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Platone
L'Alcibiade

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  • XIX
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XIX.

 

ALCIBIADE O Socrate, sponimi, se sai, come conviene curarci; ché m'hai l'aria tu piú che ogni altro d'aver parlato vero.

SOCRATE Sì, ma consigliamoci insieme come diventar noi bonissimi quanto possiamo: ché io non dico già tu hai bisogno che sii ammaestrato e io no; perché poi non altro è da me a te che una cosa.

ALCIBIADE Quale?

SOCRATE Che il tutore mio piú buono è e piú savio del tuo, di Pericle.

ALCIBIADE Chi è egli, o Socrate?

SOCRATE Iddio, o Alcibiade; il quale, anzi questo dì, non mi lasciava conversar teco: e fidando in lui io dico che per niuno altro uomo, salvo che per me, potrai tu divenire chiaro.

ALCIBIADE O che mi fai tu celia, o Socrate?

SOCRATE Forse; ma or dico da senno che s'ha bisogno di gran cura, tutti gli uomini e piú noi due.

ALCIBIADE Io sì; tu non di' falso.

SOCRATE E io anche.

ALCIBIADE Che s'avrebbe a fare, dunque?

SOCRATE Non s'ha a tentennare, non si ha ad esser molli, o amico.

ALCIBIADE Non conviene, no.

SOCRATE No, certo; ma ei ci si ha a guardare insieme. E mi di' ora: noi affermiamo voler diventar buoni quanto si possa: non è egli vero?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE In quale virtú?

ALCIBIADE Chiaro è che in quella nella quale son buoni quei che son buoni.

SOCRATE Buoni a che?

ALCIBIADE Egli è chiaro: buoni a far le faccende.

SOCRATE Quali? quelle de' cavalli?

ALCIBIADE Oh no!

SOCRATE Ché s'anderebbe agl'intendenti de' cavalli.

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE E di' tu quelle marinaresche?

ALCIBIADE Né anche.

SOCRATE Ché ai marinai s'anderebbe.

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Ma quali? e chi son quei che le fanno?

ALCIBIADE Quelle che fan gli Ateniesi: i belli e buoni.

SOCRATE Belli di' tu e buoni i savii, o gli stolti?

ALCIBIADE I savii.

SOCRATE E ciascun savio non è anche buono là dov'egli è savio?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE E lo stolto, cattivo?

ALCIBIADE Come no?

SOCRATE Il tagliator di cuoio è egli savio nel lavorio de' calzari?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Dunque egli buono è quanto a quelli?

ALCIBIADE Buono.

SOCRATE Che? e nel lavorio de' mantelli non è poi stolto il lavoratore di cuoio?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Dunque cattivo egli è quanto a quelli?

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Un medesimo è dunque, secondo questo ragionamento, cattivo e buono?

ALCIBIADE Chiaro è.

 

 




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