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Platone
L'Alcibiade

IntraText CT - Lettura del testo

  • XXVIII
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XXVIII.

 

SOCRATE Guarda anche tu. Se mai quella iscrizione, volgendo il consiglio suo al nostro occhio, diceva a lui, sì come a uomo: vediti; a che credevamo noi che lo confortasse? non a riguardare in cosa, nella qual riguardando l'occhio avea a vedere sé medesimo?

ALCIBIADE Chiaro.

SOCRATE Or non hai tu idea di cosa, nella quale se mai noi riguardassimo, e quella vedremmo e insieme noi medesimi?

ALCIBIADE Sì, li specchi e cotali altre cose.

SOCRATE Parli diritto. E l'occhio, per il qual noi vediamo, ha alcuna virtú simile?

ALCIBIADE Ben l'ha egli.

SOCRATE Ci hai tu abbadato? se alcuno guarda nell'occhio d'un che gli stia di faccia, sì apparisce il suo viso entro alla luce di quell'occhio, come in ispecchio: e questa parvenza la diciam pupilla, cioè piccola bambolina però ch'ella è quasi un'immaginetta di colui che guarda.

ALCIBIADE Tu di' il vero.

SOCRATE E però se guarda occhio in occhio, nella parte piú viva per la quale ei vede, si vedrebbe sé medesimo anche.

ALCIBIADE Egli è chiaro.

SOCRATE Ma se mai in alcun'altra parte dell'uomo ei guardasse, o in alcun'altra cosa, salvo che in ciò che per avventura somigli all'occhio, e' non vedrebbe sé medesimo.

ALCIBIADE Tu di' il vero.

SOCRATE E però se l'occhio ha a vedere sé medesimo, bisogna ch'ei pur guardi in un occhio, là dove proprio è la virtú del vedere, cioè nella luce dell'occhio.

ALCIBIADE Sì.

SOCRATE E dunque, caro Alcibiade, anche un'anima se vuol conoscere sé medesima, in anima dee guardare ella somigliantemente, in quella parte dove proprio la virtú sua surge, la sapienza, o dee guardare in cosa simile a quella?

ALCIBIADE Mi par di sì, o Socrate.

SOCRATE Or si può dire se parte è dell'anima piú intellettiva di quella della quale è propria cosa avere intellezione e scienza?

ALCIBIADE No.

SOCRATE Ben somiglia alla divina natura questa parte dell'anima; e se alcun riguardasse in quella, conoscendo tutto ciò ch'è divino, Iddio e l'Intelligenza, si conoscerebbe perfettamente sé medesimo.

ALCIBIADE Par chiaro.

SOCRATE Conoscere sé, è saviezza; si conviene?

ALCIBIADE Sì.

 

 




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