che è savio.~ 507 XX | ALCIBIADE Sì.~SOCRATE Uomini infermi?~ALCIBIADE No.~SOCRATE Ma 508 XXX | repubblica? Figurati un infermo che possa far ciò di che 509 | infra 510 XXIII | vo' che molte volte ci s'inganni da noi, non curando noi 511 V | quali?~ALCIBIADE Io, sì: che inganno ci fu fatto, violenza, ruberia.~ 512 XVII | specialmente cura al fanciullo, e ingegnarsi che diventi quanto può bellissimo, 513 XV | supererò di molto per lo ingegno.~SOCRATE Oh che è quel che 514 XXX | lo contrario adoperando ingiustamente e riguardando dove non 515 VIII | iniqui uomini, giuste o inique cose, il popolo ti par d' 516 V | contro a chi adopera con iniquità, o con giustizia?~ALCIBIADE 517 VI | discernere il giusto e l'iniquo. Or chi è egli? me lo di',' 518 | innanzi 519 XI | chiaro.~SOCRATE E mala cosa è inquantoché arreca male, cioè morte?~ 520 VII | possiam lodare a ragione l'insegnamento suo, o generoso giovine.~ 521 VII | O che non è atto egli a insegnare?~SOCRATE Ma né anche come 522 XIV | sarai però atto anche tu a insegnarle a un altro?~ALCIBIADE Sì.~ 523 VII | insegnar quel che è da meno, insegnerà quello ch'è da piú?~ALCIBIADE 524 XXI | qual scienza tu di' che insegni governare quei che in civile 525 XXXI | prender cura della virtú insin da ora.~SOCRATE Perseverassi! 526 | intanto 527 XXVIII| se parte è dell'anima piú intellettiva di quella della quale è 528 XXVIII| quale è propria cosa avere intellezione e scienza?~ALCIBIADE No.~ 529 XXVIII| ciò ch'è divino, Iddio e l'Intelligenza, si conoscerebbe perfettamente 530 XIII | o amico, è, che tu non intendendoti della cosa, non credi che 531 XIX | SOCRATE Ché s'anderebbe agl'intendenti de' cavalli.~ALCIBIADE Sì.~ 532 IX | giusto e ingiusto non se ne intendeva Alcibiade, il bel giovane, 533 XXX | che gli vien voglia, senza intendimento di medico che, non gastighi 534 II | desideri conoscere la mia intenzione, come dici; e io ti parlerò 535 XXV | l'altra insieme; questo intero che qui.~ALCIBIADE E che 536 XII | proprio strano, ché, te interrogante, le cose mi appariscono 537 XXVII | Iddii, che non si sia noi inteso che voglia dire quell'iscrizione 538 XXX | virtú di nocchiero, non intravvedi tu ciò che a lui succederebbe 539 XVII | dette a pedagogo il piú inutile dei suoi servi (era tanto 540 XVIII | giovine, ubbidisci a me e all'iscrizion di Delfo: conosciti; perché 541 XIV | Pitodoro, il figliuolo d'Isoloco, e di Callia, il figliuol 542 XVIII | abbondosa, camminando per ispazio d'una giornata, la quale 543 XXVIII| di quell'occhio, come in ispecchio: e questa parvenza la diciam 544 XV | divenire miglior di loro, ispiandoli, e esercitandoti contro 545 XVIII | degli Elleni; ma di quelli istessi poi il piú ricco è il Re. 546 XVIII | niuno altro modo, che per istudio, e arte. E se ti manca questo, 547 XVIII | Erchia neanco ne ha trecento iugeri -; maravigliando direbbe 548 | IV 549 | IX 550 XVIII | essi. E mi penso che la Lampido, la figliuola di Leotichide, 551 XXII | moglie nel lavorio della lana? lui che non ne sa, con 552 XI | valore? a qual patto te ne lasceresti privare tu?~ALCIBIADE Non 553 XXVII | ateniese e non peggiori, non ti lascerò io: perocché io ho paura 554 II | vuoi, che speri, ché non mi lasci avere riposo e, dove che 555 XXIV | Parli diritto.~SOCRATE Ma lascia stare, per Giove. Con chi 556 X | ingiusto; l'è cosa chiara e la lascian , e abbadan solo a quello 557 XXVII | E la cura de' corpi è da lasciare ad altri, e delle ricchezze.~ 558 XVII | il piú temperante, a non lasciarsi signoreggiare da nessun 559 II | speranza, io credo non mi lasciasse l'Iddio ragionar teco, perché 560 I | perché da meno, si son lasciati tiranneggiare quelli: lo 561 I | Santippo, il quale tuo padre lasciò tutore a te e a tuo fratello; 562 XVIII | fede, un di quelli andati lassú al Re, il quale raccontò 563 XXXI | non mi veda sempre al tuo lato.~SOCRATE O generoso! Così 564 XIX | mantelli non è poi stolto il lavoratore di cuoio?~ALCIBIADE Sì.~ 565 XXVI | Ce ne vuole dunque che i lavoratori della terra, e gli altri 566 V | sarebbe cosa non secondo legge, pare.