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| Autore incerto (Platone?) L'Assioco IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
Capitolo
501 | nulla 502 XIII| e vienmi a visitare di nuovo, di mezzodì.~SOCRATE Farò 503 V | ho comperate quali otto oboli, quali due dramme, e quali 504 V | Areopago, perché essi abbian l'occhio ai giovani. E non sì tosto 505 VIII| Ella fa di te suo giuoco: oggi schioccate di mani, feste, 506 | Oh 507 | Oltre 508 VIII| quali sono così avuti in onore, sono desiderabili? In quanti 509 XII | parteciperai tu primo di cotali onori, tu imparentato con gl'Iddii? 510 XII | certe tavole di bronzo, che Opi ed Ecaergo ebbero portato 511 XIII| bellezza del cielo, che oramai io disprezzo il vivere, 512 V | poco, facendo egli pomposa orazione a casa di Callia, il figliuolo 513 XII | e banchetti bellamente ordinati, e vivande le quali s'imbandiscon 514 VIII| vivi, e tutte le vegghiate ore riempiono di lamenti e di 515 IV | gl'infiammamenti degli organi del senso e gl'interiori 516 | otto 517 I | le laudi. Non sai? a mio padre, da alcuna ora in qua, sono 518 V | comparazione di quelli dopo, bene paiono spauracchio di fanciulli; 519 V | quella ti percuote, di paralisia, ti addoglia, ti stravolge 520 VII | un mare di dolori, che ne pare a te? Me ne vengono altri 521 VIII| fra tre mila che erano a parlamento.~ ~ ~ 522 V | percossa; e, non potendo egli parlare e dire quello che patisce 523 X | dalla quale procedono i vani parlari che incantano i giovini, 524 IX | sono dentro; perocché tu parli così, come un che guarda 525 X | non bada alle tue acconce parole, e niente la toccano coteste 526 XII | cerimonie. Come dunque non parteciperai tu primo di cotali onori, 527 IV | danze celestiali: sicché la partenza da questa vita non è che 528 XII | fiume Acheronte: poi Cocìto. Passati i quali è necessario ch' 529 XIII| io torno al Cinosargo a passeggiare, dove era avviato quando 530 III | come, trovandomi a questo passo, i forti e belli ragionamenti, 531 V | parlare e dire quello che patisce dentro, vagisce, avendo 532 V | giovanetti, eccoti peggiori paure: e liceo, e accademia, e 533 X | morto: imperocché ciò che è pauroso bene può far paura a quelli 534 II | voglia, ma cantando quasi peani, vadano alla volta del fato? 535 V | maestri di ginnastica e pedagoghi a tiranneggiarlo; e poi, 536 VIII| dinieghi sono dolorosi e peggio che mille morti. E chi può 537 V | fra i giovanetti, eccoti peggiori paure: e liceo, e accademia, 538 V | mani in gola, toglie in pegno alcuna volta la vista, alcuna 539 XI | e trapassare i profondi pelaghi, edificare città, instituire 540 II | che la vita è una cotale pellegrinazione? e che a quelli vissuti 541 X | il quale è in angoscia e pena; e solamente in quelle ragioni 542 I | di esser presto con loro, pensai, lasciando la via diritta, 543 V | perché stai nel mondo? tu che pensatore sei e che tutti noi altri 544 IX | la più abominabile, che penseremo noi, o Assioco, delle altre 545 | perciò 546 V | freddo o caldo o per alcuna percossa; e, non potendo egli parlare 547 V | E se la duri, quella ti percuote, di paralisia, ti addoglia, 548 VIII| marinaio? egli sta dentro i pericoli infino ai capelli, e, come 549 XI | dei mutamenti del mondo perpetua ricordanza tramandare ai 550 II | vantamenti d'innanzi, e le perpetue laudi della virtù? dove 551 XIII| io l'amo. Così mi ha anco persuaso questo tuo ragionamento, 552 XII | singolarmente coloro che pervengono laggiù, quale vita abbiano 553 XI | dolore. Imperocché là tu perverrai, immantinenti che sarai 554 VIII| proverbio ch'ella è tutta una piaga che fa noia continuamente? 555 XIII| Assioco, essendo tu vissuto piamente.