Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Platone
Il Menone

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)
menan-xviii | xx-xxxvi

     Capitolo
501 XLI | molte e grandi cose essi menano a bene.~MENONE Certamente.~ 502 XIV | però dicono che convien menare vita santissima. Conciossiaché « 503 XXIV(2) | prudentia), νοῦς (mens), ἐπιστήμη (scientia) 504 XXIV | essere saviezza, secondo la mentovata ragione.~MENONE Mi pare.~ ~ ~ 505 VII | tu dici -; può essere che meravigliandosi direbbe egli cosí: - Non 506 XXIX | altri statuarii. E ci è da meravigliarsi di ciò che dici tu; perché 507 XXX | indovino tu, o Anito? ché mi meraviglierei se potessi tu conoscere 508 XXXVII | debitamente; onde io mi meraviglio, se mai alcuno ci è buono, 509 XXXVI | ammaestramenti; ma se ti mescoli con i cattivi, perderai 510 V | signoreggiare: ed o che non va messa la giunta, signoreggiare 511 XXIX | stranii quei che fanno cotesto mestieraccio.~ ~ ~ 512 XIII | e gli altri, a furia di metter dubbi in capo a te e agli 513 XXI | me: certo è ch'io non mi metterei a fare battaglia per niun' 514 XXII | su te, o Menone, non ci metteremmo a considerare se si possa 515 XLII | la virtú negli uomini, ci metteremo a cercare prima che è la 516 XXXVI | potesse creare l'intelletto e metterlo in capo alla gente, assai 517 XXII | piú sarei contento, se ci mettessimo insieme, te e io, a pensare 518 XIV | in che disputazione tu mi metti! vuoi dire che non può alcuno 519 V | ingiustamente no.~MENONE E metticela; già ella è virtú anche 520 XXXVII | alcuno il qual ci renda migliori, comechessia. Dico io cosí, 521 XXXV | gliene senti fare di coteste millanterie; e se alcun le fa, ride: 522 XIV | ragione delle cose del loro ministerio. E le cose ch'ei dissero, 523 XVII | AB), ch'è due piedi; e minore di quest'altra (AI), ch' 524 XIV | cotali, si fanno re chiari di mirabile possanza, e uomini per sapienza 525 XXXII | saettava e operava molte altre mirabili cose, alle quali avevalo 526 IX | smania di scappar via da' misteri, e pazienza avessi di starti 527 XXII | loro di una figura; per mo' d'esempio, se cotesto quadrato 528 XXVI | alcuno, ed è costumato e modesto; e poi perché egli ha allevato 529 VIII | andare con le dolci, con modi piú dialettici, ragionando 530 | molta 531 XXIX | sicché, facendo a quel modo, morirebbero di fame. Or che è che Protagora, 532 XLII | dice che Tiresia è fra i morti: dice Omero che solo quello 533 XXIX | anni; e piú, perché egli è morto presso a settanta anni, 534 XV | mostrarmi che l'è come tu dici, mostramelo.~SOCRATE Non è facil cosa; 535 VI | se ei ti riprega: - Su, mostrami cotesti altri colori -; 536 XXVII | piglian paga? che i maestri si mostran maestri a questo segno, 537 XXV | li mostrerebbero; e noi, mostrandoli esse, li piglieremmo e riporremmo 538 XIX | mi colga a insegnargli e mostrar nulla, anziché interrogarlo 539 XV | ma se puoi comechessia mostrarmi che l'è come tu dici, mostramelo.~ 540 X | tutta d'un pezzo; e già mostrato io ti ho per esempio come 541 XXV | di gentil natura, e ce li mostrerebbero; e noi, mostrandoli esse, 542 II | non mel negare; ché, se mi mostri che tu lo sai, tu, e Gorgia, 543 XXXIII | e il sai anche tu; e in musica e in ginnastica e in ogni 544 XXXVI | Chiaro.~SOCRATE Ma altrove, mutando egli un poco, dice cosí: « 545 XXXIX | Legate che siano elle, si mutano in iscienza, e si stabiliscono: 546 XVII | la linea della quale ha a nascere lo spazio di otto piedi, 547 XXXVII | ché, se ciò si nega, si nasconderà agli occhi la via di conoscere 548 XL | diritta, e non si procaccian neanco (o par a te che ci siano 549 XXVI | della virtú sola, non è necessario che ci siano maestri di 550 XXXVII | altra cosa; ché, se ciò si nega, si nasconderà agli occhi 551 II | Non dir no, via, non mel negare; ché, se mi mostri che tu 552 | negli 553 XXVI | Te lo dico, Menone: non nego io già che si possa insegnare 554 III | bene agli amici e male ai nemici; avendo l'occhio che del 555 | nessuno 556 XIX | cotesto dubbio: e io non fo nient'altro che interrogarlo, 557 | niuna 558 II | egli sia o no, se ricco, se nobile uomo? di'.