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Annie Vivanti
Lirica

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- 21 -


VATICINIO.

 

 

 


- 23 -


 

Quattro enormi carrozze: Ecco in viaggio

I miei compatrioti di Boemia!

Fan sosta nella piazza del villaggio.

 

Sono zingari neri e barbuti

E fanciulli ricciuti

E zingarelle

Snelle.

 


- 24 -


 

– Qui da una giovin profetessa cieca

Io voglio farmi dire la ventura,

Per sapere qual gioia o che sciagura

L’avvenire m’arreca.

 

Le diedi la mia mano ed il mio nome:

Anny?” ella dimandò, “ti dicono Anny?”

Poi lenta scosse le sue folte chiome:

Rechi malanni, danni, affanni, inganni.” –

 

Disse “Tu piangi poco e ridi assai.

Tu fino ad oggi non amasti mai.

Ebben: oggi amerai.”

Ed io risposi: – L’amo! –

 

Disse: “Egli è forte e nobile e severo

Ed ha bruna la faccia e l’occhio nero.

Ed egli t’ama. Vero?”

Ed io risposi: – M’ama.

 


- 25 -


 

Disse: “Egli t’ama, t’ama follemente,

Teneramente, disperatamente,

E, bada: eternamente.”

Io non risposi, risi.

 

“E quanto l’ami tu, tu sola il sai.

E tu domani l’abbandonerai.

Bada: non sbaglio mai.”

Io non risposi, piansi.

 

 

 




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