~ASSIOCO Socrate mio, ho 556 VIII| continuamente? Ti tocca or piangere la siccità, or gli acquazzoni, 557 X | simigliantemente che se piangessi tu per Scilla o per il Centauro 558 IV | non ti accorgendo che ti piangi della insensibilità, e insieme 559 XII | Minosse e di Radamanto, in una pianura, la quale detta è luogo 560 VIII| allegrezze, e tremare fanno e picchiare forte il cuore; i dinieghi 561 XI | dei beni, ma sì tu n'avrai pieno godimento; e i piaceri non 562 VII | ricompensasse quelli della pietà loro: perocché, non venendo 563 I | mostri essere figliuolo pietoso verso di lui.~SOCRATE Tu 564 XII | anderanno al luogo dei pii. Ivi le benigne stagioni 565 XI | estate, e il rovinìo delle piogge e la furia delle tempeste 566 VII | edificarono il tempio d'Apollo Pizio, pregando lui perché volesse 567 XI | i solstizii, le nimbose pleiadi, i venti di verno e di estate, 568 | Poiché 569 XII | portano ogni generazione di poma copiosamente, e scorrono 570 V | Ed è poco, facendo egli pomposa orazione a casa di Callia, 571 IV | esser ella sparta per li pori dal corpo, disiosa ella 572 XII | Ivi le benigne stagioni portano ogni generazione di poma 573 VII | sotto il gioco del carro, la portarono insino al tempio; la notte, 574 XII | che Opi ed Ecaergo ebbero portato seco dagli Iperborei, avere 575 II | via lungo il muro, alle porte Itonie: ché là presso abita, 576 II | veri. Perché non consideri posatamente la tua natura, tu, già attempato 577 V | più comunali; vedi se io possiedo quelle molte ricondite. 578 XII | sole. Quivi quelli iniziati possiedono più alto luogo e compiono 579 X | tu, o Assioco, non avessi posto da principio, come gli sciocchi, 580 | potendo 581 X | e riposo, le quali hanno potenza di entrar dentro della sua 582 | potrebbe 583 VII | Gli Iddii filarono ai poveri uomini mortali dolorosa 584 XII | fontane di chiare acque, e prati sono adorni di mirabile 585 VII | il tempio d'Apollo Pizio, pregando lui perché volesse concedere 586 VII | Argiva. Poiché la madre ebbe pregato simigliantemente Giunone 587 VII | tempio; la notte, dopo la preghiera, essi morirono.~Sarebbe 588 V | stando sotto a correttori e a preposti eletti del Consiglio dello 589 X | certo ella non è con te al presente, perché non sei morto; e 590 VIII| seguaci loro, sostituendo a presidenti uomini sobillati da loro, 591 XII | discendendo in inferno, preso avessero dalla dea Eleusinia 592 | presso 593 XI | luna, i nascondimenti e le preste riapparizioni, i nascimenti 594 IV | rinchiuso dentro a mortale prigione. Or i piaceri di questo 595 XII | sono adorni di mirabile primavera, e conversazioni di filosofi, 596 XII | dunque non parteciperai tu primo di cotali onori, tu imparentato 597 X | Assioco, non avessi posto da principio, come gli sciocchi, un cotale 598 VIII| notte a notte, e a stento procaccian la necessità loro, e si 599 X | di questi dì, dalla quale procedono i vani parlari che incantano 600 XI | soperchianti belve, e trapassare i profondi pelaghi, edificare città, 601 VII | allungare contro alla mia promessa.~ ~ ~ 602 VIII| eran pure dianzi? Io non proposi che di loro si sentenziasse, 603 | proprio 604 X | Centauro che non ti sono prossimi presentemente, e neanche 605 VIII| da loro, fecero sì che si protendesser le mani per votare senza 606 VIII| terra? Dolce! non è egli un proverbio ch'ella è tutta una piaga 607 IV | alla natura sua, cioè il puro etere, e i supremi gaudii 608 | Qual 609 | quanti 610 | quattro 611 | quest' 612 | Qui 613 XII | argomento, quello ti dirò raccontatomi da Gobria, un mago. Ei raccontò, 614 XII | raccontatomi da Gobria, un mago. Ei raccontò, al tempo del passaggio 615 XII | cospetto di Minosse e di Radamanto, in una pianura, la quale 616 II | che savio dee essere per ragion dell'età sua.