~MENONE Non par 559 XIV | antico peccato, dopo il nono anno rende l'anima novellamente, 560 | nostra 561 I | per la sapienza sua, i piú notabili degli Alevadi, fra i quali 562 XXII(1) | chiarissimo Ferrai alla fine delle note sue al Menone. FERRAI, I 563 XXI | SOCRATE Ma le ha coteste notizie, o non le ha egli?~MENONE 564 | Nove 565 II | recheremo noi a casa questa novella?~SOCRATE E quest'altra anche, 566 XIV | nono anno rende l'anima novellamente, e li tragge fuori a rivedere 567 | null' 568 XIII | proprio belle: , l'è cosa nuova non saper io dire ciò ch' 569 XIX | richiudono questo spazio? (Il nuovo quadrato che ha per lati 570 XXXIII | poni mente che Tucidide nutricò due figliuoli, Melesia e 571 XLI | bene; ma ve', ti fa gli occhiacci Anito.~ ~ ~ 572 | OD 573 IX | chiarire che sia suono e odore e l'altre qualità simili.~ 574 XLII | e gli altri son vagabili ombre. E tal quale in fatto di 575 XV | detto io, quelle fanno l'omo faticatore e cercatore: 576 | Ond' 577 XXXI | udire nomi? a quale buono e onesto Ateniese ei s'abbatta, colui 578 XI | dich'io, e argento, e avere onoranze nel comune e maestrati? 579 XXXIX | perché la scienza sia piú onorata che la diritta opinione, 580 XXVI | che lui eleggono ai piú onorevoli uffici. Dunque è giusta 581 XXXIX | anima, elle son cosa bella e operano ogni bene; ma non vogliono 582 XXXII | in sul cavallo saettava e operava molte altre mirabili cose, 583 XXIX | Fidia, il qual pure ha fatto opere bellissime, e n'ha fatte 584 XXXVIII | quale l'altro ha scienza, opinando egli vero e non ne veggendo 585 VIII | MENONE Ma se alcun ti opponesse: - Colore non so che sia, 586 VIII | parrebbe a te della detta opposizione?~SOCRATE Ch'ella è vera, 587 XIII | te, io che ho fatto tante orazioni su la virtú alla presenza 588 XXII(1) | Platone volgarizzati, vol. II, p. 489.~ ~ 589 V | abile di signoreggiare il padrone? e ti par anco servo un 590 XXXIII | egli allevò due figliuoli, Paralo e Xantippo?~MENONE Lo so.~ 591 II | presente quel che me ne parea allora: ma può essere che 592 XXVIII | un po' meglio. Niuno né parente, né domestico, né amico, 593 XXVI | SOCRATE Ma bene ce n'ha a parere presentemente, e anche poi; 594 IX | MENONE Su, parla tu prima; parlerò poi io.~SOCRATE A sentir 595 IX | fai che comandare quando parli; e fan cosí questi dilicati 596 XXXI | quelli passati sapessero participare anco altrui la virtú, nella 597 XIV | SOCRATE Cose che a me allora parvero bellissime e vere.~MENONE 598 IX | ne' quali e per i quali passan li effluvii?~MENONE , 599 XXXI | valenti de' nostri e quelli passati sapessero participare anco 600 XXXV | ciò che sia dire male, gli passerà allora la collera: ora non 601 XXIV | le operazioni e impeti e passioni dell'anima, se li governa 602 XI | niente piú virtú che il patirne mancamento? E però è virtú 603 IX | scappar via da' misteri, e pazienza avessi di starti a iniziare.~ 604 XIV | vendicata si è già dello antico peccato, dopo il nono anno rende 605 XXXVIII | la ragione, non sarà però peggior guida di colui che ne vede 606 XXXVIII | niente è la opinion vera peggiore guida che la scienza, e 607 XXIX | che se gli accostavano e peggiori rendendoli di come ei li 608 XVIII | di molti e molte volte, pensando dir bene, spacciato egli 609 XIII | sa. Nientedimeno voglio pensarci su un poco insieme con te, 610 XVIII | apprendere cotesto ch'ei pensava sapere già, se innanzi non 611 XXXVII | debitamente, né a me Prodico. Onde pensiamo noi ai fatti nostri, e cerchiamo 612 XXI | nel quale egli non era peranco uomo?~MENONE .~SOCRATE 613 XXXVI | ti mescoli con i cattivi, perderai sin l'intelletto». Vedi 614 XXVIII | collo da costoro che son perdizione, morte, a chi a loro s'accosta.~ 615 XXXII | comunicasse, nella quale era egli perfetto? o non hai udito mai dire 616 XXXIII | sai che uomo egli è. Vuoi Pericle? lui, cosí splendido e savio. 