~ALCIBIADE No: e non 567 XV | pensi mostrare alcuna tua leggiadra opera di te degna e della 568 XVIII | d'Esopo disse la volpe al leone: dei denari ch'entrano nella 569 XVIII | Lampido, la figliuola di Leotichide, moglie di Archidamo e madre 570 XXIV | fora con trincetti e con lesina e con altri istrumenti.~ 571 XII | vede!~SOCRATE Se dunque si leva su alcuno a dare consiglio 572 II | conoscerai da questo se ti ho mai levato occhi d'addosso. Io credo 573 IV | modo le lettere, forse ti leveresti su allora, per consigliarli?~ 574 IV | Ateniesi perché tu a ragione ti levi su a dar tuoi consigli?~ 575 XXX | colui che è ricco si può liberare dalla infelicità, ma sì 576 IV | quando sui modi di toccar la lira?~ALCIBIADE Né anche per 577 VII | davvero il popolo, e possiam lodare a ragione l'insegnamento 578 X | prima come vesticciuole logore da disdegnare e da gittare 579 XVII | avversarii, se non fosse lunga cosa; ma questo basta perché 580 III | fare un di quei discorsi lunghi che tu sei solito stare 581 XVI | barbareggianti, venuti per lusingare la città non per governarla. 582 | maggiori 583 XVII | Dei quali uno insegna la magia di Zoroastro, figlio di 584 XVIII | amorevolezza de' Lacedemoni, alla magnanimità, alla compostezza, alla 585 XXVII | maschera, il popolo del magnanimo Eritteo; ma convien rimirarlo 586 II | SOCRATE E' sarebbe ora. Malagevol cosa certo è a un che ama, 587 XXIII | male a cinquant'anni, era malegevol la cura; or tu sei proprio 588 XI | queste essere bonissime, e malissime quelle?~ALCIBIADE Io, Sì.~ 589 XXX | felici.~ALCIBIADE Sicuro mallevadore sei tu.~SOCRATE Per lo contrario 590 XXX | adoperando, io vo' far a voi mallevadoria che voi sarete felici.~ALCIBIADE 591 XI | no?~ALCIBIADE Sì.~SOCRATE Malo poi, quanto alle ferite 592 XVIII | E se ti manca questo, ti mancherà altresì ogni rinomanza fra 593 VIII | con gli altri?~ALCIBIADE Manco per idea, per Giove.~SOCRATE 594 VII | alcuno coteste cose, non manderemo lui a scuola dal popolo, 595 V | Questo meglio è di quello, a mangiarlo ora, a mangiarne tanto -; 596 V | quello, a mangiarlo ora, a mangiarne tanto -; se ti domandasse 597 XVIII | Lacedemonia le vestigia son manifeste, che elle son volte in ; 598 XXVI | pare.~SOCRATE E però arti manovali e umili paion coteste, non 599 I | di Clinia, credo che ti maravigli ch'io primo tuo amatore, 600 XVIII | ne ha trecento iugeri -; maravigliando direbbe ella: - E in che 601 I | però intendo come ti abbi a maravigliare e abbi a dire entro te medesimo: « 602 XIX | Né anche.~SOCRATE Ché ai marinai s'anderebbe.~ALCIBIADE Sì.~ 603 XIX | SOCRATE E di' tu quelle marinaresche?~ALCIBIADE Né anche.~SOCRATE 604 XXVII | Perché egli ha sul viso bella maschera, il popolo del magnanimo 605 XV | della città mi par gente materiale, salvo pochi.~SOCRATE Or 606 XVII | bellissimo, formandogli le membra e raddrizzandogliele: e 607 XVII | s'e' ti paiano essere di men gentil schiatta i Re de' 608 XXVII | voglia dire quell'iscrizione mentovata dianzi; e pur ella dice 609 XVIII | gli è assai -); penso che, meravigliandosi, ella dimanderebbe: - E 610 XVIII | quello ch'essi hanno si meraviglierebbe anche lei, se tu hai in 611 XVIII | essi hanno di loro e de' Messeni non vincano quelle di qua 612 XVIII | armenti che pascolano per Messenia. Ma lascio stare; certo 613 XI | bello in quanto che un si mette a salvare quelli che dee 614 IX | adunanza egli era in sul mettersi a dar consiglio agli Ateniesi 615 XIII | tu questo?~SOCRATE Non ci mettiamo noi allora a fare, quando 616 XVI | dirizzi gli occhi, i quali metton mano nelle cose del comune 617 XVI | no, o buon giovane; sì a Midia, l'allevator di quaglie, 618 XX | naviganti?~ALCIBIADE No!~SOCRATE Mietitori, dunque?~ALCIBIADE No, no!~ 619 XV | avversarii per divenire miglior di loro, ispiandoli, e esercitandoti 620 XXI | governa meglio e conservasi e migliora ella?~ALCIBIADE Socrate, 621 XXIX | SOCRATE E se male fa, non è miserabile egli?~ALCIBIADE Di molto.~ 622 XXI | piú? non per quella della misura?~ALCIBIADE Come no?~SOCRATE 623 XI | così? che in guerra per mo' d'esempio, molti soccorrendo 624 XIX | tentennare, non si ha ad esser molli, o amico.~ALCIBIADE Non 625 | molta 626 | moltissimi 627 X | cose le persuade l'uno alla moltitudine, l'altro a uno solo?~ALCIBIADE 628 III | se in quel che tu sei per montare in su la bigoncia ti tirassi 629 XXI | Presente la sanità, rimossi i morbi -. Non pensi anche tu così?