XXV.
SOCRATE E non
usa anche di tutto il corpo suo l'uomo?
ALCIBIADE
Certo.
SOCRATE
Or colui che usa, diverso era da quello di che egli usa?
ALCIBIADE
Sì.
SOCRATE E però
l'uomo diverso è dal suo corpo?
ALCIBIADE
Pare.
SOCRATE
Dunque, che è l'uomo?
ALCIBIADE Non
so che dire io.
SOCRATE
Ma ch'egli è quel che usa del corpo, sai dire tu questo?
ALCIBIADE Sì.
SOCRATE
E forse alcun altro è quel che usa del corpo, non l'anima?
ALCIBIADE
No, l'anima.
SOCRATE E
s'ella ne usa, gli comanda ella?
ALCIBIADE
Sì.
SOCRATE E, su
questo anche penso io che niuno penserà altrimenti.
ALCIBIADE
Su che?
SOCRATE
Che l'uomo è una di queste tre cose.
ALCIBIADE
Quali?
SOCRATE
O vero anima, o corpo, o l'uno e l'altra insieme; questo intero che qui.
ALCIBIADE E che
altro?
SOCRATE Ma,
quel che comanda al corpo, l'uomo è; si convenne di questo?
ALCIBIADE
Si convenne.
SOCRATE
Or comanda forse il corpo istesso a sé stesso?
ALCIBIADE
Per niuno modo.
SOCRATE
Ché, s'è detto, è comandato esso.
ALCIBIADE Sì.
SOCRATE
Onde non sarebb'esso quel che cerchiamo noi.
ALCIBIADE
No, pare.
SOCRATE E forse
l'anima insieme con il corpo, comanda al corpo? quei due sono l'uomo?
ALCIBIADE
Può essere.
SOCRATE
Per nulla: perocché se l'uno, cioè il corpo, non comanda, non c'è modo che
possan comandare tutti e due.
ALCIBIADE
Dirittamente.
SOCRATE E da
poi che né il corpo, né il corpo e l'anima insieme, è l'uomo; riman che l'uomo
o niente è, o se cosa è, non possa esser altro che anima: penso così.
ALCIBIADE Ed è
proprio così.
SOCRATE C'è di
bisogno che ti riluca ancora piú questo vero che l'anima è uomo?
ALCIBIADE Mi
par che basti, per Giove.
SOCRATE Basta:
benché notizia perfetta non se n'ha tuttavia. L'avremo tosto che ci verrà fatto
di trovar quel che non s'è cercato ora, però che c'era di bisogno di stare a
considerare molto.
ALCIBIADE Che è
questo?
SOCRATE E' s'è
accennato dianzi un poco, cioè ch'è sarebbe da considerar prima il MEDESIMO in
sé; ora noi, in cambio di quello, si è considerato che è una tal singolare cosa
in sé medesima (vo dire, s'è considerato che è in sé medesimo l'uomo, e s'è
detto ch'egli è anima). E forse basterà questo: perché non diremo noi mai
che non sia l'anima la piú principal parte di noi.
ALCIBIADE No
davvero.
SOCRATE Sta
bene pensar così, dunque: che or che io converso e parlo con te, e tu con me,
conversa anima con anima.
ALCIBIADE Sta
bene.
SOCRATE Or si
voleva dir questo quando noi dicemmo dianzi, che Socrate parla con Alcibiade
usando della parola: si volea dire ch'ei non parla già al tuo viso, come pare,
ma sì all'Alcibiade, cioè all'anima.
ALCIBIADE Mi
par così a me.