617 XIV | santissima. Conciossiaché «Persefone a quelli con i quali vendicata 618 XXV | naturalmente, ci sarebbe presso noi persone atte a riconoscere tra i 619 XLII | Tutte queste ragioni che han persuaso te, fa che entrino in capo 620 XIV | immortale; e che ora ella perviene al termine suo, ch'è ciò 621 XXVI | aria non se ne e non va pettoruto e non fa noia ad alcuno, 622 IX | se io non vorrei fare il piacere tuo e mio; ma io temo non 623 VIII | non addimandi tu una cosa piano, un'altra solido, come in 624 XI | o santità o alcun'altra picciola parte di virtú; se no, non 625 XII | ancoraché tu l'avessi fatta in piccole parti. Se vero è dunque 626 XVI | questo, piú grande o piú piccolo?~SERVO , certamente.~SOCRATE 627 XIV | Socrate, quello che tu ignori pienamente? e, delle cose che ignori, 628 XXXI | cosa che né si né si piglia. Oh quel che cerchiamo da 629 III | trovo già uno sciame. E, pigliando questa immagine di sciame, 630 XXVIII | vaghezza abbia d'apprendere, pigliandosi la paga che vogliono?~ANITO 631 XXVII | dicono d'insegnar l'arte e pigliano paga? e infastidire alcuno 632 XXV | noi, mostrandoli esse, li piglieremmo e riporremmo entro alla 633 XV | perocché elle ci farebbero pigri; e sono, a sentire, dolci 634 XXIV(2) | νοῦς (mens), ἐπιστήμη (scientia) hanno un medesimo 635 XXIX | vuole a esser pazzi! pazzi piuttosto quei giovani che a loro 636 | poche 637 | pochi 638 XLI | vaticinatori, e quelli tutti che poeteggiano, e divini non men di costoro 639 XIV | dice anco Pindaro, e altri poeti divini e molti. Ma guarda 640 XXVI | si aggranfiò i tesori di Policrate; ma la ricchezza e' se l' 641 XXXI | Anito: e nelle cose di politica ce ne ha presentemente, 642 XL | poi che di natura no, ci ponemmo a considerar dopo se virtú 643 XXVI | figliuolo: e par cosí al popolo ateniese, da poi che lui 644 XIX | SOCRATE Glie ne possiamo porre un altro accosto ed uguale? ( 645 XXII | fare questi supponimenti: Posando il quadrato in sul diametro 646 | possano 647 XIV | fanno re chiari di mirabile possanza, e uomini per sapienza grandissimi, 648 XXXIX | sciolta, ché gli è come possedere un servo fuggitore: non 649 XXXIX | Dedalo non è ella gran cosa possederla sciolta, ché gli è come 650 | possiamo 651 IV | medesimo; cioè, son buoni se possiedono certe medesime doti.~MENONE 652 XV | Giove, non feci io cosí a posta; e' m'è scappato di bocca; 653 XXV | generalmente, che giovano le cose poste fuori dell'anima, se soggette 654 | potea 655 | potendo 656 XI | virtú è volere i beni e poterceli procacciare?~MENONE Cosí 657 X | desiderio delle belle cose e potersele procacciare, cotesto è la 658 | potevano 659 XXXIV | sicché, se cotesta virtú potevasi insegnare, era facil cosa 660 | potrebbe 661 XLII | anche. Eh! se ci fosse, potrebbesi quasi dire di lui che egli 662 XI | giustamente, virtú non è allora la povertà medesima?~MENONE Egli è 663 XVII | qua: questi son due piedi (PQ), e questo è un piede (QR). 664 XXXIX | via; sicché non sono molto pregevoli insino a che tu non le leghi 665 XXXIX | è legata, ella è di gran pregio, ché sono assai belle. E 666 XXXVI | alla gente, assai e grossi premii si procaccerebbe colui, 667 XXVIII | puoi tu (si volge ad Anito) prender consiglio su Menone qui, 668 | presto 669 XIX | E quante qua? (Mostra il primo quadrato di quattro piedi).~ 670 XXII | questione ch'io ti feci, a principio, se la virtú si abbia per 671 XXXVI | assai e grossi premii si procaccerebbe colui, il quale sapesse 672 XI | conviene al tutto a cotesto procacciamento di beni aggiungere un po' 673 XL | vera o diritta, e non si procaccian neanco (o par a te che ci 674 XI | ti fa nulla? e se alcuno procacciasseli per iniquo modo, tu simigliantemente 675 XXVII | piú presto a quelli che professan l'arte, che a quelli che 676 I | fa egli, che per si profferisce ad ogni Elleno che abbia 677 XXXV | Altro!~SOCRATE E che? si profferiscono essi a maestri di virtú 678 X | X.~ ~Ma tienmi la promessa anche tu, e chiariscimi 679 XXVIII | maestri di virtú e che sono pronti a insegnare a ogni Elleno 680 XIV | cose che ignori, quale ti proporrai di cercare? e se per avventura 681 IX | certo.