~ 630 XI | loro, ricevettero ferite, e morirono; altri non soccorrendo a 631 V | dico che il meglio è la mossa ginnastica; e così che 632 XVII | padri. E se abbisognasse mostrar Salamina o anche Egina, 633 X | ripicchierai , e non potrai mostrarmi né che lo sai ciò ch'è giovevole 634 II | sarà di qua a pochi ; gli mostrerai che tu sei degno di onore 635 II | spero potere molto se ti mostrerò che son persona io degna 636 II | hai nella mente, e te lo mostro; e conoscerai da questo 637 IV | dev'egli sonare la cetra e muovere la persona secondo il canto?~ 638 V | citareggiare e cantare e muoversi, qual'è? e tutta insieme 639 XXX | città non han che farsene di mura, né di triremi, né d'arsenali, 640 V | detta arte?~ALCIBIADE Le muse vuoi dire tu?~SOCRATE Io, 641 V | ora.~ALCIBIADE È il suono musicale; mi par così.~SOCRATE Bene. 642 V | il meglio è i suoni piú musicali e nell'altro è le mosse 643 XXII | tu altrimenti? o che può nascere amicizia, dove non è 644 XVI | È egli verosimile che di nascimenti gentili, anzi che no, si 645 XVII | quanto si possa a niuno sia nascoso che il Re non s'è generato 646 III | appreso alcun'altra cosa di nascosto: ma io penso che né di notte 647 XVI | anzi che no, si formino nature piú gentili?~ALCIBIADE Di 648 | neanche 649 XVIII | che di terre ad Erchia neanco ne ha trecento iugeri -; 650 | nello 651 I | amici e congiunti, assai nobili, i quali sé ad ogni tuo 652 XVI | dagli altri.~SOCRATE Ma o nobilissimo, guarda bene la opinion 653 II | non fu mai alcuno degno di nominanza. Tu hai queste speranze, 654 | nondimeno 655 | nostri 656 I | questo tempo, e bene io ho notato come ti contenevi co' tuoi 657 XXV | Giove.~SOCRATE Basta: benché notizia perfetta non se n'ha tuttavia. 658 III | nascosto: ma io penso che né di notte né di giorno tu non sii 659 II | abitano. E se ti dicesse novamente quell'Iddio medesimo, che 660 X | vuoi da me dimostrazioni nuove, non altrimenti che fossero 661 X | altre ce ne volesse belle e nuovissime; ma io non abbado a cotesti 662 XXXI | un po' d'ala, da quello nutricato sarà egli poi a sua volta.~ 663 XXXI | suo piccioletto amorino, e nutricatolo e fattogli mettere un po' 664 XVII | fanciullo, non da femmina, nutrice di picciol conto, ma sì 665 XXIV | SOCRATE Alcibiade, quel che ode?~ALCIBIADE Sì.~SOCRATE E 666 II | palesi quello che ho dentro. Odi, Alcibiade: se ti vedeva 667 XXI | fra i cittadini, e rimossi odio e ribellione.~SOCRATE Amicizia 668 VIII | ché bene udita l'hai tu la Odissea e la Iliade.~ALCIBIADE Oh 669 XVII | mantelli, agli unguenti odoriferi, alla molta compagnia di 670 I | sé ad ogni tuo servigio offerirebbero, se tu avessi bisogno; e, 671 | oltre 672 VIII | udito da altri molti, e da Omero; ché bene udita l'hai tu 673 XXX | città per diritto modo e onestamente, tu la dèi comunicare co' 674 XV | mostrare alcuna tua leggiadra opera di te degna e della città.~ 675 XXVI | della terra, e gli altri operai, conoscano sé medesimi: 676 XIII | Dunque intendi che nell'operare si falla per cotesta ignoranza, 677 XVI | nobilissimo, guarda bene la opinion che tu hai.~ALCIBIADE Su 678 XXI | e si governan meglio li orecchi.~ALCIBIADE Dirittamente.~ 679 I | orgogliosi, che, umiliato dal tuo orgoglio, non fuggisse da te. E te 680 I | ed eran pure molti e così orgogliosi, che, umiliato dal tuo orgoglio, 681 XVII | di Zoroastro, figlio di Oromaze, che è il culto degl'Iddii; 682 XXIV | ALCIBIADE La è così.~SOCRATE Orsú, e per qual modo e' si ritroverebbe 683 | ovvero 684 XVII | gente umile, noi e i nostri padri. E se abbisognasse mostrar 685 XVIII | provvigione che i Lacedemoni pagano ai Re non è piccola cosa. 686 XIV | Calliade; ciascuno de' quali pagò cento mine a Zenone, ma 687 XVII | nostre, vediamo prima s'e' ti paiano essere di men gentil schiatta 688 XXI | consente seco medesimo del palmo e del cubito, qual sia piú? 689 III | bigoncia ti tirassi io per i panni e ti dicessi: - O Alcibiade, 690 V | SOCRATE Oh ell'è vergogna che, parlando tu di cibi e consigliando 691 XIX | piú che ogni altro d'aver parlato vero.