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Platone
L'Alcibiade

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  • VI
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VI.

 

SOCRATE Come, Alcibiade mio caro? o tu non ti se' accorto che non le sai coteste cose, o non mi son accorto io che le hai apprese tu usando con maestro che t'insegnò discernere il giusto e l'iniquo. Or chi è egli? me lo di','via, perché tu appresenti anche me a lui come uno scolaro.

ALCIBIADE Che mi fai celia, Socrate?

SOCRATE No, per il tuo e mio Giove, l'Iddio dell'amicizia contro al quale non vo' spergiurare io. Ma se tu sai, di' chi è egli.

ALCIBIADE E se non so io! ma non credi che possa aver io avuto conoscenza di ciò ch'è giusto o non giusto per altre vie?

SOCRATE Sì, se trovavi da te.

ALCIBIADE E non credi che possa aver trovato da me io?

SOCRATE Sì, per cercarvi.

ALCIBIADE E non credi che possa aver cercato io?

SOCRATE Sì, se tu credevi ignorare.

ALCIBIADE E non fu quando credevo io così?

SOCRATE Bene: e puoi dir cotesto tempo che credevi ignorare tu ciò ch'è giusto, e ciò ch'è ingiusto? Via, credevi così tu, e cercavi tu, un anno fa? o non credevi? rispondi vero, perché non si faccian discorsi vani.

ALCIBIADE Eh allor credevo sapere io.

SOCRATE E tre anni sono, anche? e quattro? e cinque?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Ma innanzi a questo tempo eri un piccol giovinettino tu: è vero?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Allora credevi sapere tu: lo conosco bene io.

ALCIBIADE Come lo conosci tu?

SOCRATE Tante volte io sentii te fanciullo, nelle scuole e altrove, o giocassi a' dadi o ad alcun altro giuoco: ti sentii dire a compagni, chiunque ei si fossero, non come un dubitante che sia giusto e ingiusto, ma sì bene securo; baldo; dire ch'egli eran prepotenti, cattivi, ch'ei ti facean torto; o non è egli vero?

ALCIBIADE E che aveva a fare io quand'e' me li facean daddovero i torti?

SOCRATE Ma di' prima, che avevi a far tu, caso che ignorato avessi se ti facean torto o no?

ALCIBIADE Non lo ignorava io, no, per Giove; sì conosceva chiaro ch'e' m'era fatto torto davvero.

SOCRATE Dunque tu credevi conoscere, fanciullo com'eri, ciò ch'è giusto e ciò che non è giusto; così pare.

ALCIBIADE Sì ch'io lo conosceva.

SOCRATE E quando lo trovasti tu che è il giusto? allora no certo, quando credevi di conoscerlo tu.

ALCIBIADE No, no.

SOCRATE Dunque quando tu credevi ignorarlo? pensa: nol troverai questo tempo.

ALCIBIADE Socrate, non ho che dire, no per Giove.

SOCRATE Dunque non lo sai però che tu l'hai trovato.

ALCIBIADE Si vede che no.

SOCRATE Ma né anche lo sai, dicesti così dianzi, per aver appreso. Or se né trovato l'hai né appreso, come, e d'onde lo sai tu?

 

 




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