~SOCRATE E che sono proporzionati alcuni effluvii a alcuni 682 IX | effluvio di figure, il quale ha proporzione con la vista e sentesi per 683 VI | fa meraviglia. Or mi vo' provare io se mai sia buono di destare 684 XX | E da poi che di cotali prove farebbe egli nella geometria 685 XV | fanti, quale tu vuoi, ché io proverò con lui, via.~MENONE Subito. 686 VII | bene.~MENONE Altro!~SOCRATE Provo di chiarirti che è la figura. 687 XXXII | che gli avesse invidia, e provvedutamente la virtú non gli comunicasse, 688 XXIV(2) | φρόνησις (intelligentia, prudentia), νοῦς (mens), ἐ 689 V | virtú mi par la fortezza e prudenza e sapienza e magnificenza 690 XVIII | desiderio di sapere nol pungeva?~MENONE Non mi pare.~SOCRATE 691 XVII | PQ), e questo è un piede (QR). Or nasce di cotesta linea 692 | qualche 693 IX | suono e odore e l'altre qualità simili.~MENONE Certo.~SOCRATE 694 | quanta 695 | quante 696 XXIX | occhio in tutta l'Ellade, per quarant'anni; e piú, perché egli 697 | quaranta 698 | que' 699 | quegli 700 XXII | te e io, a pensare della questione ch'io ti feci, a principio, 701 XII | intera, e io potessi quella raffigurarmi, ancoraché tu l'avessi fatta 702 XXXI | argomento sul qual si volge il ragionar nostro, non è già se qui 703 VI | tirasse egli innanzi il suo ragionare, direbbe: - Noi ci abbattiamo 704 XXX | virtú; della quale io ho ragionato insino a ora.~ANITO E ché 705 XLII | SOCRATE Che fa a me! con lui ragioneremo un'altra volta, o Menone. 706 XV | insegnamento non ci è, ma rammemoramento: me ne domandi, perché tu 707 II | per bocca di lui. Via, rammentami quel ch'egli diceva; e, 708 XVIII | come già si vada piú sempre rammentando egli, imperocché prima non 709 XV | l'anima, nulla toglie che rammentandosi alcuno (cioè, apprendendo, 710 XV | a far meraviglia se può rammentarsi, della virtú e dell'altre 711 IX | non vuoi pur la noia di rammentarti come definisce la virtú 712 XXXIX(3)| λογισμῷ, cioè causae ratiocinatione.~ 713 XXIX | acconciano scarpe vecchie e rattoppan mantelli, se peggio li rendessero 714 II | virtú, o Socrate? e di te recheremo noi a casa questa novella?~ 715 XXXIX | in chiaro3. Questa è la reminiscenza, come detto è innanzi, Menone 716 XIV | peccato, dopo il nono anno rende l'anima novellamente, e 717 XXIX | gli accostavano e peggiori rendendoli di come ei li aveva, non 718 XIII | siano belle. Ma non te ne renderò cambio. Io, se la torpedine 719 XXIX | rattoppan mantelli, se peggio li rendessero a noi di come li ebbero, 720 XXXIV | lui, affaccendato per la repubblica, il tempo mancasse. Ma gli 721 X | E desidera egli il male reputando quello essere di giovamento 722 X | non conoscendo i mali, e reputandoli beni, eglino desiderano, 723 XXXV | che no.~SOCRATE E si dee reputarli maestri di virtú, se neanche 724 XXXIX | opinione, e perché siano reputate due cose questa e quella.~ 725 XXXIII | l'altro a Eudoro, i quali reputati eran di quei i piú valenti 726 XXX | tu?~SOCRATE Quelli che io reputava maestri di virtú li ho mentovati 727 XXXII | ho udito io.~SOCRATE Non reputerebbe niuno però cattiva l'indole 728 XXIX | vero ignorantemente? e cosí reputeremo pazzi costoro, che alcuni 729 XV | e cercatore: e perché le reputo vere, io vo' cercar con 730 XLII | dice Omero che solo quello respira fra quei d'inferno, e gli 731 VIII | to' la mia definizione e ribattila -. Ma s'egli s'avesse a 732 XLII | Per certo, se abbiamo noi ricercato e disputato bene in tutto 733 XXXVI | piaccia; perché dai buoni riceverai buoni ammaestramenti; ma 734 XXVIII | suoi parenti fa onore, e sa ricevere e accommiatare paesani e 735 XXVII | infastidire alcuno altro, richiedendo che gli abbia a insegnare 736 XIX | quattro linee uguali che richiudono questo spazio? (Il nuovo 737 XXV | presso noi persone atte a riconoscere tra i giovani quelli di 738 X | giovamento, e di quei che lo riconoscon dannoso.~SOCRATE E ti par 739 II | SOCRATE Menone mio, non me ne ricordo, e non ti so dire al presente 740 XXXV | millanterie; e se alcun le fa, ride: egli pensa che si possa 741 XXXVII | sfuggito alla mente (ci è da ridere proprio) che le faccende 742 VI | MENONE .