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| Platone Il Menone IntraText CT - Lettura del testo |
Ma tienmi la promessa anche tu, e chiariscimi che cosa è la virtú in genere. Smetti, via di far dell'un molti, come dicono per celia a colui che spezzi qualcosa; la virtú, io vo' che tu me la lasci tutta d'un pezzo; e già mostrato io ti ho per esempio come tu hai a fare.
MENONE Socrate, cosí par a me, come al poeta, che virtú sia goder delle cose belle, e aver modo di godere; e però io penso che aver desiderio delle belle cose e potersele procacciare, cotesto è la virtú.
SOCRATE E pensi tu che un desiderio di ciò ch'è bello, è come se desideroso egli sia di ciò ch'è bene?
SOCRATE E di' tu cosí, come se alcuni fosser desiderosi di mali, e alcuni di beni? o pare a te che tutti sien desiderosi di beni?
MENONE A me no.
SOCRATE C'è dunque alcuni desiderosi di mali?
SOCRATE E di' tu ch'ei ne siano desiderosi credendo li mali essere beni, o conoscendo che sono mali davvero?
MENONE L'una cosa e l'altra, par a me.
SOCRATE Par a te adunque sia alcuno che, conoscendo pure il male che è male, nientedimeno ha desiderio di quello?
MENONE Per certo.
SOCRATE E desiderare, che è? non è aver voglia che la cosa gli tocchi?
SOCRATE E desidera egli il male reputando quello essere di giovamento a chi tocca, o vero di danno?
MENONE C'è di quei che lo credon di giovamento, e di quei che lo riconoscon dannoso.
SOCRATE E ti par che conoscano che il male è male quelli che reputano che il male giovi?
MENONE No!
SOCRATE E però egli è palese che non desiderano costoro i mali, da poi che non li conoscono, ma sí quelli ch'ei reputano beni, avvegnaché beni non siano; sí che non conoscendo i mali, e reputandoli beni, eglino desiderano, non i mali, ma i beni. Non è egli vero?
SOCRATE E che? quei che han desiderio dei mali, come tu dici, credendoli pure dannosi a chi toccano, forse conoscono ch'ei ne saranno danneggiati?
SOCRATE E conoscono che i danneggiati, in quanto danneggiati, son miserabili?
MENONE È di necessità anche cotesto.
SOCRATE E che sono disavventurati quelli che sono miserabili?
SOCRATE C'è dunque alcuno che voglia essere miserabile e disavventurato?
MENONE Non pare a me, Socrate.
SOCRATE E però se tal non vuole niuno essere, niuno, caro Menone, vuole i mali; imperocché essere miserabile che altro è, se non desiderare i mali e quelli avere?
MENONE Mi pare che tu dica vero, Socrate; niun vuole i mali.