Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Platone
L'Alcibiade

IntraText CT - Lettura del testo

  • XXII
Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

XXII.

 

SOCRATE Dunque pensi tu, o Alcibiade, che un marito possa consentire con la moglie nel lavorio della lana? lui che non ne sa, con lei che ne sa?

ALCIBIADE No.

SOCRATE E non ce n'è bisogno; ché l'è cosa di donna.

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE Che? e potrebbe consentir la moglie col marito nell'adoperamento delle armi, ella che non lo ha appreso?

ALCIBIADE Oh no!

SOCRATE Ché l'è cosa di uomini, mi dirai tu.

ALCIBIADE Sì, io.

SOCRATE Onde, secondo il tuo discorso, certe cose le hanno a sapere le donne, e certe altre gli uomini.

ALCIBIADE Come no?

SOCRATE In coteste faccende, dunque, fra mogli e mariti non ci è consentimento?

ALCIBIADE No.

SOCRATE E però né amicizia anche; dacché amicizia è consentimento, dicevi tu.

ALCIBIADE No, gli è chiaro.

SOCRATE E però le mogli, in quanto che fanno i fatti loro, elle non son amate dai mariti.

ALCIBIADE Par di no.

SOCRATE Né i mariti dalle mogli, in quanto ch'egli abbadano ai fatti loro.

ALCIBIADE No.

SOCRATE Dunque non già allora si governan bene le città quando ciascuno faccia il fatto suo?

ALCIBIADE Sì, penso io, o Socrate.

SOCRATE Come di' tu? senza amicizia? la quale sol quando c'è, dicemmo che le città si governan bene; se no, no.

ALCIBIADE Mi pare anzi che amicizia c'è, però che ciascuno fa il fatto suo.

SOCRATE Non dicesti così dianzi; e or come di' tu altrimenti? o che può nascere là amicizia, dove non è consentimento? o consentimento può essere in quelle cose le quali gli uni conoscano, gli altri ignorino?

ALCIBIADE Non può essere.

SOCRATE Ma adoperano gli uomini giustamente, o vero no, allorché ciascuno fa il fatto suo?

ALCIBIADE Giustamente; come no?

SOCRATE Or adoperando giustamente i cittadini nella città, fra loro non si farà amicizia?

ALCIBIADE Di necessità, o Socrate, mi pare.

SOCRATE Che di' mai tu dunque esser cotesta amicizia, o consentimento, del quale bisogna noi siamo conoscenti e buoni consiglieri a fine di esser buoni uomini? ché non posso intendere io né quale sia, né circa a quali cose ella sia; ché, a sentire te, ora par qui, ora là.

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License