~SOCRATE E se ti ridomanda egli: - Quali? - gliele 743 XXI | conviene che tu veda di ridurre alla memoria quello che 744 XIX | SERVO .~SOCRATE E riempiere con quest'altro (DCOM) questa 745 XII | cosa è la virtu, io te la rifaccia novamente, caro Menone? 746 XII | maniera di rispondere noi la rigettammo, se te ne rammenti: cioè 747 XII | anco in concordia.~MENONE E rigettammola a ragione, o Socrate.~SOCRATE 748 III | ciascun di noi la virtú riguarda a certa speciale operazione; 749 XXXVII | comechessia. Dico io cosí, riguardando all'esaminazione fatta dianzi, 750 IV | virtú; e nella quale bene è riguardare chi risponde a un che dimanda 751 XXIII | supponimento ch'ella sia bene, riman fermo?~MENONE , certamente.~ 752 XX | entro di sé medesimo, non è rimemorare?~MENONE Per certo.~SOCRATE 753 XIV | addimanda morte, e or ella rinasce; ma non va mai in niente; 754 XV | essendo ella immortale, rinata assai volte, e vedute le 755 I | Larissa, non istanno in coda, ringraziatene Gorgia, che, andato , 756 XXVII | seguendo.~MENONE Cosí.~SOCRATE Ripicchiamoci su: detto è che noi faremmo 757 VI | lui: - È il bianco -; e ripigliando egli: - Bianco è il colore, 758 VI | circolo -; e, come me l'altro ripigliasse: - Il circolo è la figura, 759 VI | la figura, Menone? - e tu ripondessi: - È il circolo -; e, come 760 XXV | mostrandoli esse, li piglieremmo e riporremmo entro alla rocca, sigillandoli 761 VI | MENONE .~SOCRATE E se ei ti riprega: - Su, mostrami cotesti 762 I | non ti dica, facendo una risata: - Eh, ti par proprio cera 763 XII | Socrate.~SOCRATE E anco tu rispondendo, non pensare in quel che 764 XX | Che te ne pare, o Menone? rispondendomi egli m'ha detto per avventura 765 III | cose simili? – di', che risponderai tu?~MENONE Che non differiscono 766 XXII | a un dato cerchio; a lui risponderebbe cosí alcuno di quelli: - 767 VII | figura o del colore, tu rispondessi: ‑ O buono uomo, io non 768 XVIII | prima e' credeva sapere, e rispondeva come un che sa, ardito, 769 XVII | che .~SOCRATE Bene; e rispondi pur sempre quel che pare 770 IX | ecco, fo il piacer tuo e ti rispondo.~MENONE Fa pure.~SOCRATE 771 XII | SOCRATE Perché, quando ti risposi io dianzi della figura, 772 VII | cosí ti apparecchi alla risposta che m'hai a fare della virtú.~ 773 VII | che ci ha di medesimo nel ritondo e nel diritto e in tutte 774 I | abito di rispondere a testa ritta a qualunque v'interroghi, 775 XIV | novellamente, e li tragge fuori a rivedere il superno sole: e, di cotali, 776 XXV | e riporremmo entro alla rocca, sigillandoli con maggior 777 XXVIII | cosí insano, da andarsi a rompere il collo da costoro che 778 XXIV(2) | intelligentia, prudentia), νοῦς (mens), ἐπιστήμη ( 779 XIV | SOCRATE Le dissero sacerdoti e sacerdotesse; di quelli ai quali stava 780 XIV | dissero?~SOCRATE Le dissero sacerdoti e sacerdotesse; di quelli 781 XXXII | ritto, d'in sul cavallo saettava e operava molte altre mirabili 782 XI | procacciarsi vorrai tu aggiungere santamente, giustamente? o non ti fa 783 XIV | che convien menare vita santissima. Conciossiaché «Persefone 784 XI | di giustizia o sapienza o santità o alcun'altra picciola parte 785 XLI | pure di molti veri, non sapendo niente di quel che dicono.~ 786 XXXI | nostri e quelli passati sapessero participare anco altrui 787 XIII | ch'ella sia: tu forse lo sapevi avanti che toccassi me; 788 XX | intendi che alla fine non ne saprebb'egli meno di chicchessia.~ 789 XIV | ciò che non sa, perché non saprebbe pure quello ch'egli ha a 790 | saranno 791 XXV | governa veracemente l'anima savia? fallacemente quella che 792 IV | SOCRATE E se son giusti e savii?~MENONE Allora .~SOCRATE 793 XXIII | SOCRATE E però siam belli e sbrigati: è ella scienza la virtú? 794 IV | sian buoni, se eglino sono scapestrati e birbi?~MENONE Certo che 795 IX | non ti sentissi smania di scappar via da' misteri, e pazienza 796 XV | io cosí a posta; e' m'è scappato di bocca; gli è un abito: 797 XXIX | perché quei che acconciano scarpe vecchie e rattoppan mantelli, 798 I | sapienza, e par ella si sia scasata di qua per accasarsi 799 XII | SOCRATE Dunque tu con me scherzi, o Menone?