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Platone
L'Alcibiade

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  • XII
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XII.

 

SOCRATE Guarda per quest'altro verso: a chi fa per bel modo, ogni cosa gli va a modo?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE E se ogni cosa gli va a modo, non è felice egli?

ALCIBIADE Come no?

SOCRATE Se è felice, è per possession di beni?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE E possessione ha di beni per lo suo fare per bel modo?

ALCIBIADE Sì..

SOCRATE Dunque cotesto modo di fare, che bello è, è cosa buona?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Ma altresì è cosa bella (come detto è).

ALCIBIADE Sì..

SOCRATE Dunque, vedi? il bello e il buono ci ricomparisce una sola cosa medesima.

ALCIBIADE Vero.

SOCRATE Dunque ciò che troviamo per avventura esser bello, troveremo, secondo questo ragionamento, che è buono anche.

ALCIBIADE Di necessità.

SOCRATE E che? giovano i beni, o vero no?

ALCIBIADE Giovano.

SOCRATE E come ci accordammo noi delle cose giuste? ti rammenti?

ALCIBIADE Così, penso: che le cose chi le fa giuste, le ha a far belle.

SOCRATE E se belle, buone?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE E che le cose buone giovano?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Adunque, Alcibiade, le cose giuste sono giovevoli.

ALCIBIADE Par bene.

SOCRATE Or non le di' tu queste cose, e le domando io?

ALCIBIADE Eh si vede!

SOCRATE Se dunque si leva su alcuno a dare consiglio o agli Ateniesi o ai Pepareti anche, e, immaginandosi esser conoscitore di ciò ch'è giusto o vero ingiusto, dirà che ciò che è giusto alcune volte è dannoso, tu che farai? non riderai di lui, da poi che per ventura anche tu di' che sono una cosa medesima il giusto e il giovevole?

ALCIBIADE Per gli Iddii,, Socrate, non so né anche io dove m'abbia il capo; e il caso mio è proprio strano, ché, te interrogante, le cose mi appariscono or così, ora così.

SOCRATE Tu ignori dunque che è cotesta passione, o amico?

ALCIBIADE Sì, proprio.

SOCRATE Ma se alcuno ti domandasse: - Hai tu due occhi, o tre? due mani, o quattro? - e cose simili; pensi che risponderesti a volte così, a volte così, ovvero sempre ad un modo?

ALCIBIADE Già ho fin paura di me stesso io: via, penso che a un modo.

SOCRATE Ché le sai queste cose? la ragione questa è?

ALCIBIADE Sì, penso.

SOCRATE Quelle cose poi nelle quali dài risposte contrarie senza che tu voglia, manifesto è che quelle non le sai tu.

ALCIBIADE De' esser così.

SOCRATE Rispondendo ora tu a me quanto alle cose giuste e ingiuste, e belle e brutte, e male e buone, e giovevoli e no, non di' tu che erri? dunque non è egli manifesto che però che tu non le sai queste cose, però tu erri?

ALCIBIADE A me sì, è manifesto.

 

 




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