~ ~ ~ 617 III | questo passo, i forti e belli ragionamenti, senza ch'io mi avvedessi, 618 II | natura, tu, già attempato e ragionevole uomo, e Ateniese, se non 619 X | Assioco, se di cosa egli si rammarica, la quale né lo tocca, né 620 VIII| ei non brontoli e non si rammarichi della sorte sua? Va' agli 621 VII | vita, come se ne piangono. Rammenterò uno solo, ch'è il più degno 622 XI | furia delle tempeste e le rapine degli spaventosi turbini, 623 XII | sotterraneo cammino in un recondito luogo, dove è la reggia 624 IV | corpo, disiosa ella cerca la regione convenevole alla natura 625 V | se tu la vita non gliela rendi in fretta, a cotesta natura, 626 XI | edificare città, instituire repubbliche, e contemplare il cielo, 627 V | alla vita, che bene io la reputai essere niente. Da quell' 628 VIII| come disse Biante, non è da reputarsi né morto né vivo: imperocché 629 XIII| Assioco, ne farai quella reputazione che vuoi. Io poi, tirato 630 VII | uomo fra tutti quelli che respirano l'aria e serpono su per 631 XI | desiderio; e imitando i retori, per magnificare, dico a 632 XI | nascondimenti e le preste riapparizioni, i nascimenti e i tramonti, 633 I | egli molte volte si è così riavuto di cotali accidenti.~ ~ ~ 634 V | di coteste noie, ecco lo riavviluppano novelle cure, e pensa quale 635 XII | del quale, finito che è, ricomincia; quivi, spaventose bestie 636 VII | simigliantemente Giunone che ricompensasse quelli della pietà loro: 637 V | io possiedo quelle molte ricondite. E bada, queste cose che 638 XI | mutamenti del mondo perpetua ricordanza tramandare ai futuri, se 639 V | SOCRATE Ti dirò quel che ricordo. Disse: - Qual parte della 640 II | sentimento del toccare già ricuperato, e vigoroso del corpo, ma 641 I | comeché egli per lo innanzi ridesse di quelli che avean paura 642 VIII| e tutte le vegghiate ore riempiono di lamenti e di lacrime. 643 XI | divine eternali vie, e sono rifatto della infermità mia, e sono 644 VIII| feste, carezze; dimani rigettato, fischiato, multato, ammazzato; 645 IV | poi non ha dove posare. Rimuovi dunque dalla mente coteste 646 IV | anima cioè vivente immortale rinchiuso dentro a mortale prigione. 647 I | Vieni tu, e, al solito, rincoramelo; acciocché egli senza fare 648 XI | della infermità mia, e sono rinnovellato.~ ~ ~ 649 XIII| migliore luogo.~Ma or lasciami ripensare fra me riposatamente le 650 XIII| lasciami ripensare fra me riposatamente le cose dette, e vienmi 651 X | ragioni trova egli quiete e riposo, le quali hanno potenza 652 II | alla volta del fato? tanta ritrosità e mollezza a dipartirsi 653 XI | il cielo, e intendere i rivolgimenti degli astri e i corsi del 654 XI | verno e di estate, e il rovinìo delle piogge e la furia 655 V | che vecchi vecchi, sono rubizzi; ma egli è anco vero che 656 VIII| acquazzoni, or l'arsura, or la ruggine, or il caldo fuor di tempo, 657 VII | Così fu dei figliuoli della sacerdotessa Argiva. Poiché la madre 658 IX | reggimento della città. Ciò sanno quelli che ci sono dentro; 659 I | sia giusta; questa poi è santa.~Affrettiamoci, via; ché, 660 XII | alto luogo e compiono le sante cerimonie. Come dunque non 661 V | sarei bene io contento di sapere le notizie più comunali; 662 V | echi sono di Prodico, il sapiente; e io le ho comperate quali 663 I | tempo di mostrare quella sapienza della quale tu sempre hai 664 XI | XI.~ ~Oltre a ciò sappi che molte sono e belle le 665 IX | guarda di lungi. Ciò bene sappiamo noi, che ne abbiamo esperienza.~ 666 II | sai tu quello che bene è saputo comunemente e predicato 667 | sarei 668 | saresti 669 | sarò 670 XII | fegato di Tizio, e l'immane sasso di Sisifo; il travaglio 671 II | fanciullo e non da uomo che savio dee essere per ragion dell' 672 XII | lo contrario, che ebbero scellerata la loro vita, saranno dalle 673 VIII| fa di te suo giuoco: oggi schioccate di mani, feste, carezze; 674 IX | discipline? non sono elle da schivare?