~MENONE Perché, 800 XX | ebbela sempre, fu sempre sciente; se la ricevette poi alcuna 801 XXIV(2) | mens), ἐπιστήμη (scientia) hanno un medesimo valore. 802 XXXVI | medesimo neanche, e sia sciocco; e se altri ci è in voce 803 XXXIX | ella gran cosa possederla sciolta, ché gli è come possedere 804 XXVII | spaccia per maestro, né ha uno scolaro? non ti pare al tutto uno 805 XXII(1) | quale nel testo è assai scura, mi ha giovato il commento 806 XXVI | piú bello, ci s'è messo a sedere allato questa figura qui: 807 XVII | quattro volte quattro son sedici? o no?~SERVO , per cotesto.~ 808 XVII | mai noia il far conti, segnamela.~SERVO Io non so, io, per 809 XVII | secondo te?~SERVO .~SOCRATE Segnamole, via: lo spazio che tu dici 810 XVII | questa linea doppia, se si segnano altre linee uguali a essa, 811 XXVII | MENONE .~SOCRATE E cosí seguendo.~MENONE Cosí.~SOCRATE Ripicchiamoci 812 XXI | si fanno scienza; non ne seguita che ebbe sempre quelle opinioni 813 IX | come no?~SOCRATE Su via, seguitando voi Empedocle, delle cose 814 XVII | SOCRATE Or guarda com'ei seguiti a rammentare ogni cosa, 815 XXII(1) | Qui di seguito è la figura nella quale 816 VII | modo.~MENONE L'è un po' semplice!~SOCRATE Che hai inteso 817 IX | proporzione con la vista e sentesi per la vista.~MENONE Bella 818 XXXV | ammiro Gorgia; tu non gliene senti fare di coteste millanterie; 819 XVII | pare a te, secondo il tuo sentimento. Dimmi: questa linea (AB) 820 IX | parlerò poi io.~SOCRATE A sentir te, o Menone, anche un con 821 XV | farebbero pigri; e sono, a sentire, dolci solo a quelli dilicati; 822 XII | maniera medesima; perché ti sentiresti fare novamente quella dimanda: - 823 IX | come dicesti ieri, non ti sentissi smania di scappar via da' 824 III | vecchi, siano essi liberi o servi: e tante virtú ci sono, 825 XXIX | perché egli è morto presso a settanta anni, penso, e quaranta 826 XXVIII | guastano anche e piglian danaro sfacciatamente?~ ~ ~ 827 XXXVII | fatta dianzi, imperocché è sfuggito alla mente (ci è da ridere 828 XXXVI | mangia, che sono buoni, e siedi appresso di loro, e a quelli 829 X | beni? o pare a te che tutti sien desiderosi di beni?~MENONE 830 I | ti viene in capo far di siffatte interrogazioni a alcuno 831 XI | SOCRATE Onde il procacciare di siffatti beni non è niente piú virtú 832 XXV | riporremmo entro alla rocca, sigillandoli con maggior cura, che non 833 XXII | SOCRATE Se io avessi alcuna signoria, non pur sovra me, ma anco 834 XXIV | memoria, e generosità e altro simigliante?~MENONE .~SOCRATE Di queste 835 XII | giustizia, temperanza, e simiglianti cose, ciascuna è piccola 836 XIII | perché tu m'hai fatta quella similitudine.~MENONE Perché credi tu?~ 837 XIII | belli io penso che anche le similitudini siano belle. Ma non te ne 838 | sino 839 IX | dicesti ieri, non ti sentissi smania di scappar via da' misteri, 840 X | cosa è la virtú in genere. Smetti, via di far dell'un molti, 841 XII | non me la vogli spezzare e sminuzzare, dandoti anzi io esempio 842 XX | cosí.~SOCRATE E, come un sogno, elle cosí si son destate 843 XIV | fuori a rivedere il superno sole: e, di cotali, si fanno 844 XXVI | guadagnata con la saviezza e la sollecitudine sua; oltre a ciò, aria non 845 XIII | so piú dove io mi sia. Mi somigli davvero tutto tutto, lasciami 846 XIII | torpida ella medesima, le somiglio io; se no, no: perché non 847 XXVII | il medesimo dell'arte di sonare il flauto e di ogni altra 848 XXVII | volendo noi fare alcuno sonatore di flauto, a non lo voler 849 | sopra 850 XXI | altra cosa al mondo, ma per sostenere che, se noi credessimo s' 851 IX | no, per essere questi piú sottili o grossi in comparazione 852 XXVII | insegnare egli che né si spaccia per maestro, né ha uno scolaro? 