~SOCRATE Sì, ma consigliamoci 692 II | intenzione, come dici; e io ti parlerò come a un che ha voglia 693 XXV | che or che io converso e parlo con te, e tu con me, conversa 694 XXVII | ragione perché io solo non mi parto?~ALCIBIADE Vero.~SOCRATE 695 XXVIII| come in ispecchio: e questa parvenza la diciam pupilla, cioè 696 XVIII | tutti quanti li armenti che pascolano per Messenia. Ma lascio 697 II | che non ti sarà lasciato passare in Asia per soggettare altresì 698 XVIII | il quale raccontò esser passato egli per una terra grande 699 XII | ignori dunque che è cotesta passione, o amico?~ALCIBIADE Sì, 700 XI | sovra agli altri tu non patiresti per nulla d'esserne privato, 701 V | facendo le querimonie di patiti torti? sai tu quali?~ALCIBIADE 702 XVII | Salamina o anche Egina, la patria di Eaco, il piú antico, 703 XI | che di' del valore? a qual patto te ne lasceresti privare 704 XVII | fa ch'egli venga su senza paure, franco; perocché servo 705 IX | in mente l'è una impresa pazza, cioè d'insegnar quello 706 XVIII | animo; ella ci giudicherebbe pazzi, o Alcibiade, riguardando 707 XVII | quelli chiamati regii pedagoghi. Sono eletti i piú commendabili 708 XXVII | dal popolo ateniese e non peggiori, non ti lascerò io: perocché 709 XVI | la lor salvatichezza il pelo di servo nell'anima, direbber 710 VIII | i Troiani; e i Proci di Penelope, e Ulisse?~ALCIBIADE Dici 711 VI | quando tu credevi ignorarlo? pensa: nol troverai questo tempo.~ 712 II | rechi a effetto tutti questi pensamenti; tanta possanza credo io 713 XVIII | poter farla con loro, se pensan meglio che non noi di noi 714 XVIII | vergogna se le donne de' nemici pensano di noi quali converrebbe 715 XXV | davvero.~SOCRATE Sta bene pensar così, dunque: che or che 716 V | forte; che se pur alcuno pensasse che si ha a far guerra a 717 XXV | anche penso io che niuno penserà altrimenti.~ALCIBIADE Su 718 XVI | capitaneggiare questa repubblica, non penseresti diritto se pensassi tu aver 719 III | se meco rivolga io tali pensieri o no, l'hai conosciuto, 720 XII | consiglio o agli Ateniesi o ai Pepareti anche, e, immaginandosi 721 | perciò 722 XXV | SOCRATE Basta: benché notizia perfetta non se n'ha tuttavia. L' 723 XXVIII| Intelligenza, si conoscerebbe perfettamente sé medesimo.~ALCIBIADE Par 724 XVI | che quelli bennati vengano perfetti in virtú, s'ei son bene 725 XIII | le sai.~ALCIBIADE Eh c'è pericolo!~SOCRATE Oh il caso tuo, 726 XVII | Achemene monti su fino a Perseo, il figliuolo di Giove?~ 727 XVIII | compostezza, alla fortezza, alla perseveranza, all'amore loro di fatica 728 XXXI | virtú insin da ora.~SOCRATE Perseverassi! ma io, non che diffidi 729 XVII | Lacedemonia; e questi, della Persia in perpetuo, e molte volte 730 X | che le medesime cose le persuade l'uno alla moltitudine, 731 X | giovine; ti converrà pure persuader ciascuno: o no?~ALCIBIADE 732 III | giova niente, che non ti persuaderei già io. E sia: ma vuoi dire 733 XXVI | va via insino a che non pervenga ella a ciò ch'è il suo meglio.~ 734 XXI | medesimo non è egli anche del peso?~ALCIBIADE Dico di sì.~SOCRATE 735 III | ALCIBIADE E sia, se così ti piace; tanto è il desiderio, che 736 XVII | signoreggiare da nessun piacere, affinché si assuefaccia 737 XVII | non da femmina, nutrice di picciol conto, ma sì bene da eunuchi, 738 XXXI | avendo egli in te un suo piccioletto amorino, e nutricatolo e 739 IV | te.~ALCIBIADE Sì.~SOCRATE Piccolo sia egli o grande, bello 740 II | petto non avevi per anco pieno di cotanta speranza, io 741 XVI | esser danneggiato in nulla, pigliando cura di te?~ALCIBIADE Per 742 VII | cosa, e una medesima cosa pigliano quando pigliar vogliono 743 XVI | converrebbe se mai tu con altri pigliassi la battaglia, né che t'eserciti 744 XXI | sconsigliata quella dei piloti!~ALCIBIADE No!~SOCRATE Anzi 745 XIV | usato con molti savii; e con Pitoclide e Anassagora; dicono così: 746 XIV | Zenone posso dire io a te di Pitodoro, il figliuolo d'Isoloco, 747 | po' 748 VIII | ingiusto si raggiran questi poemi?~ALCIBIADE Sì.~SOCRATE E 749 XIII | però che ti gitti alle cose politiche senza ammaestramento alcuno. 750 XXIX | SOCRATE Non sarà però uomo politico egli.~ALCIBIADE No, no.~ 751 XVII | XVII.