~Io una volta udii anco 675 IV | inconsideratamente, per difetto di scienza, sentimento con insensibilità, 676 X | che se piangessi tu per Scilla o per il Centauro che non 677 IV | dunque dalla mente coteste sciocchezze, e pensa che immantinente 678 X | posto da principio, come gli sciocchi, un cotale senso in colui 679 IX | volubile, è crudele, maligno, è sciocco: egli è tutto un'accozzaglia 680 IV | pensa che immantinente che sciolta è questa nostra composizione, 681 II | fiaccato d'animo e tutto sconsolato; e sovente ei si levava 682 XII | di poma copiosamente, e scorrono fontane di chiare acque, 683 | sé 684 | seco 685 VIII| Teramene e Callixeno insieme ai seguaci loro, sostituendo a presidenti 686 X | beni, però che a quella seguita il patimento dei mali; ma 687 X | ma colui che non è, non sente alcuna privazione. Dunque 688 III | non intendendo più, né sentendo niente, giacerò io dovechessia 689 VIII| non proposi che di loro si sentenziasse, perocché disonesta cosa 690 I | che io fui allo Ilisso, sentii gridare: - Socrate, Socrate -. 691 X | tu per mezzo del senso a sentire l'istesso mancamento di 692 XI | ma sì una cotale vita è, serena, senza mali. E tu godendo 693 VII | quelli che respirano l'aria e serpono su per la terra».~E che 694 XII | Plutone sono fortificati con serrami e chiavacce di ferro. Colui 695 XII | al tempo del passaggio di Serse, il suo avolo, il quale 696 XII | urne delle Danaidi, e la sete di Tantalo, e il fegato 697 | sette 698 XII | luogo degli empii: quivi le sfondate urne delle Danaidi, e la 699 | siamo 700 V | dico io ora, non son mie, sibbene echi sono di Prodico, il 701 VIII| Ti tocca or piangere la siccità, or gli acquazzoni, or l' 702 XII | di verità. E quivi quelli siedono a giudici ed esaminano singolarmente 703 V | egli solo questa voce per significare suo patimento.~Quando egli 704 X | in ismanie, temendo non sii tu privato dell'anima, e 705 III | tramutandomi in vermini e altri simiglianti sozzi animali.~ ~ ~ ~ ~ ~ 706 II | tua inenarrabile baldanza? simile a codardo combattitore, 707 II | sei mostrato generoso nei simulati certami, l'animo ti mancò 708 XII | siedono a giudici ed esaminano singolarmente coloro che pervengono laggiù, 709 XII | Tizio, e l'immane sasso di Sisifo; il travaglio del quale, 710 III | di', o Socrate; ma io non so come, trovandomi a questo 711 XII | poeti, e circolari danze e soavissimi suoni, canti, e banchetti 712 VIII| sostituendo a presidenti uomini sobillati da loro, fecero sì che si 713 X | Ora non ha alleviamento da sofismi colui il quale è in angoscia 714 | solamente 715 I | dolcemente. Vieni tu, e, al solito, rincoramelo; acciocché 716 XI | natura; filosofando, non a sollazzo della moltitudine per fare 717 XI | tramonti, gli equinozii e i solstizii, le nimbose pleiadi, i venti 718 | son 719 XI | disprezzare potesse le forze delle soperchianti belve, e trapassare i profondi 720 XII | mai posare avvampandoli, sostenendo ogni vilipendio sono crudelissimamente 721 VIII| insieme ai seguaci loro, sostituendo a presidenti uomini sobillati 722 XII | dal corpo, ne va per certo sotterraneo cammino in un recondito 723 X | fatto dire di queste ragioni sottili. Ma io dico a te, che la 724 II | animo e tutto sconsolato; e sovente ei si levava su, facendo 725 V | ragione, ma o per fame o per soverchio freddo o caldo o per alcuna 726 III | vermini e altri simiglianti sozzi animali.