VIII.
SOCRATE Che? e
se noi avessimo voglia non solamente di sapere quale è uomo, quale è cavallo,
ma sì de' cavalli quale corridore è, o no, basterebbe anche il popolo a
insegnar cotesto?
ALCIBIADE No.
SOCRATE E
ch'egli né sa né buono maestro è di coteste cose, sufficiente prova sia a te
che in coteste cose e' non s'accorda seco medesimo per nulla.
ALCIBIADE Sì.
SOCRATE E che?
se non pure si avesse voglia di sapere quali sono uomini, ma sì qual sono
uomini sani o no, potrebbe essere atto il popolo a fare da maestro?
ALCIBIADE No
certamente.
SOCRATE E una
prova ch'egli è cattivo maestro in coteste cose, non l'avevi tu a vedere ch'ei
non s'accorda seco medesimo?
ALCIBIADE Sì.
SOCRATE Ora in
questo, quali sono giusti o iniqui uomini, giuste o inique cose, il popolo ti
par d'accordo seco medesimo e con gli altri?
ALCIBIADE Manco
per idea, per Giove.
SOCRATE Che?
discorde egli è assai assai?
ALCIBIADE Assai
assai.
SOCRATE Né
penso che abbi tu veduto o udito mai discordare tanto gli uomini intorno a'
sani e non sani, ch'ei si siano infra loro però azzuffati e ammazzati.
ALCIBIADE Oh
no!
SOCRATE Ma,
intorno a' giusti e iniqui, io so bene che, se non l'hai veduto, l'hai almeno
udito da altri molti, e da Omero; ché bene udita l'hai tu la Odissea e la Iliade.
ALCIBIADE Oh sì!
SOCRATE Or non
su la contrarietà di giusto e d'ingiusto si raggiran questi poemi?
ALCIBIADE Sì.
SOCRATE E le battaglie
e le morti sostennero per cotesto gli Achei, e di là i Troiani; e i Proci di
Penelope, e Ulisse?
ALCIBIADE Dici
vero.
SOCRATE E io
credo che agli Ateniesi e Lacedemoni e Beozii morti in Tanagra, e a quelli poi
in Cheronea, fra i quali tuo padre Clinia; io credo che niuna altra
contenzione, se non proprio cotesta intorno al giusto e al non giusto, fu
cagion delle battaglie e delle morti: o no?
ALCIBIADE Sì.
SOCRATE E or
s'ha a dire ch'essi sappian di queste cose, se in queste sì molto sono discordanti,
che, contendendo fra loro, fanno a sé medesimi i piú gravi mali?
ALCIBIADE No, è
chiaro.
SOCRATE Dunque
tu a questi cotali maestri ti rifugi, che non ne san nulla? e lo di' tu
medesimo.
ALCIBIADE Pare
così.
SOCRATE Or
com'è egli verosimile che tu sappia quali sian cose giuste o vero ingiuste, se
così tu erri in coteste cose e mostri né che hai tu appreso da alcuno, né
trovato da te medesimo?
ALCIBIADE No,
da quel che di'tu.