~ ~SOCRATE Or vediamo, ponendo di contra alle loro le cose 752 XXVII | giovine, perché tu ti vada a porre sovra alle faccende della 753 XXIV | un da poco era colui che pose cotesto comandamento 754 | possan 755 XII | SOCRATE Se è felice, è per possession di beni?~ALCIBIADE Sì.~SOCRATE 756 XII | ALCIBIADE Sì.~SOCRATE E possessione ha di beni per lo suo fare 757 | possiamo 758 XXVII | ALCIBIADE Così è.~SOCRATE Posto questo, ne segue che (per 759 XXX | se in su una nave alcuno potenza avesse di far quel che gli 760 | poter 761 | potesse 762 VII | certamente.~SOCRATE Non potrebber dunque esser maestri in 763 | potrei 764 IV | ALCIBIADE Come no?~SOCRATE E povero sia il consigliero o ricco, 765 IV | agli Ateniesi, quando ei prendano consiglio sul come serbare 766 V | esse qual denominazione prende l'arte? abbadaci.~ALCIBIADE 767 XXXI | ALCIBIADE E io comincierò a prender cura della virtú insin da 768 VI | baldo; dire ch'egli eran prepotenti, cattivi, ch'ei ti facean 769 I | credo che ti maravigli ch'io primo tuo amatore, gli altri ritraendosi, 770 XVII | Come nasce il figliuolo primogenito del quale è il regno, la 771 XXV | che non sia l'anima la piú principal parte di noi.~ALCIBIADE 772 III | strano, o Socrate, or che hai principiato a parlare, che non quando 773 XI | qual patto te ne lasceresti privare tu?~ALCIBIADE Non vorrei 774 XXX | repubblica e imperio o podestà, privati di virtú, non succederà 775 XI | patiresti per nulla d'esserne privato, per nulla.~ALCIBIADE Per 776 XXX | far quel che gli pare, e privo fosse di mente e di virtú 777 XXI | ALCIBIADE No!~SOCRATE Anzi procede ella con buon consiglio?~ 778 VIII | e di i Troiani; e i Proci di Penelope, e Ulisse?~ALCIBIADE 779 XXVI | bellissimo dell'anima.~ALCIBIADE Procurerò bene io.~ ~ ~ 780 | propria 781 V | seguir piú la; e il modo? Provati a dire tra il così o così 782 XVIII | va a lui: e poi la regale provvigione che i Lacedemoni pagano 783 XVII | Re non è guardata che dal pudore suo medesimo.~Come nasce 784 IV | alla lotta, e con chi al pugilato, e come; consiglieresti 785 XXVIII| questa parvenza la diciam pupilla, cioè piccola bambolina 786 | purché 787 XVI | a Midia, l'allevator di quaglie, e ad altri cotali conviene 788 | qualche 789 XVII | andare a caccia di fiere. A quattordici anni se lo ricevon quelli 790 XXVI | bene.~SOCRATE Sicché il quattrinaio, ei non fa neanche il fatto 791 V | entrare in guerra facendo le querimonie di patiti torti? sai tu 792 XIII | commetteresti al pilota, standotene quieto tu?~ALCIBIADE Al pilota.~ 793 X | di gran voglia; e però la quistione se tu sai o no ciò ch'è 794 XXX | gli è manifesto.~SOCRATE Quivi riguardando voi, da alto 795 XVIII | andati lassú al Re, il quale raccontò esser passato egli per una 796 XVII | formandogli le membra e raddrizzandogliele: e ciò facendo essi, la 797 VIII | di giusto e d'ingiusto si raggiran questi poemi?~ALCIBIADE 798 I | nella città tua, la piú ragguardevole delle città elleniche: e 799 I | affollavan gli altri co' loro ragionamenti, io, è tanti anni, non t' 800 XVII | vecchio!) Zopiro il Tracio. E ragionerei ancora di tutto l'altro 801 XII | noi delle cose giuste? ti rammenti?~ALCIBIADE Così, penso: 802 III | appreso le lettere, quanto mi rammento io, e a sonare la cetra, 803 X | ALCIBIADE Io penso che voglian rare volte li Ateniesi, e gli 804 III | tu come io quelli potrei recare ad effetto, con te; senza 805 II | impossibil cosa è senza me che tu rechi a effetto tutti questi pensamenti; 806 XVIII | parte ne va a lui: e poi la regale provvigione che i Lacedemoni 807 XVI | i modi, allora tu vada a reggere le cose della città.~ALCIBIADE 808 XVII | ricevon quelli chiamati regii pedagoghi. Sono eletti i 809 XX | a sollazzo della gente, regolano il canto, e si giovan di 810 XX | governar forse quelli che a' rematori fan segnale del dar de' 811 XX | fan segnale del dar de' remi in acqua? (perocché quelli 812 XVIII | di battaglia e di gloria; reputeresti te essere un fanciullo a 813 XI | SOCRATE Perché forse tu reputi queste essere bonissime, 814 XXVII | il quale degno è d'esser riamato; il figlio di Sofronisco 815 XXI | cittadini, e rimossi odio e ribellione.~SOCRATE Amicizia di' tu 816 XVIII | persona, nella schiatta, nella ricchezza, nella natura sua dell'animo; 817 XI | amico o a un di casa loro, ricevettero ferite, e morirono; altri 818 XVII | A quattordici anni se lo ricevon quelli chiamati regii 819 XII | il bello e il buono ci ricomparisce una sola cosa medesima.