~ ~ ~ ~ ~ ~ 727 IV | necessariamente per esser ella sparta per li pori dal corpo, disiosa 728 V | quelli dopo, bene paiono spauracchio di fanciulli; perché, dopo, 729 XII | che è, ricomincia; quivi, spaventose bestie circulambendoli e 730 XI | tempeste e le rapine degli spaventosi turbini, e dei mutamenti 731 XII | Giove. Imperocché la terra è sperale, tenendo ella il mezzo del 732 V | alcuna volta l'udito, e spesse volte tutt'e due. E se la 733 XII | conversazioni di filosofi, spettacoli di poeti, e circolari danze 734 XII | estate, ma sì molle aura spira, allegrata da dolce lume 735 XI | futuri, se alcuno divino spirito non abitasse veracemente 736 XII | quali, mentre furon vivi, spirò un buon demone, anderanno 737 X | ch'elle facciano grande splendore. Ora non ha alleviamento 738 III | avvedessi, fatti sono vani e spregevoli; e una cotal paura entrata 739 | sta 740 XII | dei pii. Ivi le benigne stagioni portano ogni generazione 741 | stai 742 | stando 743 | starà 744 VIII| travaglian da notte a notte, e a stento procaccian la necessità 745 V | paralisia, ti addoglia, ti stravolge le membra. Vero è che molti, 746 I | alcuna ora in qua, sono subitamente venute meno tutte le forze 747 | sue 748 | sul 749 | suoi 750 XII | circolari danze e soavissimi suoni, canti, e banchetti bellamente 751 IV | cioè il puro etere, e i supremi gaudii e le danze celestiali: 752 VII | addormentatisi, più non si svegliarono.~Così fu dei figliuoli della 753 | t' 754 | tale 755 | tanta 756 XII | delle Danaidi, e la sete di Tantalo, e il fegato di Tizio, e 757 | tante 758 | tanti 759 XII | Erinni giù per lo mezzo del Tartaro istrascinati nello Erebo 760 XII | furono i due Iddii, da certe tavole di bronzo, che Opi ed Ecaergo 761 X | Presentemente dài in ismanie, temendo non sii tu privato dell' 762 VIII| dov'è morto Milziade? dove Temistocle? dove Efialte? dove i capitani 763 XI | piogge e la furia delle tempeste e le rapine degli spaventosi 764 III | giacerò io dovechessia in tenebra, guastandomi per putredine 765 XII | Imperocché la terra è sperale, tenendo ella il mezzo del mondo, 766 VIII| infuriato. E il dì dopo Teramene e Callixeno insieme ai seguaci 767 I | forze sue, e già egli è al termine di sua vita, ed è in grande 768 IV | corpo, per ciò ch'esso è terrena cosa ed irrazionale, non 769 VIII| vivo: imperocché egli, uomo terrestre, gettato si è come amfibio 770 V | ginnastica e pedagoghi a tiranneggiarlo; e poi, crescendo, critici, 771 XIII| reputazione che vuoi. Io poi, tirato dalla ragione, questo solo 772 XII | Tantalo, e il fegato di Tizio, e l'immane sasso di Sisifo; 773 X | acconce parole, e niente la toccano coteste cose che tu dici, 774 II | trovammo con il sentimento del toccare già ricuperato, e vigoroso 775 X | quale né lo tocca, né lo toccherà; simigliantemente che se 776 V | mano lava l'altra; dammi e togli. Ed è poco, facendo egli 777 V | mettendoti le mani in gola, toglie in pegno alcuna volta la 778 XII | vilipendio sono crudelissimamente tormentati in eterno.~ ~ ~ 779 IV | nostra composizione, l'anima torna al luogo suo proprio, e 780 V | ma egli è anco vero che tornan quasi fanciulli.~ ~ ~ 781 IV | come se tu, morto, avessi a tornar vivo, e non insensato al 782 XIII| Farò come tu vuoi. E io torno al Cinosargo a passeggiare, 783 XI | mondo perpetua ricordanza tramandare ai futuri, se alcuno divino 784 XI | riapparizioni, i nascimenti e i tramonti, gli equinozii e i solstizii, 785 III | guastandomi per putredine e tramutandomi in vermini e altri simiglianti 786 XIII| vivere, come colui che è per tramutarsi in migliore luogo.~Ma or 787 XI | delle soperchianti belve, e trapassare i profondi pelaghi, edificare 788 VIII| E i maestrati, perocché trapasso le altre arti, i quali sono 789 XI | che io mi sono incelato, e trascorro già le divine eternali vie, 790 XI | questo tuo ragionamento tratto mi hai nel sentimento contrario 791 VIII| Va' agli artigiani: e' travaglian da notte a notte, e a stento 792 XII | immane sasso di Sisifo; il travaglio del quale, finito che è, 793 | tre 794 VIII| infiammamenti sono le allegrezze, e tremare fanno e picchiare forte 795 VII | liberano della vita. Agamede e Trofonio, che edificarono il tempio 796 X | solamente in quelle ragioni trova egli quiete e riposo, le 797 II | colonna delle Amazzoni; e lui trovammo con il sentimento del toccare 798 III | Socrate; ma io non so