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Annie Vivanti
Lirica

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- 145 -


MENTRE CANTO.  

 

 


- 147 -


 

            Due accordi di cembalo o chitarra. –

            Chiudo gli occhi un istante

            E poi schiudo le labbra alla bizzarra

            Mia canzon prediletta.

            Affascinante

            N’è la cadenza languida, variante

            Col ritmo audace e l’impaziente stretta,

            Col molle ritornello e appassionato

            Accordo inaspettato che lo termina.

 


- 148 -


 

            Canto la primavera, il sole tiepido,

            L’erba fragrante di vïole mammole,

            L’azzurra vastità del cielo limpido,

            I nuovi nidi d’usignoli e allodole.

            Canto il superbo gaudio, il folle giubilo

            De’ miei vent’anni e della mia bellezza,

            L’amor, l’incanto, l’estasi, l’ebbrezza

            Dell’esistenza e della gioventù!

 

            Canto, e le note limpide

            Prorompono vibranti,

            Acute, gaie, libere,

            Giulive, palpitanti.

            Canto, e rapita l’anima

            Segue la melodìa,

                                       Grido, singulto, fremito

            Diviene l’armonìa;

Strana, potente, altissima

            Nell’aria si diffonde.

            La terra il mar ne echeggiano,

            L’empireo risponde;

 


- 149 -


            Il cupo mondo invadono

            Onde di suono – e oblìo; –

            E in cielo ascoltan gli angeli

            Estasïati, e Iddio!

 

            Canto la primavera, il sole tiepido,

            L’erba fragrante di vïole mammole

            L’azzurra vastità del cielo limpido,

            I nuovi nidi d’usignoli e allodole.

            Canto il superbo gaudio, il folle giubilo

            De’ miei vent’anni e della mia bellezza,

            L’amor, l’incanto, l’estasi, l’ebbrezza

            Dell’esistenza e della gioventù!

 

            Pallida taccio. E intorno a me si leva

            D’approvazione un blando mormorìo;

            E mamme di garbate signorine

            Chiedono il nome del maestro mio.

 

            A lor rispondo: Egli non fa per voi,

            Mamme cortesi, il mio maestro è Dio!

 


- 150 -


 

            O buone mamme, vi farìa paura

            Il direttor d’orchestra che ho nel cuore:

            Ei batte il tempo fuor d’ogni misura,

            E’ maestro Cupìdo, dio d’Amore!

 

            Che batte e batte e lacera a brandelli

            La viva e palpitante anima mia,

            Per farne delle rime e dei stornelli,

            Per farne un canto ed una melodìa.

 

            O mamme cui la musica è gradita,

            Ve ne son tanti di maestri buoni!

            La scuola mia si paga colla vita.

            Andate da Lamperti e da Leoni!

 

 




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