~ 820 II | che degli amatori se ne ride; nondimeno bisogna che io 821 XII | dannoso, tu che farai? non riderai di lui, da poi che per ventura 822 X | Socrate? salvo che tu non mi ridomandi da chi l'ho appreso, o come 823 II | se del tuo nome tu non riempirai e della tua possanza, per 824 X | diritta e posso mostrartelo rifacendo il ragionamento di anzi, 825 XVII | ancora di tutto l'altro che riguarda l'avviamento e la disciplina 826 XXVII | convien curare dell'anima, e riguardar pure ad essa.~ALCIBIADE 827 XXVIII| che lo confortasse? non a riguardare in cosa, nella qual riguardando 828 XXVIII| parte dell'anima; e se alcun riguardasse in quella, conoscendo tutto 829 XXVIII| nella quale se mai noi riguardassimo, e quella vedremmo e insieme 830 XXVII | l'è cavata. Abbiti questo riguardo, come dico.~ALCIBIADE Quale?~ 831 XXV | SOCRATE C'è di bisogno che ti riluca ancora piú questo vero che 832 XXV | anima insieme, è l'uomo; riman che l'uomo o niente è, o 833 XIV | che pensi a fare di te? rimaner così come tu sei ora, o 834 II | Iddio medesimo, che tu dèi rimanerti a signoreggiare sola Europa, 835 XXVII | magnanimo Eritteo; ma convien rimirarlo quando ei se l'è cavata. 836 XXVI | cose sue, sì di cosa piú rimota e piú strania?~ALCIBIADE 837 XXVI | come pare, sì cose piú rimote delle cose loro; perché 838 XVIII | ti mancherà altresì ogni rinomanza fra gli Elleni e i Barbari; 839 XIV | ne divenne savio, molto rinomato.~ALCIBIADE Non so, per Giove.~ 840 X | volta. Ma, è chiaro, tu ripicchierai , e non potrai mostrarmi 841 II | ché non mi lasci avere riposo e, dove che io sia, ci se' 842 XVII | quelli attorno al Re i meglio riputati: ai quali è commesso, oltre 843 XVII | figliuolo di Serse, oh le risa che ne farebbe egli. Ma 844 XII | De' esser così.~SOCRATE Rispondendo ora tu a me quanto alle 845 IX | che è piú, l'uno o il due? risponderai tu, che il due.~ALCIBIADE 846 III | risponderesti tu?~ALCIBIADE Risponderei: - In quel che io conosco 847 IX | ALCIBIADE Sì.~SOCRATE E non rispondevi tu?~ALCIBIADE Io, sì.~SOCRATE 848 III | ALCIBIADE Grave no.~SOCRATE E rispondimi.~ALCIBIADE Domanda.~SOCRATE 849 VII | VII.~ ~ALCIBIADE Forse non risposi bene a dir che so per avere 850 IX | quand'ei si fa domanda e risposta, chi dice? colui che domanda, 851 XII | cose poi nelle quali dài risposte contrarie senza che tu voglia, 852 IX | non ho domandato io, e hai risposto tu?~ALCIBIADE Sì.~SOCRATE 853 I | primo tuo amatore, gli altri ritraendosi, io solo non mi ritragga; 854 XXIV | Orsú, e per qual modo e' si ritroverebbe il medesimo in sé, lui proprio? 855 XIV | ALCIBIADE Che? s'ei son riusciti due stolti i due figliuoli 856 III | allora. Ebbene, se meco rivolga io tali pensieri o no, l' 857 XIII | apparecchiarle, e tu erri? o vero ti rivolgi a colui che se ne intende?~ 858 I | per cotesto. Ecco perché, rizzando tu il collo, su i tuoi amatori 859 V | e, come uno sapiente, ti rizzi su per dare consigli, in 860 V | inganno ci fu fatto, violenza, ruberia.~SOCRATE Non seguir piú 861 XVII | in perpetuo l'annuale con sacrifizii e con feste. Ma quando si 862 XVII | se abbisognasse mostrar Salamina o anche Egina, la patria 863 XIII | SOCRATE Che? e sai tu come salire in cielo?~ALCIBIADE Per 864 XXI | governa la città meglio e si salva? Se tu dimandassi me: - 865 XXI | la città in meglio, e a salvarla.~SOCRATE Di': presente quale 866 XVI | aventi ancora per la lor salvatichezza il pelo di servo nell'anima, 867 XXI | ALCIBIADE Mi par di sì; per la salvazione de' naviganti.~SOCRATE Dici 868 VIII | maestri ti rifugi, che non ne san nulla? e lo di' tu medesimo.~ 869 IV | consiglio sul come serbare sana la città; sì bene cercano 870 XVII | costoro, e per gentilezza di sangue, e anche per maniera d'avviamento. 871 XXI | io direi: - Presente la sanità, rimossi i morbi -. Non 872 V | il meglio è ciò che è piú sano, avvegnaché tu non ti dia 873 I | da Pericle, il figlio di Santippo, il quale tuo padre lasciò 874 VII | Come no?~SOCRATE E che, sapendola, fra loro siano in concordia, 875 VII | Or mi pare che per quel saper favellare greco tu intenda 876 XIII | momento, ma sì ti credi saperle tu, e non le sai.