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| Annie Vivanti Lirica IntraText CT - Lettura del testo |
Prefazione
Signorina,
Nel mio codice poetico c’è questo articolo:
— Ai preti e alle donne è vietato far versi.— Per i preti no, ma per Lei l’ho abrogato.
La sua poesia, Signorina, è ciò che è (io non prendo dai critici la pretesa di imporre gli argomenti e il modo di trattarli), ma poesia è; quale dee quasi fatalmente prorompere da un temperamento di femmina lirico (caso rarissimo). E per la immediatezza della rappresentazione e per la verginità dell’espressione mi piace molto. Ciò che nel mestiere del verseggiare italiano dicesi con neologismo pedantesco la forma — un che di postumo al concetto, per lo più, un che di appiccicato, tra la posa e la smorfia, — a Lei manca. A Lei, la fisionomia dell’imagine, la tempera del colorito, la qualità della frase e l’andamento del verso vengono e spirano col movimento del fantasma e della passione che Le dan la poesia. Tutto ciò è sempre bene? Io so e Le dico che molte volte mi rapisce.
E Le bacio la mano.
Bologna, 19 febbraio 1890.
GIOSUÈ CARDUCCI.
[pag]
Die Engel, die nennen es Himmelsfreud’,
Die Teufel, die nennen es Höllenleid,
Die Menschen, die nennen es Liebe.
H. Heine