| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Annie Vivanti Lirica IntraText CT - Lettura del testo |
Ero una bimba credula e fantastica,
Piena di fede azzurra e sogni d’òr!
Credeva il cielo una dimora d’angeli
Bianco vestiti e cinti di splendor.
Credea fosser le stelle innumerevoli
Fatti perché l’incanto intravedessimo
Che ognor circonda chi non soffre più.
Credea che nella notte essi tornassero
In bianche schiere il mondo a visitar;
La neve mi parea le piume candide
Delle grand’ali, scosse nel passar.
– Ma il mondo giudizioso, il mondo ruvido,
Mi volle desta da’ miei sogni rosei,
Or m’hanno tolto il paradiso e gli angeli,
Persino Iddio non me lo lascian più!
Han sotterrato i morti ed inchiodatili
Sotto l’elenco delle lor virtù.
Calpestaron la neve; tramutarono
In fango e sudiciume il suo candor.
Ad altri mondi, come il nostro miseri,
Ridusser le fulgenti stelle d’òr!
E pur la Fantasia, folle ed indocile
S’erge con la Ragione a constrastar,
E ancor s’ostina, cieca, fra le tenebre
L’orme d’angeli biondi a ricercar.
Come l’onda a li scogli, batte e frangesi
Contro la Realtà severa il cor;
E resto sempre una bambina credula,
Piena di vede azzurra e sogni d’òr!