~ALCIBIADE 877 XVIII | degne d'onore - Ma se poi sapesse ella che questo Alcibiade 878 XVII | Lacedemoni e dei Persiani. O non sappiamo noi come quelli vengan da 879 XXIX | ALCIBIADE No, no.~SOCRATEsaprà quel ch'ei si faccia.~ALCIBIADE 880 I | possanza del quale udirai e saprai tu dopo. Dacché ei non me 881 XXV | ALCIBIADE Sì.~SOCRATE Onde non sarebb'esso quel che cerchiamo 882 | saresti 883 XXX | adoperando giustamente e saviamente.~ALCIBIADE Dee esser così.~ 884 XVIII | e ubertà, e per i tanti schiavi, specialmente Iloti, e per 885 XXXI | SOCRATE E, amico, non è da schivare ciò che è da servi?~ALCIBIADE 886 VII | il quale tu di' maestro sciocco.~SOCRATE Ma in cotesto è 887 VI | anche me a lui come uno scolaro.~ALCIBIADE Che mi fai celia, 888 XXI | dich'io.~SOCRATE O che l'è sconsigliata quella dei piloti!~ALCIBIADE 889 IV | consiglio li Ateniesi come scriver per diritto modo le lettere, 890 VII | cose, non manderemo lui a scuola dal popolo, a ragione?~ALCIBIADE 891 XVI | ALCIBIADE Dici vero.~SOCRATE La seconda cosa poi è, che ella è falsa; 892 V | quanto a sonar la cetra per secondare il canto, sì quanto a lottare -; 893 VI | giusto e ingiusto, ma sì bene securo; baldo; dire ch'egli eran 894 XX | quelli che a' rematori fan segnale del dar de' remi in acqua? ( 895 XXVII | SOCRATE Posto questo, ne segue che (per curar di noi) ci 896 V | violenza, ruberia.~SOCRATE Non seguir piú la; e il modo? Provati 897 XXXI | è caso che non ti voglia seguire io sino da questo , come 898 XIX | SOCRATE Forse; ma or dico da senno che s'ha bisogno di gran 899 XXIII | ALCIBIADE E, Socrate, un che lo sente ora il male, che ha egli 900 XVII | verrebbeti vergogna di te sentendo quanto sii tu da meno di 901 XXXI | nostro potere.~SOCRATE E tu senti ora qual è il tuo stato? 902 XXII | quali cose ella sia; ché, a sentire te, ora par qui, ora .~ ~ ~ 903 XVII | avviamento. O non hai tu sentito dire le grandezze de' Re 904 XXIII | Eh fatti cuore, che se lo sentivi il male a cinquant'anni, 905 XXXI | no?~ALCIBIADE Oh se io lo sento!~SOCRATE E sai come ti dèi 906 IV | prendano consiglio sul come serbare sana la città; sì bene cercano 907 XVII | desiderii di dentro, e non servendo a quelli: il piú forte poi 908 XXXI | cattivo si convien dunque servire: che è meglio.~ALCIBIADE 909 | sette 910 XXVII | cose tue poi sono in su lo sfiorire; tu in sul fiorire. E ora, 911 III | che hai appreso; e se mi sfugge cosa, di' tu. Hai appreso 912 XXX | sarete felici.~ALCIBIADE Sicuro mallevadore sei tu.~SOCRATE 913 XXIII | rispondere.~SOCRATE Or su, che significa egli avere di sé cura? perché, 914 XVII | assuefaccia libero e perciò Re, signoreggiando la prima cosa i desiderii 915 II | altresì le cose di a tua signoria, credo che non vorresti 916 III | quando mi tenevi dietro in silenzio; ed eri assai strano anche 917 XXI | meglio li occhi? - direi per simil modo io, che, presente la 918 XII | mani, o quattro? - e cose simili; pensi che risponderesti 919 XXV | considerato che è una tal singolare cosa in sé medesima (vo 920 XI | Proprio così.~SOCRATE E questo soccorrimento tu di' bello in quanto che 921 XI | valore, cosa bella è il dar soccorso. E considera il valore per 922 XV | degna cosa ella è che tu sii soddisfatto d'esser piú valente de' 923 XXVII | esser riamato; il figlio di Sofronisco e di Fenarete, Socrate.~ 924 II | lasciato passare in Asia per soggettare altresì le cose di a 925 XXXI | nostra, io ho paura che ci soggiogherà ella tutti e' due, me e 926 IV | ALCIBIADE Né anche per sogno.~SOCRATE Né son poi soliti 927 XXII | senza amicizia? la quale sol quando c'è, dicemmo che 928 XV | d'esser piú valente de' soldati, e non aver l'occhio a' 929 III | discorsi lunghi che tu sei solito stare a udire? Non è mia 930 XX | sonatori di flauto, che, a sollazzo della gente, regolano il 931 XXVIII| in ciò che per avventura somigli all'occhio, e' non vedrebbe 932 XXVIII| ALCIBIADE No.