come, trovandomi a questo passo, i forti 799 | tue 800 | tuoi 801 III | luogo loro, la quale mi turba fortemente, che io fra poco 802 XI | rapine degli spaventosi turbini, e dei mutamenti del mondo 803 | tutt' 804 V | la vista, alcuna volta l'udito, e spesse volte tutt'e due. 805 V | continui combattimenti. Da ultimo, quatto quatto la vecchiezza 806 VII | Iddii, conoscitori delle umane cose, quelli i quali essi 807 | un' 808 XI | mutamento, contemplerai la universale natura; filosofando, non 809 XII | empii: quivi le sfondate urne delle Danaidi, e la sete 810 XIII| anima è immortale, e che, uscita che ella è fuori di questo 811 I | I.~ ~Uscito fuor di città mi misi in 812 V | V.~ ~ASSIOCO E tu, Socrate, 813 XII | deliberata dal corpo, ne va per certo sotterraneo cammino 814 VIII| rammarichi della sorte sua? Va' agli artigiani: e' travaglian 815 II | ma cantando quasi peani, vadano alla volta del fato? tanta 816 X | conforto. Imperocché la vagabile mia mente non bada alle 817 V | quello che patisce dentro, vagisce, avendo egli solo questa 818 XI | ma sì alla immortalità ne vai, o Assioco; e non sarai 819 I | chiederai a me, o Clinia, vanamente cosa niuna che sia giusta; 820 X | perché non ci saresti tu. Vano dolore è dunque quello di 821 II | o Assioco? dove i tuoi vantamenti d'innanzi, e le perpetue 822 V | le notizie più comunali; vedi se io possiedo quelle molte 823 I | dove venisse la voce; e vedo Clinia, il figliuolo di 824 VIII| piangono vivi, e tutte le vegghiate ore riempiono di lamenti 825 | venendo 826 | vengono 827 | venisse 828 | venissi 829 XI | solstizii, le nimbose pleiadi, i venti di verno e di estate, e 830 | venute 831 XI | divino spirito non abitasse veracemente nell'anima, per il quale 832 I | via; ché, se egli è così veramente, s'ha a far presto.~CLINIA 833 V | accademia, e ginnasiarchi, e vergate; una fitta di mali: sicché 834 XIII| ASSIOCO Socrate mio, ho vergogna io di aprire bocca. Tanto 835 II | animo ti mancò in quelli veri. Perché non consideri posatamente 836 III | putredine e tramutandomi in vermini e altri simiglianti sozzi 837 XII | figliuoli dei fratelli.~I vestiboli per li quali si entra nella 838 XII | Eleusinia fidanza per quel viaggio.~Quelli, per lo contrario, 839 | vicino 840 XI | trascorro già le divine eternali vie, e sono rifatto della infermità 841 | Vieni 842 XIII| riposatamente le cose dette, e vienmi a visitare di nuovo, di 843 II | toccare già ricuperato, e vigoroso del corpo, ma fiaccato d' 844 | VII 845 | VIII 846 XII | avvampandoli, sostenendo ogni vilipendio sono crudelissimamente tormentati 847 V | sei e che tutti noi altri vinci per altezza di mente?~SOCRATE 848 IX | accozzaglia di plebe; garrulo, violento; e chi a lui si accosta, 849 II | le perpetue laudi della virtù? dove la tua inenarrabile 850 XIII| le cose dette, e vienmi a visitare di nuovo, di mezzodì.~SOCRATE 851 II | pellegrinazione? e che a quelli vissuti dirittamente conviene che, 852 XIII| felice, o Assioco, essendo tu vissuto piamente.~ASSIOCO Socrate 853 V | in pegno alcuna volta la vista, alcuna volta l'udito, e 854 XI | amore inverso alla verità viva e fiorente.~ASSIOCO Tu, 855 XII | banchetti bellamente ordinati, e vivande le quali s'imbandiscon da 856 VIII| può essere mai contento vivendo alla balìa della plebe? 857 IV | perocché noi siamo anima cioè vivente immortale rinchiuso dentro 858 XIII| che oramai io disprezzo il vivere, come colui che è per tramutarsi 859 V | tu credi ch'io perciò che vo in cerca della natura delle 860 | volesse 861 I | Socrate -. Perché io mi volsi intorno, guardando di dove 862 IX | Socrate mio caro, è ingrato, è volubile, è crudele, maligno, è sciocco: 863 VIII| protendesser le mani per votare senza giudizio la morte 864 X | coteste cose che tu dici, vuote di verità, con tutto ch' 865 | X 866 | XI 867 | XII 868 | XIII