Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Autore incerto (Platone?)
L'Assioco

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

XIII.

 

Queste cose io udii dire a Gobria. Tu, o Assioco, ne farai quella reputazione che vuoi. Io poi, tirato dalla ragione, questo solo credo per certo, che ogni anima è immortale, e che, uscita che ella è fuori di questo mondo, è senza dolore. Per tanto, o giù o su, tu avrai a esser felice, o Assioco, essendo tu vissuto piamente.

ASSIOCO Socrate mio, ho vergogna io di aprire bocca. Tanto non ho paura più della morte, che già io l'amo. Così mi ha anco persuaso questo tuo ragionamento, come quell'altro della bellezza del cielo, che oramai io disprezzo il vivere, come colui che è per tramutarsi in migliore luogo.

Ma or lasciami ripensare fra me riposatamente le cose dette, e vienmi a visitare di nuovo, di mezzodì.

SOCRATE Farò come tu vuoi. E io torno al Cinosargo a passeggiare, dove era avviato quando mi chiamarono perché qua io venissi.




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License