~SOCRATE Ben somiglia alla divina natura questa 933 XXVIII| anima dee guardare ella somigliantemente, in quella parte dove proprio 934 V | così: - Meglio, sì quanto a sonar la cetra per secondare il 935 XX | SOCRATE O a governare, di' tu, sonatori di flauto, che, a sollazzo 936 XXI | presente l'udito e rimossa la sordità, ne divengon sani e si governan 937 XVIII | anni, e senza educazion di sorta (aggiungi che l'amico suo 938 VIII | le battaglie e le morti sostennero per cotesto gli Achei, e 939 XVIII | qua, da tutta l'Ellade e sovente da' luoghi de' Barbari, 940 IX | ALCIBIADE Io.~SOCRATE Or su spacciati; quand'ei si fa domanda 941 XXVIII| medesimi?~ALCIBIADE Sì, li specchi e cotali altre cose.~SOCRATE 942 II | tu? Oh il fatto tuo mi fa specie, e, se me ne chiarissi, 943 I | stanco di volermi bene? che spera? ché, gli altri fuggendo, 944 II | per anco pieno di cotanta speranza, io credo non mi lasciasse 945 VI | contro al quale non vo' spergiurare io. Ma se tu sai, di' chi 946 II | domandarti che vuoi, che speri, ché non mi lasci avere 947 IV | ogni cosa, il dar consiglio spetta a colui che è savio, non 948 XXX | in quello che divino è, e splendente.~ALCIBIADE Così è, gli è 949 XIX | ALCIBIADE O Socrate, sponimi, se sai, come conviene curarci; 950 | stai 951 XXI | SOCRATE Qual'è dunque? non ti stancar di rispondere; di' via.~ 952 I | quest'uomo, che non è ancor stanco di volermi bene? che spera? 953 XIII | commetteresti al pilota, standotene quieto tu?~ALCIBIADE Al 954 | stanno 955 | star 956 | starai 957 XXIII | fede alla mia divinatoria, staremo meglio tu e io.~ALCIBIADE 958 II | da farne caso, se, come stentai a principiare, così stentassi 959 II | stentai a principiare, così stentassi io a finire anche.~ALCIBIADE 960 | stia 961 XXVI | di cosa piú rimota e piú strania?~ALCIBIADE Mi pare bene.~ 962 XVII | ricchezze, alle vestimenta, agli strascichi de' mantelli, agli unguenti 963 XVI | Socrate; ma io credo poi gli strateghi de' Lacedemoni e il re de' 964 XVIII | non può fidare che nello studio suo, nella sapienza sua; 965 II | avere maggiori cose, morire subitamente? - Morire, - io credo risponderesti 966 XXX | intravvedi tu ciò che a lui succederebbe e a' compagni?~ALCIBIADE 967 VIII | maestro è di coteste cose, sufficiente prova sia a te che in coteste 968 XXVII | già definito: da poi che sufficientemente ci si è oramai messi d'accordo 969 | sui 970 V | detto, che il meglio è i suoni piú musicali e nell'altro 971 V | a me ora.~ALCIBIADE È il suono musicale; mi par così.~SOCRATE 972 XV | impari? so ben che io li supererò di molto per lo ingegno.~ 973 XV | a scienza di pilota? o, supponendo questo già, volgeresti gli 974 XXVIII| dove proprio la virtú sua surge, la sapienza, o dee guardare 975 XVIII | essere qualcosa, né anche taceremo noi su cotesto. Ché, veramente, 976 XXIV | calzolaio con soli istrumenti tagli, o vero anche con mani?~ 977 XXIV | cose di che egli usa per tagliare e forare?~ALCIBIADE Come 978 XIX | ALCIBIADE Come no?~SOCRATE Il tagliator di cuoio è egli savio nel 979 | tal 980 | tali 981 VIII | Lacedemoni e Beozii morti in Tanagra, e a quelli poi in Cheronea, 982 VII | bene egli è atto a insegnar tant'altre cose da piú che i dadi.~ 983 | tanta 984 | Tante 985 II | quali speranze tu viva, io tel dirò. Tu fai ragione che 986 XVII | servo sarebbe egli, se egli temesse. A te poi, o Alcibiade, 987 XVIII | volessi guardare tu alla temperanza, alla costumatezza, all' 988 XXIV | cotesto comandamento in sul tempio d'Apollo? o vero cosa malagevole 989 XXX | non è Iddio, ma sì dove è tenebra, voi, come egli è verosimile, 990 XXX | adopererete altresì empie e tenebrose cose, ignorando voi stessi.~ 991 III | parlare, che non quando mi tenevi dietro in silenzio; ed eri 992 XIX | dunque?~SOCRATE Non s'ha a tentennare, non si ha ad esser molli, 993 XXIII | corpo; e per l'arte del tessitore e per le altre arti delle 994 XIII | converrebbe dirizzare il timone dentro o in fuori, errando, 995 XXX | non gastighi sé, ma sì tiranneggi; che succederà a lui se 996 I | da meno, si son lasciati tiranneggiare quelli: lo sai tu! E però 997 I | collo, su i tuoi amatori hai tiranneggiato; e, perché da meno, si son 998 XXXI | Adunque non si ha a procurare tirannia, o bonissimo Alcibiade, 999 III | montare in su la bigoncia ti tirassi io per i panni e ti dicessi: - 1000 IV | SOCRATE Sì quando sui modi di toccar la lira?~ALCIBIADE Né anche


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