Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Platone
L'Alcibiade

IntraText CT - Lettura del testo

  • XI
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

XI.

 

SOCRATE Ché indovino sei. Di' a me ora: affermi tu che alcune cose giuste giovano, altre no?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE E che alcune sono belle, altre no?

ALCIBIADE Che domandi tu?

SOCRATE Questo: se ti parve mai alcuno adoperare cose brutte sì, ma giuste?

ALCIBIADE A me, no.

SOCRATE Ma tutto ciò che giusto è, è bello?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE E le cose belle o che son tutte buone? o vero alcune sì, altre no?

ALCIBIADE Ce n'è cose belle, penso io, che son male.

SOCRATE Anche c'è cose brutte, che ti paion buone a te?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Tu vuoi dire così? che in guerra per mo' d'esempio, molti soccorrendo all'amico o a un di casa loro, ricevettero ferite, e morirono; altri non soccorrendo a niuno, avvegnaché dovessero, ne usciron sani.

ALCIBIADE Proprio così.

SOCRATE E questo soccorrimento tu di' bello in quanto che un si mette a salvare quelli che dee salvare (e questo è valore); o no?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Malo poi, quanto alle ferite e alla morte; è vero?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE E il valore non è altra cosa della morte?

ALCIBIADE Altra.

SOCRATE Il soccorrere agli amici non è dunque bella e mala cosa da un rispetto medesimo.

ALCIBIADE No, è chiaro.

SOCRATE Or vedi, se cosa in quanto bella è, anche è buona, come in questo caso: perché tu consenti che, in rispetto al valore, cosa bella è il dar soccorso. E considera il valore per sé: è buona cosa o mala? E dèi considerare così: che vorresti avere tu? beni, o vero mali?

ALCIBIADE Beni.

SOCRATE E però di quelli grandissimi sovra agli altri tu non patiresti per nulla d'esserne privato, per nulla.

ALCIBIADE Per nulla, sì.

SOCRATE Or che di' del valore? a qual patto te ne lasceresti privare tu?

ALCIBIADE Non vorrei piú viver né anche, se io fossi vile.

SOCRATE La viltà, dunque, ti pare sia il piú grave male.

ALCIBIADE A me sì.

SOCRATE Pari a morte?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE A morte e a viltà or non sono elle cose contrarissime vita e valore?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE E queste sì, le vorresti bene avere tu; quelle no, per nulla?

ALCIBIADE Sì, queste.

SOCRATE Perché forse tu reputi queste essere bonissime, e malissime quelle?

ALCIBIADE Io, Sì.

SOCRATE E intanto forse hai tu detto che, in guerra, il soccorrere agli amici è cosa bella, in quanto è cagione di bene, cioè cagione che si mostri il valore?

ALCIBIADE Gli è chiaro.

SOCRATE E mala cosa è inquantoché arreca male, cioè morte?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Bene si può dunque addimandarla così ciascuna azione: mala in quanto ella fa male, e buona in quanto ella fa bene?

ALCIBIADE Mi pare.

SOCRATE E un'azione in quanto ch'ella è buona, non è forse bella, e brutta in quanto ch'ella è mala?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Sicché dicendo tu esser cosa bella e mala, in guerra, soccorrere agli amici, non di' tu altrimenti che se dicessi ch'ella cosa buona è, e mala.

ALCIBIADE Mi per che tu dica vero, Socrate.

SOCRATE Adunque niuna cosa bella è mala, in quanto è bella; e niuna cosa brutta è buona, in quanto è brutta.

ALCIBIADE No, egli è chiaro.

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License