853 XXXV | Sofisti, i quali pure si spaccian di esser tali solamente 854 XXXVI | tu voglia: se alcuno si spacciasse maestro di quella, il quale, 855 XVIII | volte, pensando dir bene, spacciato egli avrebbe che un quadrato 856 III | la virtú riguarda a certa speciale operazione; e il medesimo 857 XXXIV | figliuoli in cose che ci si spende, ammaestrato li avrebbe 858 XXXIV | ancora in quelle dove non è a spender niente, cioè nella virtú, 859 XII | la virtú non me la vogli spezzare e sminuzzare, dandoti anzi 860 X | dicono per celia a colui che spezzi qualcosa; la virtú, io vo' 861 XXXIII | Vuoi Pericle? lui, cosí splendido e savio. Tu sai ch'egli 862 XXVII | non ti pare al tutto uno sragionare cotesto?~MENONE È ignoranza, 863 XXXVI | XXXVI.~ ~SOCRATE L'elegie. Sta' a udire: «Con quelli bevi 864 XXXIX | mutano in iscienza, e si stabiliscono: e però scienza è pregevole 865 | stan 866 | stanno 867 | star 868 | stare 869 | starei 870 IX | misteri, e pazienza avessi di starti a iniziare.~MENONE Oh, 871 XXXII | che buono maestro sarebbe stato egli della virtú sua, se 872 XXXIX | dire tu?~SOCRATE Che una statua di Dedalo non è ella gran 873 XXIX | piú che non dieci altri statuarii. E ci è da meravigliarsi 874 XXXIX | non hai mai badato alle statue di Dedalo: ché non ce n' 875 XXXIII | due figliuoli, Melesia e Stefano, e ammaestrolli bene in 876 | stessi 877 | stesso 878 XIII | lasciami celiare un poco, alla stiacciata torpedine di mare; imperocché, 879 XXV | fallacemente quella che è stolta?~MENONE Cosí è.~SOCRATE 880 XXIX | caccian via, o paesani siano o stranii quei che fanno cotesto mestieraccio.~ ~ ~ 881 XIII | si appressi e la tocchi, subitamente ella il fa intorpidire. 882 IX | anco possa chiarire che sia suono e odore e l'altre qualità 883 XIV | tragge fuori a rivedere il superno sole: e, di cotali, si fanno 884 XII | rammenti: cioè di rispondere supponendo chiare le cose che per anco 885 XIX | linee (diagonali) non ha tagliato in due metà ciascuno di 886 XXVI | è poco, quell'Ismenia il Tebano, che si aggranfiò i tesori 887 VIII | interrogato. E io voglio tenere questo modo con te. Una 888 XXII | vuoi signoreggiare te, e tenti per contrario signoreggiare 889 XXXV | ma lo sai? anche il poeta Teognide dice questo medesimo ne' 890 XIV | che ora ella perviene al termine suo, ch'è ciò che s'addimanda 891 IX | modo di Gorgia? cosí mi terrai dietro piú comodamente.~ 892 XXVI | Tebano, che si aggranfiò i tesori di Policrate; ma la ricchezza 893 I | codest'abito di rispondere a testa ritta a qualunque v'interroghi, 894 XXII(1) | di Platone, la quale nel testo è assai scura, mi ha giovato 895 XXXIX(3)| αἰτίας λογισμῷ, cioè causae 896 X | X.~ ~Ma tienmi la promessa anche tu, e 897 IX | insino a che dura giovinezza, tiranneggiano. Bene già ti sei accorto 898 VI | E via, se, cosí com'io, tirasse egli innanzi il suo ragionare, 899 XLII | vivi ciò che Omero dice che Tiresia è fra i morti: dice Omero 900 VIII | me l'è cosí; non ti va? to' la mia definizione e ribattila -. 901 X | essere di giovamento a chi tocca, o vero di danno?~MENONE 902 X | credendoli pure dannosi a chi toccano, forse conoscono ch'ei ne 903 XIII | forse lo sapevi avanti che toccassi me; or fatto sei simile 904 XV | ogni cosa l'anima, nulla toglie che rammentandosi alcuno ( 905 XIII | essere dubbiosi anche. E, tornando alla virtú, io non so ciò 906 XVIII | facendo io dubbioso lui, e torpente , come fossi io una torpedine, 907 XIII | intorpidire gli altri perché è torpida ella medesima, le somiglio 908 XX | niuno insegnando, quella trae fuori da entro di sé medesimo.~ 909 XIV | anima novellamente, e li tragge fuori a rivedere il superno 910 XXIX | s'ha a dire? che costoro traggono in inganno e guastano i 911 IX | mio, ella è definizione tragica, e però piace piú a te di 912 XVI | uguali coteste linee che tramezzano? (GH, EF)~ ~SERVO .~ 913 XX | MENONE .~SOCRATE E cotesto trarre fuori la scienza da entro 914 XXII(1) | Favaro: il quale commento è trascritto dal chiarissimo Ferrai alla 915 XXIX | di come li ebbero, anzi trenta darebbero nell'occhio, 916 XXI | che se credessimo che né trovar si può, né cercare si dee 917 V | cercava una virtú, e se n'è trovate molte, benché per altra 918 I | interrogazioni a alcuno di qua, non troverai chi non ti dica, facendo 919 XVIII | messo in su la via, perché trovi come la vada questa faccenda: 920 III | ed ecco che io in te ne trovo già uno sciame. E, pigliando 921 | tua 922 | tuttavia 923 III | casa, ed esser massaia, e ubbidiente al marito. E cosí altra 924 XXXV | No, per Giove: a volte li udirai dire che , a volte che 925 XXXIII | ne ricordi?