XVI.
SOCRATE Se
dunque ti sei messo in mente di capitaneggiare questa repubblica, non
penseresti diritto se pensassi tu aver a fare co' i Re de' Lacedemoni e quelli
de' Persiani?
ALCIBIADE Par
di sì.
SOCRATE Ma no,
o buon giovane; sì a Midia, l'allevator di quaglie, e ad altri cotali conviene
che tu dirizzi gli occhi, i quali metton mano nelle cose del comune aventi
ancora per la lor salvatichezza il pelo di servo nell'anima, direbber le donne,
non ancor gittatolo via, ancora barbareggianti, venuti per lusingare la città
non per governarla. Guardando tu a cotesti che dico io, non c'è bisogno che tu
curi di te, né che tu apprenda quanto apprender converrebbe se mai tu con altri
pigliassi la battaglia, né che t'eserciti in ciò che di esercitazione ha
mestieri, né che bene apparecchiato in tutt'i modi, allora tu vada a reggere le
cose della città.
ALCIBIADE Tu
di' il vero, lo vedo io, o Socrate; ma io credo poi gli strateghi de'
Lacedemoni e il re de' Persiani niente differire dagli altri.
SOCRATE Ma o
nobilissimo, guarda bene la opinion che tu hai.
ALCIBIADE Su
che?
SOCRATE La
prima cosa: pensi tu piú aver cura di te se paura hai di quelli, e quelli ti
figuri terribili? o se no?
ALCIBIADE Se me
li figuro terribili; è chiaro.
SOCRATE E or
pensi tu avere a esser danneggiato in nulla, pigliando cura di te?
ALCIBIADE Per nulla,
anzi d'esserne avvantaggiato di molto.
SOCRATE Dunque
è questo male, se non altro, quella tua opinione.
ALCIBIADE Dici
vero.
SOCRATE La
seconda cosa poi è, che ella è falsa; come vedrai dalle ragioni verosimili, che
io ti dirò.
ALCIBIADE Come?
SOCRATE È egli
verosimile che di nascimenti gentili, anzi che no, si formino nature piú
gentili?
ALCIBIADE Di
quelli, è chiaro.
SOCRATE E che
quelli bennati vengano perfetti in virtú, s'ei son bene allevati anche?
ALCIBIADE Di
necessità.