~ANITO , per udita.~ ~ ~ 926 XXVI | eleggono ai piú onorevoli uffici. Dunque è giusta cosa che 927 XXVI | intenditori di questa faccenda... Uh, Menone mio, proprio in 928 III | ne tocchi anche a noi da ultimo. Se poi tu vuoi la virtú 929 XXXVII | proprio) che le faccende umane vanno a diritto filo, non 930 XXV | SOCRATE Cosí dunque è a dire universalmente, che tutte le cose dell' 931 XLI | Menone; e ai Lacedemoni è in usanza, lodando essi alcuno, dire 932 XXIV | docilità; imperocché, apprese e usate con intelletto, quelle sono 933 XXII | supponimenti, come sono usati di fare i geometri. Perché 934 IX | delle cose non dite voi uscire effluvii?~MENONE Senza alcun 935 XXV | governi l'anima e di quelle usi dirittamente, giovano; quando 936 XXIV | quando le governa diritto uso e, quando no, esse nocciono?~ 937 XXV | noi della virtú, ch'ella è utile?~MENONE E dirittamente.~ 938 XXV | certo.~SOCRATE E però la utilità è saviezza, è scienza, secondo 939 V | V.~ ~SOCRATE E poi che la virtú 940 XLII | inferno, e gli altri son vagabili ombre. E tal quale in fatto 941 XXVIII | insegnare a ogni Elleno che vaghezza abbia d'apprendere, pigliandosi 942 VII | mettere con amore, ché vale bene.~MENONE Altro!~SOCRATE 943 XXIV(2) | scientia) hanno un medesimo valore. Se alcuna differenza ci 944 XXVIII | secondo che a leggiadra e valorosa persona si conviene. Guarda 945 XXXVII | proprio) che le faccende umane vanno a diritto filo, non già 946 XXIX | quei che acconciano scarpe vecchie e rattoppan mantelli, se 947 XXXVIII | peggior guida di colui che ne vede la ragione?~MENONE No, di 948 XI | come tu pensi.~SOCRATE Or vediamo anche se dici vero; può 949 I | sapienza, a quel che io vedo. E se i paesani del tuo 950 XV | immortale, rinata assai volte, e vedute le cose di quassú, di laggiú, 951 XXII | no la virtú, innanzi che veduto noi avessimo ciò ch'ella 952 XXXVIII | opinando egli vero e non ne veggendo la ragione, non sarà però 953 IX | Menone, anche un con il velo agli occhi s'avvederebbe 954 XIV | Persefone a quelli con i quali vendicata si è già dello antico peccato, 955 | venendo 956 XXXVII | la via di conoscere come vengan su mai i buoni uomini.~MENONE 957 | vengo 958 | veniamo 959 | venire 960 XXV | certo.~SOCRATE E non governa veracemente l'anima savia? fallacemente 961 XIV | chiamati poi dalla gente veraci eroi».~ ~ ~ 962 XLI | quali dicon pure di molti veri, non sapendo niente di quel 963 XXI | sempre nella nostra anima la verità degli enti; e immortale 964 | verrà 965 XXXVI | perché da padre buono non verrebbe figliuolo cattivo, ché gli 966 | VI 967 XXXII | avvantaggiar lui sopra i vicini nella sapienza ch'egli aveva, 968 VIII | dimostrarlo anche per quelle vie medesime delle quali si 969 | viene 970 XXI | diverremmo e piú forti e piú vigili che se credessimo che né 971 | VII 972 | VIII 973 XXX | SOCRATE Che? e' t'ha fatto villania, o Anito, alcun di questi 974 XII | quella dimanda, che cosa è la virtu, io te la rifaccia novamente, 975 XII | che la virtú non me la vogli spezzare e sminuzzare, dandoti 976 | vogliamo 977 IV | due, e donna e uomo, se voglion esser buoni.~MENONE È chiaro.~ 978 XXII(1) | di Platone volgarizzati, vol. II, p. 489.~ ~ 979 XXII | è la virtú?~MENONE Molto volentieri; nientedimeno piú sarei 980 | voleva 981 XXII(1) | FERRAI, I Dialoghi di Platone volgarizzati, vol. II, p. 489.~ ~ 982 | voluto 983 | vorrai 984 | vorrei 985 | vostra 986 | X 987 XXXIII | ché uno l'ebbe affidato a Xantia, l'altro a Eudoro, i quali 988 XXXIII | due figliuoli, Paralo e Xantippo?~MENONE Lo so.~SOCRATE Egli 989 | XI 990 | XII 991 | XIII 992 | XIV 993 | XIX 994 XL | XL.~ ~SOCRATE E pure non dico 995 XLI | XLI.~ ~SOCRATE Or la virtú scienza 996 XLII | XLII.~ ~SOCRATE Che fa a me! 997 | XV 998 | XVI 999 | XVII 1000 | XVIII


menan-xviii | xx-xxxvi

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License